Il sindaco di Padova che continua a registrare i figli di coppie gay: "Non vado contro la legge ma tutelo i diritti dei bambini"
di Enrico Ferro , di Enrico FerroSergio Giordani, sindaco di Padova, come mai ha deciso di continuare a registrare all'Anagrafe i bambini delle coppie omosessuali?
"Ho deciso di continuare perché al centro dell'azione di ogni sindaco, che è anche ufficiale di stato civile, deve esserci anzitutto la tutela delle persone e quindi anche delle bambine e dei bambini, con i loro diritti fondamentali. Negare l'atto di iscrizione significa esporli a gravi discriminazioni fin dai primi giorni di vita. Ecco, io non me la sento e vado avanti come ho fatto fino ad ora. Sfido chiunque a guardare negli occhi queste coppie con i loro figli in braccio, ad ascoltare le loro storie, a condividere la loro gioia di genitori. A quel punto assumersi la responsabilità di tutelare i neonati diventa un atto del tutto naturale".
Non pensa che in qualità di sindaco dovrebbe omologarsi all'ordinamento vigente?
"Non mi sento di agire contro la legge, anzi, penso di agire nell'inte…
Sergio Giordani, sindaco di Padova, come mai ha deciso di continuare a registrare all'Anagrafe i bambini delle coppie omosessuali?
"Ho deciso di continuare perché al centro dell'azione di ogni sindaco, che è anche ufficiale di stato civile, deve esserci anzitutto la tutela delle persone e quindi anche delle bambine e dei bambini, con i loro diritti fondamentali. Negare l'atto di iscrizione significa esporli a gravi discriminazioni fin dai primi giorni di vita. Ecco, io non me la sento e vado avanti come ho fatto fino ad ora. Sfido chiunque a guardare negli occhi queste coppie con i loro figli in braccio, ad ascoltare le loro storie, a condividere la loro gioia di genitori. A quel punto assumersi la responsabilità di tutelare i neonati diventa un atto del tutto naturale".
Non pensa che in qualità di sindaco dovrebbe omologarsi all'ordinamento vigente?
"Non mi sento di agire contro la legge, anzi, penso di agire nell'interesse primario dei bambini. Le normative attuali hanno gravissimi vuoti normativi che vanno sanati. Per il resto, Padova non agisce in contrapposizione con la normativa sulla maternità surrogata, né con la recente sentenza della Cassazione, anche se penso sia necessario che la politica intervenga e tuteli anche quei piccoli. Ho la mia idea come si è capito, ma non ne faccio una questione di parte, bensì di diritti e buon senso. Tante colleghe e colleghi primi cittadini di ogni colore politico la pensano come me, è tempo che il Parlamento si assuma le sue responsabilità, strumentalizzare un tema così delicato non serve a risolvere i problemi".
Da quanto tempo funziona così a Padova?
"Dal 2017, da quando sono sindaco. Abbiamo avuto 32 casi in questi anni, tutte giovani coppie di donne, di mamme. La nostra prassi prevede che ogni atto venga mandato subito anche in Procura".
Come giudica ora l'indicazione del Governo di Giorgia Meloni?
"Ho avuto il piacere confrontarmi con ben 6 governi diversi. Sono un sindaco civico non ho lotte politiche da fare, quello che mi verrebbe da dire alla presidente del Consiglio è che questo è un tema serio e il governo dovrebbe confrontarsi laicamente con i sindaci d'Italia per risolvere una questione che non può e non deve essere affidata ai singoli amministratori o ai tribunali".
Fino a che punto è disposto ad arrivare per difendere questo principio?
"Non è una sfida. La Costituzione, la legge e la tutela del bene comune sono il faro di ogni sindaco e lo sono anche per me. Lo Stato prevede che ogni istituzione abbia specifiche funzioni e poteri e io nel fare al meglio il mio lavoro, le rispetto tutte".
Non teme le critiche che le potrebbero arrivare da parte di cittadini che la pensano diversamente?
"Ripeto per me è questione di responsabilità e di coscienza, non cerco visibilità politica. Ho 69 anni, si figuri: cerco solo di fare ciò che credo giusto nell'interesse delle persone e dei miei concittadini".
Il prefetto di Padova dice che informerà l'autorità giudiziaria. È preoccupato di doverne rispondere davanti alla legge?
"Con il prefetto Raffaele Grassi ho un rapporto di grande collaborazione e ho avuto un confronto molto cordiale. In questo vulnus normativo ognuno deve fare ciò che gli compete ed è giusto così. Segnalare la situazione che gli ho rappresentato alla Procura è un atto dovuto. Ripeto: ogni singolo atto di iscrizione fatto dal Comune di Padova, dal 2017 ad oggi, noi stessi l'abbiamo subito stato trasmesso alla Procura. Noi rispettiamo ciò che le autorità competenti ci indicano, lo abbiamo sempre fatto, e lo faremo in futuro se in sede civile ci saranno dei rilievi".
Ancora una volta un sindaco deve mettersi nella condizione di entrare in dei contenziosi per un vuoto normativo. Cosa ne pensa?
"Che su questo tema serve una moratoria politica trasversale. Il Parlamento sia saggio e legiferi per superare questo problema e dare un quadro certo. Lo facciano pensando alle bambine e ai bambini che aspettano risposte e meritano di crescere in un contesto che li tuteli pienamente".