Tesseramento Pd, esplode il caso Caserta: bocciati gli elenchi per rischio infiltrazioni
di Conchita Sannino e Giovanna Vitale , di Conchita Sannino e Giovanna VitaleLe ombre di vecchi "metodi" sul congresso del nuovo Pd da rifondare. Non siamo ancora ad Achille Lauro, che agli elettori regalava una scarpa prima del voto e l'altra dopo, ma poco ci manca. E si tratta solo della corsa alla nuova leadership della principale forza d'opposizione. Funestata però da tali e tante anomalie da costringere la presidente del Comitato, Silvia Roggiani, a incontrare i delegati dei quattro candidati alle primarie e commissariare di fatto la federazione di Caserta. Epicentro, fin qui, di irregolarità sul tesseramento che però riguardano anche altri aspetti del voto nella regione governata da Vincenzo De Luca. Al Nazareno, tuttavia, tengono a precisare che "si tratta di casi molto circoscritti, sui quali l'attenzione è e sarà sempre massima".
Così la giornata segnata dal tema della legalità e dallo scontro tra mozioni si chiude con i primi dati ufficiali. Fino a ieri, sono andati al …
Le ombre di vecchi "metodi" sul congresso del nuovo Pd da rifondare. Non siamo ancora ad Achille Lauro, che agli elettori regalava una scarpa prima del voto e l'altra dopo, ma poco ci manca. E si tratta solo della corsa alla nuova leadership della principale forza d'opposizione. Funestata però da tali e tante anomalie da costringere la presidente del Comitato, Silvia Roggiani, a incontrare i delegati dei quattro candidati alle primarie e commissariare di fatto la federazione di Caserta. Epicentro, fin qui, di irregolarità sul tesseramento che però riguardano anche altri aspetti del voto nella regione governata da Vincenzo De Luca. Al Nazareno, tuttavia, tengono a precisare che "si tratta di casi molto circoscritti, sui quali l'attenzione è e sarà sempre massima".
Così la giornata segnata dal tema della legalità e dallo scontro tra mozioni si chiude con i primi dati ufficiali. Fino a ieri, sono andati al voto 20.184 iscritti: con Bonaccini al 48,8% (9808 voti), Schlein al 36,94 (7424 voti), Cuperlo all'8,41 (1690 preferenze), De Micheli al 5,85 (1176 voti). "Dati che confermano ogni giorno che il Pd è l'unico partito non personale", scrive la stessa commissione nazionale per il Congresso, ringraziando "tutti i dirigenti del territorio e i militanti che in queste ore stanno lavorando con grande generosità e impegno".
Il j'accuse di Boccia sul bubbone Caserta
Intanto, da ieri, il gioco si fa duro. Volano accuse di gravi irregolarità, ci sarebbe il rischio di infiltrazioni sia da parte della destra, sia da parte di ambienti criminali. "Ora basta ai califfati, ai sultanati. Io dico ai ragazzi di questa terra: ribellatevi. Venite a votare, partecipate al congresso Pd e spazzate via questa roba. Anche la Campania deve essere all'altezza della discussione aperta e pulita che stiamo portando avanti in tutto il Paese". E' un affondo annunciato quello con cui Francesco Boccia, ieri mattina, a Napoli, si dimette da commissario Pd della regione, scende direttamente in campo come coordinatore della mozione Schlein e accende le luci sulle zone grigie del tesseramento che scuotono il Nazareno, e rischiano di avvelenare la campagna per i gazebo. La denuncia apre infatti un caso che si scrive "Caserta", ma si legge come eterna anomalia Campania.
Iscritti del Pd che in Terra di Lavoro lievitano, in sole quattro settimane e mezzo, da 1500 a quasi 7mila tessere. Il relativo congresso provinciale già bocciato lunedì sera dall'organo di garanzia locale. Un paese di quell'area, Sessa Aurunca, il cui patron dem Gennaro Oliviero è il discusso presidente del consiglio regionale della Campania (nonché vicinissimo al presidente De Luca) in cui catene umane di improvvisati militanti pagano la loro adesione ai dem con una sola card Sisal Pay: in tabaccheria. E un presidente di commissione regionale per il Congresso come Franco Roberti, l'ex magistrato che fino al 2017 è stato procuratore nazionale antimafia, che parlando con l'HuffPost mette l'accento su parole che nessuno ai piani alti avrebbe voluto sentire: "Le regole sono state aggirate. E c'è il rischio di infiltrazioni camorristiche".
Come se non bastasse: a Salerno, si è cominciato a votare nei circoli già tre giorni fa senza che vi fosse un calendario: senza che i militanti sapessero dove, quando, a che ora. Ma il ricorso dell'area Schlein che contestava quest'altra violazione è stato respinto. Mentre, sempre dal salernitano, feudo di De Luca, viene derubricata a "opzione consentita" il fatto che la federazione di quella città abbia acquistato più di 1500 tessere con un bonifico unico di 40mila euro. "Una modalità prevista, tra le altre", si è limitato a replicare il segretario Enzo Luciano. Risultato: dopo l'incontro con la presidente della commissione nazionale, Roggiani, i commissari delle quattro mozioni in campo esamineranno caso per caso a Caserta, e decideranno quali tesseramenti annullare. Si fa strada l'ipotesi, su cui è d'accordo anche l'europarlamentare Pina Picierno, originaria del casertano, che corre in tandem con Bonaccini per la segreteria: "per dare un segnale forte e inequivocabile", si potrebbero bocciare tutte le operazioni a Sessa Aurunca. In serata, la commissione nazionale per il Congresso fa sapere che, dopo un controllo che ha riguardato tutte le tessere online, "si stanno identificando 4681 tessere che sarebbero state fatte in modo difforme e per le quali abbiamo dato indicazioni puntuali perché siano verificate e annullate alle commissioni provinciali interessate".
La faida tra gruppi "che allontana i cittadini perbene"
Un quadro che fa dire, in queste ore, ai sostenitori di Schlein: se Bonaccini vince, sarà per l'apporto determinante di queste dinamiche, in Campania e in altre regioni del sud. "Da coordinatore politico della mozione Schlein chiediamo in Campania massimo rigore e massima trasparenza. Sono molto indignato per quello che è accaduto a Caserta", sottolinea quindi Boccia. Che parla di "inaccettabili gruppetti locali organizzati come combriccole contrapposte che si fanno la guerra: allontanando persone per bene, che hanno utilizzato soprattutto iscrizioni online singole. Non è normale trovare interi gruppi iscritti con la stessa carta di credito. Vogliamo spazzare via queste pratiche. Intollerabili questi modi di concepire il partito come se fosse un autobus o un tram che porta poi all'ingresso nelle istituzioni. Il Pd merita pulizia. E un'operazione verità. E credo che la Campania debba essere all'altezza di un bel congresso che si sta svolgendo nel resto d'Italia". Nel mirino di Boccia c'è quindi, in particolare, Oliviero: "Si è consentito il tesseramento a chi è sideralmente lontano dalla nostra idea di politica, gente che stava a destra oggi iscritta con noi". Contro l'attuale vertice dell'assemblea regionale si erano schierati in passato già altri commissari Pd mandati in Terra di Lavoro. Repubblica ricorda a Boccia che il senatore della commissione antimafia, Franco Mirabelli, in particolare, nel 2016, scrisse nero su bianco nella sua relazione che, per una serie di motivi, Oliviero andava espulso dal Pd: che ne fu di quella denuncia? Boccia oggi risponde: "Io la penso come Mirabelli". E tra gli avversari storici dello stesso Oliviero c'era l'allora deputata, oggi vicepresidente del Parlamento europeo, Picierno: eppure oggi si ritrova sotto le stesse insegne per Bonaccini, con lui. "Chiedo e mi aspetto - dice Boccia - che Picierno abbia parole chiare su questo".
Picierno: "Tolleranza zero sull'illegalità, ma no alle strumentalizzazioni"
La risposta non si fa attendere. La vicepresidente del Parlamento europeo, in una nota, ribadisce: "Per me e per la mozione Bonaccini non esistono zone di tolleranza. E dico all'ex commissario e coordinatore della mozione Schlein, Francesco Boccia, che usare strumentalmente questa discussione non rende onore alla battaglia per la legalità che dovremmo condurre insieme". Quindi Picierno ricorda poi a Roma che già, lunedì sera, la decisione di bocciare il tesseramento a Caserta "era stata presa anche dalla nostra mozione, ed era passata con 11 voti contro 2", quindi "ha inteso affrontare con serietà e condivisione la questione". Ora, bisognerà lavorare contro "possibili anomalie o tentativi di inquinamento, perché non trovino spazio nel nostro partito avventori occasionali portati dal vento della convenienza o peggio ancora dell'opportunismo". Una trincea impossibile, per il Pd, quel casertano che contempla paesi ad altà densità criminale dov'è durata decenni la lotta tra Stato e Antistato: Casal di Principe, Aversa, Casapesenna, Marcianise. Mentre Oliviero reagisce puntando il dito contro la parzialità di Boccia: "Da quando è arrivato, lui ha fatto solo il commissario liquidatore della Campania - accusa il presidente dell'assemblea regionale - Come fa Boccia a dichiarare che non ho fatto campagna elettorale per il Pd nelle scorse politiche? Certo non ero entusiasta di come ha composto le liste, l'ho anche scritto in una nota pubblica, e i risultati si sono visti. Ora il confronto sul numero degli iscritti con i risultati delle politiche è solo un modo strumentale per cercare di frenare l'avanzata di Bonaccini".
La guerra delle quote: "In Campania troppi eletti non pagano"
Boccia, in ogni caso, si era già attirato il 30 gennaio scorso le ostilità di una parte consistente del partito, consiglieri comunali e regionali tutti interni alla mozione Bonaccini, ricordando a ciascuno i mancati versamenti nei confronti del partito, circostanza che per regolamento impedisce "l'elettorato attivo e passivo". Quindi, ha scritto loro: se non si paga, non si può votare o essere eletti. Un caso nel caso: Boccia, però, non fa nomi. "Io verso 1500 euro al mese, più il contributo alla Puglia. Qui c'è chi confonde il Pd partito dei militanti col partito degli eletti, che possono fare ciò che vogliono. Posso dire invece che c'è qualche esempio virtuoso: l'onorevole Valeria Valente, che è stata eletta in Puglia, versa contributi sia alla Campania sia alla Puglia". Parte la ridda sui morosi. Ci sono anche parlamentari, c'è anche De Luca? Dalla Regione fanno sapere che è stata una richiesta "esosa e ingiustificata" dell'ex commissario su contributi aggiuntivi a far bloccare tutto. Boccia nega questa circostanza. E alza le mani. "C'è la privacy. Ciascuno sa quanto deve: parliamo di decine di migliaia di euro, sono nodi che riguardano anche la vita del partito e di chi vi dedica energie. Ma è tutto scritto: ho chiuso la mia esperienza inviando al segretario Letta una mia nota formale corredata da una serie di informazioni. Serviranno a dare il contesto completo, sociale politico e anche finanziario dentro il quale ho trovato il partito qui in Campania".