Sisto: "Nessun colpo di mano di Forza Italia sullo scudo fiscale, era il Mef ad avere l’esigenza di recuperare fondi”
di Liana MilellaROMA - È furibondo. Francesco Paolo Sisto, il vice ministro della Giustizia, risponde al telefono, ma chiarisce subito che non vuole più fare alcuna dichiarazione sull'argomento dello scudo penale. Poi l'arrabbiatura prevale sul silenzio. Sulle agenzie ci sono già alcune sue battute dette di prima mattina ai microfoni di "Radio anch'io". "Non voglio dire più niente....basta". Poi legge le dichiarazioni del ministro delle Imprese Adolfo Urso e s'arrabbia ancora di più.
Urso dice che è stata Forza Italia a chiedere lo scudo. Sisto smentisce: "Io me ne fotto della tregua fiscale. Né Forza Italia, né tantomeno Berlusconi, hanno chiesto alcuno scudo. Le cose non sono andate per niente così. Io sono andato al Mef una settimana fa dove c'era l'esigenza di raggranellare il maggior numero di fondi. Il tema in discussione era molto chiaro, e altrettanto l'ipotesi che &egrav…
ROMA - È furibondo. Francesco Paolo Sisto, il vice ministro della Giustizia, risponde al telefono, ma chiarisce subito che non vuole più fare alcuna dichiarazione sull'argomento dello scudo penale. Poi l'arrabbiatura prevale sul silenzio. Sulle agenzie ci sono già alcune sue battute dette di prima mattina ai microfoni di "Radio anch'io". "Non voglio dire più niente....basta". Poi legge le dichiarazioni del ministro delle Imprese Adolfo Urso e s'arrabbia ancora di più.
Urso dice che è stata Forza Italia a chiedere lo scudo. Sisto smentisce: "Io me ne fotto della tregua fiscale. Né Forza Italia, né tantomeno Berlusconi, hanno chiesto alcuno scudo. Le cose non sono andate per niente così. Io sono andato al Mef una settimana fa dove c'era l'esigenza di raggranellare il maggior numero di fondi. Il tema in discussione era molto chiaro, e altrettanto l'ipotesi che è stata fatta. Una clausola estintiva, ma solo a patto di pagare il 100% dell'avventura evasione. Quindi lo Stato avrebbe recuperato interamente le somme evase, tutto qui".
Quindi, insiste Sisto, "non c'era e non c'è stato nessun colpo di mano di Forza Italia". Il vice ministro, a ogni frase, ribadisce di non voler fare più alcuna dichiarazione sull'argomento, ma poi l'arrabbiatura prevale. Insiste, "Io ho detto la verità, la mia è una corretta adesione al vero". E poi gli scappa un "io me ne fotto della tregua fiscale...".
Proviamo a interromperlo dicendogli che ieri alla Camera è esplosa una tempesta su questo. E lui di rimando: "Che cosa è successo ieri è semplice. A fronte della minaccia delle opposizioni di far rinviare la manovra con l'ostruzionismo a dopo Natale la clausola estintiva è saltata...".
Insistiamo per capire com'è nata tutta questa faccenda: "Semplice - dice Sisto, come aveva già detto proprio a Repubblica una settimana fa - c'era uno studio dei due ministeri, Mef e Giustizia, su questo. Ci sono stati incontri interni alla maggioranza per raccogliere più soldi possibile. Ci sono stati riunioni con Maurizio Leo (responsabile economico di FdI, vice ministro dell'Economia e fautore da sempre della tregua fiscale, ndr.). Sul tavolo l'ipotesi di una norma seria per raggranellare il maggior numero di soldi possibili. Ne è nata una scelta che non è politica, ma esclusivamente tecnica".
È quello che Sisto ha via via ripetuto in questi giorni, quando sembrava che lo scudo entrasse direttamente nell'emendamento del governo, mentre poi lo hanno presentato i relatori. Adesso, mentre il suo telefono è bollente, Sisto ripete. "Non voglio fare il minimalista, ma non si può amplificare una polemica sterile, perché in atto ormai c'è un crucifige".
Insomma, il suo è il classico "io non ci sto". E più volte ripete che "Forza Italia non si è mai sognata di chiedere lo scudo fiscale". Un altro suo telefono squilla, lui sta per chiudere quello su cui parliamo, ma ripete ancora: "Stop alle mistificazioni. Non c'è stata né la richiesta mia, né di Berlusconi, né di Pluto o di Paperino, per ottenere uno scudo. È vero soltanto che io ho solo anticipato il tenore dei colloqui in corso con il Mef dicendo la pura verità, ho parlato di uno studio. Adesso non voglio più alimentare polemiche sterili. Sto nel governo, faccio il vice ministro della Giustizia, e su questo non dico più una sola parola". Clic.