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Alpini e molestie, tensione nel Pd: si dimette la coordinatrice donne di Rimini

La dirigente locale Sonia Alvisi aveva sminuito il caso. Borghi: “Ma non chiediamo la sospensione delle adunate”
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Quale è la dose ammessa di molestia nei confronti di una donna? Cecilia D'Elia, femminista storica e coordinatrice della conferenza delle donne del Pd, la domanda (retorica) l'ha posta quarantott'ore fa, alla responsabile delle donne dem riminesi Sonia Alvisi che ha speso parole in difesa degli alpini sul caso delle molestie all'adunata di Rimini e indicato alle vittime, come unica strada, la denuncia in Questura. "Tolleranza zero anche per un complimento, sono stata fraintesa" reagisce Sonia Alvisi.

Ma troppo tardi, in quel primo comunicato non era affatto chiaro. Arriva la sconfessione da Roma della D'Elia, e la coordinatrice locale delle donne Pd capitola: dimissioni. Pur reagendo in modo furibondo dopo una notte insonne: "Lavoro tutti i giorni per le donne, ma stiamo scherzando? Dove è la sorellanza nel Pd? Le parole di Cecilia D'Elia sono ingiuste. Ho fatto un passo indietro ora voglio vedere cosa fa il partito". Il parti…

Quale è la dose ammessa di molestia nei confronti di una donna? Cecilia D'Elia, femminista storica e coordinatrice della conferenza delle donne del Pd, la domanda (retorica) l'ha posta quarantott'ore fa, alla responsabile delle donne dem riminesi Sonia Alvisi che ha speso parole in difesa degli alpini sul caso delle molestie all'adunata di Rimini e indicato alle vittime, come unica strada, la denuncia in Questura. "Tolleranza zero anche per un complimento, sono stata fraintesa" reagisce Sonia Alvisi.

Ma troppo tardi, in quel primo comunicato non era affatto chiaro. Arriva la sconfessione da Roma della D'Elia, e la coordinatrice locale delle donne Pd capitola: dimissioni. Pur reagendo in modo furibondo dopo una notte insonne: "Lavoro tutti i giorni per le donne, ma stiamo scherzando? Dove è la sorellanza nel Pd? Le parole di Cecilia D'Elia sono ingiuste. Ho fatto un passo indietro ora voglio vedere cosa fa il partito". Il partito a livello locale traccheggia: "Una discussione interna va aperta" azzarda Filippo Sacchetti, segretario riminese.

Il caso delle violenze diventa scontro politico, con la Lega che difende gli alpini e le prossime adunate. I leghisti attaccano il Pd, però solidarizzando con la riminese consigliera regionale di parità. Tra i Dem, e in particolare tra le donne, la lite si è trasformata in un testacoda, che il segretario del Pd, Enrico Letta non ha apprezzato per nulla. Per ora nessun chiarimento: da un lato il coordinamento nazionale donne dem, dall'altro quello riminese che la portavoce Alvisi ha lasciato perché fuori linea. Comunque le parlamentari del Pd hanno presentato un'interrogazione al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini che per primo ha condannato duramente quanto accaduto a Rimini.

Ora le 23 deputate (da Laura Boldrini a Lia Quartapelle, da Beatrice Lorenzin a Marianna Madia e Barbara Pollastrini), capitanate da Giuditta Pini, chiedono al ministro "quali azioni intenda intraprendere perché quegli episodi gravissimi non si ripetano". Spiega Pini che due sono gli obiettivi: fare chiarezza e supportare le donne vittime di molestia. Con la premessa: il Pd non vuole criminalizzare gli alpini, la destra e Salvini non strumentalizzino.

Enrico Borghi, il responsabile sicurezza dem, che tra l'altro ha anche fatto l'alpino, replica al fuoco di fila dei leghisti: "Non c'è nessuna intenzione di chiedere di annullare i prossimi appuntamenti degli alpini, sarebbe come se per colpa di facinorosi, si sospendessero le partite di calcio. Però i colpevoli vanno puniti e la condanna delle molestie deve essere unanime. Per la Lega ogni occasione è buona per strumentalizzare".

Non chiedono nessuno stop delle adunate neppure le donne dem, ripete D'Elia. Rincara Pini: "Non stiamo criminalizzando gli alpini, questo lo fa proprio chi nega le molestie, la loro gravità e non vogliono trovare i responsabili". La prossima sarà a Udine, le donne dem triestine la vogliono. Le adunate degli alpini sono un volano per l'economia (168 milioni di indotto a Rimini). Motivo per cui il sindaco Pd della città romagnola, Jamil Sadegholvaad, pur condannando le molestie, si dice pronto ad ospitare di nuovo il raduno. A lui "Non una di meno" ha consegnato un dossier su quanto accaduto alle donne in strada e al lavoro nei bar. L'invito è a un'assemblea pubblica il 19 maggio. "Le ascolterò, ma portino il plico anche in Procura".