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Mulè: “Forza Italia sta con Nordio, l’abuso d’ufficio va abolito e concorso esterno da rivedere”

Il vicepresidente della Camera di Forza Italia, Giorgio Mulè

 
Il vicepresidente della Camera di FI: “Sulla riforma della giustizia a Mattarella compete solo il vaglio di costituzionalità. Il Guardasigilli è un’anima pura, ma tutta l’antimafia andrebbe revisionata”
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ROMA - Nordio e il governo? “Simul stabunt, simul cadent”. Il concorso esterno? “A via D’Amelio io c’ero e dico che cambiarlo è un problema reale”. Sta con Nordio sull’abuso d’ufficio? “Lui è un’anima pura…Forza Italia sta con lui per abolirlo”. Giorgio Mulè, vice presidente della Camera di Forza Italia, su un possibile intervento di Mattarella è deciso: “Al presidente compete il vaglio di costituzionalità”.

Meloni contro Nordio, e lei con chi sta?

“Nordio è Nordio, catapultato da un pianeta a un altro, non si rende conto che in quello della politica bisogna stare attenti e misurare le parole, ma lui non è abituato… Per me è un’anima pura, magari per altri un’anima dannata”.

Beh, ma sul concorso è andato giù duro.

“Io c’ero quando ne ha parlato alla festa di FdI organizzata da Rampelli, ha risposto a una domanda da giurista. Il primo giorno nessuno se n’è accorto, il giorno dopo è scoppiato il casino, ma se non fossimo a ridosso del 19 luglio non sarebbe successo niente. Sa cosa …

ROMA - Nordio e il governo? “Simul stabunt, simul cadent”. Il concorso esterno? “A via D’Amelio io c’ero e dico che cambiarlo è un problema reale”. Sta con Nordio sull’abuso d’ufficio? “Lui è un’anima pura…Forza Italia sta con lui per abolirlo”. Giorgio Mulè, vice presidente della Camera di Forza Italia, su un possibile intervento di Mattarella è deciso: “Al presidente compete il vaglio di costituzionalità”.

Meloni contro Nordio, e lei con chi sta?

“Nordio è Nordio, catapultato da un pianeta a un altro, non si rende conto che in quello della politica bisogna stare attenti e misurare le parole, ma lui non è abituato… Per me è un’anima pura, magari per altri un’anima dannata”.

Beh, ma sul concorso è andato giù duro.

“Io c’ero quando ne ha parlato alla festa di FdI organizzata da Rampelli, ha risposto a una domanda da giurista. Il primo giorno nessuno se n’è accorto, il giorno dopo è scoppiato il casino, ma se non fossimo a ridosso del 19 luglio non sarebbe successo niente. Sa cosa penso? Che in Italia le riforme vanno discusse lontano dagli anniversari”.

Il mondo dell’antimafia contro di lui è furibondo.

“Nordio non ha un passato o dei conti da regolare, non parla per convenienza politica, lui lo dice perché da ex pm ci crede”.

Pure lei allora, da forzista, vuole cambiare il concorso?

“Io non ho problemi a dare ragione a Nordio, e Tajani pure. E aggiungo che sull’antimafia non è l’unica questione aperta. Bisogna avere la maturità di mettere mano a un nuovo codice che superi una serie di inciampi di tipo interpretativo. Penso alle confisca e ai sequestri dei beni che dal punto di vista giuridico sono molto più fragili rispetto al concorso, ma hanno la stessa ”violenza” verso chi è destinatario di queste misure se è innocente”.

Allora lei è come Nordio, a tre giorni dalla strage Borsellino vuole scatenare l’inferno.

“Guardi, io in via D’Amelio con Peppino Ayala sono arrivato 15 minuti dopo l’esplosione, e mi toccò vedere cos’era rimasto di Borsellino…mi sveglio tuttora la notte con l’odore dei copertoni bruciati nelle narici. Ma non credo sia una bestemmia dire che tutta l’antimafia dovrebbe essere soggetta a una revisione perché è frutto di interventi molte volte emergenziali, non meditati e dunque non strutturali. Tipizzare meglio una serie di fattispecie darebbe vita a un codice moderno che renderebbe l’Italia protagonista nel mondo”.

Ma scatenerebbe possibili scarcerazioni e processi da rivedere.

“No, perché come tutte le riforme verrebbe attuata nel tempo con la garanzia di tutelare il bene supremo della certezza del diritto, ma darebbe ai magistrati uno strumento più utile per rendere più tranquilli i cittadini. Sarebbe garanzia per gli uni e per gli altri”.

Nordio esce indebolito?

“La sua sconfitta sarebbe veder bocciato il suo primo pacchetto su abuso traffico, intercettazioni, avviso di garanzia. Allora sì che sarebbe un ministro debole e sfiduciato. E non lo sarebbe solo lui ma tutto il governo, e Forza Italia che ne fa parte proprio per fare queste riforme. Simul stabunt, simul cadent”.

Nordio è in difficoltà sull’abuso perché il Colle fa capire che togliere questo reato va contro l’Europa.

“Questo si dice, ma ancora il Quirinale non ha alzato un muro di costituzionalità, l’unico che potrebbe sollevare. Oggi abbiamo solo il silenzio. Forse chi non vuole la riforma spera di attribuire proprio a Mattarella le critiche che finora non sono state mosse in alcun modo”.

Non ha letto i giornali?

“Io non rintraccio un intervento del presidente, un suo invito in nessuna forma, e ne avrebbe tante per farlo…”.

Lei parla di rilievi costituzionali, ma qui c’è un’incompatibilità con una direttiva Ue.

“Con tutto il rispetto per la genuinità delle fonti giornalistiche e dei retroscena, io dico che il Parlamento è sovrano. Poi il Quirinale dirà se la legge è costituzionale o meno. Non voglio imbrigliare il Colle, ci mancherebbe altro, siamo tutti pronti ad ascoltare, ma a me non è ancora giunta voce che Mattarella si metta di traverso”.

State con i vostri sindaci e insisterete per eliminare l’abuso d’ufficio?

“Ma non sono solo i “nostri” sindaci, ma quelli di tutt’Italia e di tutti i partiti, Pd compreso, tranne M5S per via della sua povertà di primi cittadini…. Le condanne per questo reato sono statisticamente irrilevanti. Sarebbe criminale continuare a sbagliare. Tant’è che tutti, da destra e da sinistra, hanno salutato la proposta Nordio come una grande riforma”.

Nordio non rischia un altro altolà?

“Ma da parte di chi? La maggioranza ha raggiunto un equilibrio ed è compatta, ampi settori dell’opposizione sono favorevoli, per cui non vedo scogli all’orizzonte”.
 

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