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"I più lenti a votare hanno tradito". Al Var del Senato sospetti su Iv, Pd e 5S

(agf)

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Accuse di "scambio" sulle vicepresidenze. Il Cav accusa Renzi. Le telefonate di Meloni
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ROMA - Pochi istanti dopo l'elezione di Ignazio La Russa con soli 2-3 voti di Forza Italia comincia immediata la caccia all'uomo (o alla donna): chi è stato? Quanti sono e chi sono i franchi tiratori alla rovescia delle opposizioni? Federico Fornaro del gruppo Pd-Art.1 è un mago dei numeri, col pallottoliere virtuale in testa: "Se pure consideriamo tutti quelli del terzo polo e del misto per lui, ci sono altri otto voti da ricercare tra Pd, M5S, i senatori a vita". A fine giornata ci si eserciterà con il var, riguardando i filmati dei senatori che entrano nel catafalco e cronometrando quanto ci sono stati dentro. Superati i 7-8 secondi, lì scatta il supremo sospetto. Con 20-25 senatori "lenti" nell'elenco equamente suddivisi tra la minoranza.

L'elezione a sorpresa di la Russa, sospetti e numeri

Comunque, riavvolgendo il nastro. Appena arriva l'elezione a sorpresa, tutti negano: Matteo Renzi e Carlo Calenda, es…

ROMA - Pochi istanti dopo l'elezione di Ignazio La Russa con soli 2-3 voti di Forza Italia comincia immediata la caccia all'uomo (o alla donna): chi è stato? Quanti sono e chi sono i franchi tiratori alla rovescia delle opposizioni? Federico Fornaro del gruppo Pd-Art.1 è un mago dei numeri, col pallottoliere virtuale in testa: "Se pure consideriamo tutti quelli del terzo polo e del misto per lui, ci sono altri otto voti da ricercare tra Pd, M5S, i senatori a vita". A fine giornata ci si eserciterà con il var, riguardando i filmati dei senatori che entrano nel catafalco e cronometrando quanto ci sono stati dentro. Superati i 7-8 secondi, lì scatta il supremo sospetto. Con 20-25 senatori "lenti" nell'elenco equamente suddivisi tra la minoranza.

L'elezione a sorpresa di la Russa, sospetti e numeri

Comunque, riavvolgendo il nastro. Appena arriva l'elezione a sorpresa, tutti negano: Matteo Renzi e Carlo Calenda, esponenti di Pd e dei 5 Stelle, figuriamoci verdi-sinistra. Però si racconta che quando al termine del vertice a Villa Grande l'altro ieri sera Giorgia Meloni ha capito che Silvio Berlusconi avrebbe fatto mancare i voti forzisti, la presidente di FdI si è attaccata al telefono, chiamando diversi esponenti di primo piano delle opposizioni. Il messaggio era più o meno il seguente: datemi un segnale e sarete ripagati. Principale indiziato del soccorso ai "neri" è Renzi. Lo dice in chiaro il Cavaliere: "Sono stati il terzo polo e i senatori a vita a votare per La Russa". Il gruppo di Iv-Azione vanta nove senatori, avrebbe certo avuto tutto l'interesse ad aiutare Meloni in cambio di qualche poltrona: in ballo ci sono le vicepresidenze di Camera e Senato, ma soprattutto la guida delle Commissioni di garanzia, in particolare Copasir e Vigilanza Rai. Dice Simona Malpezzi del Pd: "Una parte dell'opposizione ha voluto fare da stampella alla maggioranza e ha mandato messaggi in vista dei prossimi passaggi". Ma a parte la smentita indignata del senatore di Rignano ("Quando faccio una cosa la rivendico") se pure fosse ne mancano altri all'appello. Si danno per sicuri i sì di tre senatori a vita - Carlo Rubbia, Elena Cattaneo, Mario Monti - e di quasi tutti i renziani (ma non i calendiani). Poi i dem accusano i 5 Stelle, i 5 Stelle accusano il Pd. "Nel Movimento giocano allo sfascio e godono quando possono farci un dispetto", denuncia Matteo Orfini. "Non scherziamo - replica il vicepresidente dei 5 Stelle, Riccardo Ricciardi - bisogna guardare tra i renziani, quelli eletti con Iv e quelli che stanno nel Pd". La corsa generale è a cancellare le impronte digitali. Letta esclude "totalmente" che siano stati i suoi e parla di "scelta irresponsabile e sbagliata, un regalo alla destra". Pierferdinando Casini si smarca: "La maggioranza parte spaccata e in questo modo, purtroppo, anche l'opposizione. Bisognerebbe consigliare un po' a tutti qualche corso di formazione politica". Idem Dario Franceschini, che qualcuno dà per aspirante alla vicepresidenza del Senato, ipotesi definita "fango renziano" al Nazareno: "Chiunque sia stato non capisce nulla di politica". Restano comunque dei dati di fatto: per dire, perché Dolores Bevilacqua (M5S) è stata 25 secondi dentro la cabina? E il pd Bruno Astorre dieci? Oggi, per evitare sospetti, il Pd potrebbe proporre un nome di bandiera, così da contarsi e fugare dubbi.

Il luogotenente meloniano Giovanni Donzelli butta lì una sua teoria: "Non c'era nessun accordo politico, semplicemente La Russa è stato votato da qualcuno dell'opposizione per ragioni personali, perché è stimato". Un caso? Non un'operazione pianificata? "Beh magari eravamo a conoscenza di chi fossero queste persone che lo stimano...". Il mistero aumenta.