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No al presidenzialismo di Meloni, il Pd propone il cancellierato: ecco la proposta di riforma

Enrico Letta, segretario del Pd 
Previsto il meccanismo della sfiducia costruttiva e al premier spetterebbe il potere di proporre la revoca dei ministri
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Alla chiamata per il presidenzialismo, il Pd risponde con il cancellierato. È una delle prime proposte di legge presentate dai Dem, che mercoledì e giovedì riuniscono i gruppi parlamentari e decidono quali sono i temi su cui costruiranno l'opposizione, e quindi il pacchetto di disegni di legge e progetti a cui dare la priorità: dal salario minimo ai diritti civili.

Sul fronte riforme, in Senato intanto il dado è stato tratto da Dario Parrini, ex presidente della commissione Affari costituzionali che ha depositato un disegno di legge di revisione istituzionale.

Se la premier Giorgia Meloni punta a introdurre il presidenzialismo nella forma già discussa (e naufragata in aula alla Camera nella passata legislatura), il Pd va su tutt'altra rotta. Il dem Parrini illustra infatti una riforma costituzionale che si ispira al modello del cancellierato tedesco: fiducia del Parlamento al cancelliere che ha il potere della revoca dei ministr…

Alla chiamata per il presidenzialismo, il Pd risponde con il cancellierato. È una delle prime proposte di legge presentate dai Dem, che mercoledì e giovedì riuniscono i gruppi parlamentari e decidono quali sono i temi su cui costruiranno l'opposizione, e quindi il pacchetto di disegni di legge e progetti a cui dare la priorità: dal salario minimo ai diritti civili.

Sul fronte riforme, in Senato intanto il dado è stato tratto da Dario Parrini, ex presidente della commissione Affari costituzionali che ha depositato un disegno di legge di revisione istituzionale.

Se la premier Giorgia Meloni punta a introdurre il presidenzialismo nella forma già discussa (e naufragata in aula alla Camera nella passata legislatura), il Pd va su tutt'altra rotta. Il dem Parrini illustra infatti una riforma costituzionale che si ispira al modello del cancellierato tedesco: fiducia del Parlamento al cancelliere che ha il potere della revoca dei ministri, s'introduce la sfiducia costruttiva che dovranno essere le due Camere in seduta comune a dare, non separatamente.

Nell'aula di Palazzo Madama durante l'insediamento del governo è stato Andrea Giorgis, responsabile Riforme del Pd, a annunciarlo, sia pure per le linee generali e senza scoprire le carte. "D'accordo a rafforzare il governo, a patto che si resti nel solco della Costituzione e della repubblica parlamentare", precisa Giorgis. Parrini si spinge più in là e premette: "L'Italia non deve uscire dalla sua storia costituzionale, deve rimanere una democrazia parlamentare, e migliorare la forma di governo parlamentare dando più poteri al primo ministro e più stabilità ai governi, sul modello delle migliori democrazie parlamentari europee, come Germania, Spagna e Svezia".

Il segretario dem, Enrico Letta ha già alzato le barricate sul presidenzialismo meloniano, che vedrebbe il presidente della Repubblica non più arbitro bensì figura politica eletta direttamente dal popolo. Meloni l'ha detto nel discorso della fiducia: nessun ricatto da "opposizioni pregiudiziali". La proposta della destra, bocciata a maggio a Montecitorio, prevede l'elezione diretta del presidente della Repubblica (oggi la decisione spetta ai Grandi elettori, ovvero tutti i parlamentari e i rappresentanti delle Regioni), con la possibilità di candidarsi a partire dai 40 anni (oggi bisogna avere almeno 50 anni) e per svolgere un mandato di 5 anni (oggi sono sette).

Bocciata dal Pd. Parrini ribadisce: "Il presidenzialismo sarebbe uno stravolgimento, che butterebbe all'aria tutta la seconda parte della Costituzione, con il suo sistema di pesi e contrappesi, mentre la presidenza della Repubblica è l'istituto che ha funzionato meglio nel nostro Paese. La presenza di un capo dello Stato inteso come figura super partes e equilibratrice che sta al vertice dello Stato, si è rivelata una risorsa preziosa. Perché eliminare questa figura dal nostro ordinamento per farne un capo politico e uomo di parte anziché di tutti?".

Giorgis poi pensa a riforme istituzionali che siano "migliorie significative in tempi brevi, con consensi larghi e modifiche mirate". Il ddl di Parrini non modifica molti articoli della seconda parte della Costituzione. Le due Camere rimangono elette a suffragio universale, ma del Senato fanno parte anche 20 senatori eletti dai Consigli Regionali, con Palazzo Madama competente sulle politiche territoriali e la Camera che ha sempre l'ultima parola sui disegni di legge ordinari. Per quanto riguarda invece il Parlamento in seduta comune ad esso è demandato il voto di fiducia al governo, nonché l'esame della legge di Bilancio (i ddl di riforma costituzionale rimangono bicamerali). Inoltre viene previsto il meccanismo della sfiducia costruttiva, come il cancellierato tedesco. E al premier-cancelliere spetta il potere di proporre la nomina ma anche la revoca dei ministri.