Tullio Ferrante, fedelissimo di Marta Fascina: “Sarà lei a decidere che ruolo assumere dentro FI. Ora Tajani unico per il post-Berlusconi”
di Giovanna VitaleSilvio Berlusconi, Marta Fascina, Tullio Ferrante ad Arcore. Fonte: Instagram
Totale copertura ad Antonio Tajani, in fondo l’unico che può garantire ai fedelissimi di Marta Fascina i privilegi conquistati quando Silvio Berlusconi era ancora in vita. E una dichiarazione sibillina sulla quasi moglie del fondatore, sua ex compagna di liceo: “Sarà lei a decidere, quando se la sentirà, il tipo di impegno politico e il ruolo da assumere nel partito”. Il sottosegretario Tullio Ferrante si schiera a fianco del nuovo segretario di Forza Italia e si augura che sia ancora lui, dopo il congresso, a guidare gli azzurri. Con buona pace della fronda capitanata da Licia Ronzulli e Giorgio Mulè, mai teneri con i “giovani” amici di Fascina.
Sottosegretario Ferrante, Antonio Tajani ha una delega piena a guidare Forza Italia o la sua investitura è stata una forzatura?
“Non vedo alcuna forzatura. È il nostro Statuto a prevedere che, nel caso di dimissioni o impedimento permanente del presidente, venga convocato il Consiglio nazionale per l’elezione del presidente pro tempore, il qual…
Totale copertura ad Antonio Tajani, in fondo l’unico che può garantire ai fedelissimi di Marta Fascina i privilegi conquistati quando Silvio Berlusconi era ancora in vita. E una dichiarazione sibillina sulla quasi moglie del fondatore, sua ex compagna di liceo: “Sarà lei a decidere, quando se la sentirà, il tipo di impegno politico e il ruolo da assumere nel partito”. Il sottosegretario Tullio Ferrante si schiera a fianco del nuovo segretario di Forza Italia e si augura che sia ancora lui, dopo il congresso, a guidare gli azzurri. Con buona pace della fronda capitanata da Licia Ronzulli e Giorgio Mulè, mai teneri con i “giovani” amici di Fascina.
Sottosegretario Ferrante, Antonio Tajani ha una delega piena a guidare Forza Italia o la sua investitura è stata una forzatura?
“Non vedo alcuna forzatura. È il nostro Statuto a prevedere che, nel caso di dimissioni o impedimento permanente del presidente, venga convocato il Consiglio nazionale per l’elezione del presidente pro tempore, il quale conduce il partito al congresso. In omaggio allo straordinario fondatore di Forza Italia, si è voluto cristallizzare nello Statuto la figura presidenziale ed introdurre quella di segretario nazionale, che ha gli stessi poteri del presidente e dunque piena titolarità nella gestione e conduzione del partito”.
Il nuovo segretario ha promesso collegialità, ma come dovrebbe essere declinata visto che sono spariti anche i ruoli di vice?
“Antonio Tajani ha capacità, esperienza e fiuto politico, sono certo che guiderà il partito esattamente come ha sempre fatto il presidente Berlusconi, ascoltando tutti ma facendo poi la miglior sintesi nell’interesse generale di FI e naturalmente degli Italiani. Va bene il confronto, ma poi è il segretario nazionale che trae le conclusioni e decide”.
Il congresso prima delle Europee non è un rischio?
“A mio avviso no. È giusto, e del resto è scritto nello Statuto che la fase di transizione debba durare il tempo strettamente necessario per preparare l’assise nazionale. È nell’interesse di tutta la comunità forzista arrivare al prossimo importante appuntamento elettorale guidati da un leader scelto e legittimato dal congresso”.
Tajani sarà il candidato unico o pensa che emergeranno nuove leadership?
“Ad oggi il vicepremier Tajani è l’unica figura che per cursus honorum, standing nazionale ed internazionale, capacità ed esperienza politico-istituzionale, saggezza, lealtà trentennale a Silvio Berlusconi e, non ultimo, umiltà, può prendere le redini del movimento dopo il trauma della dipartita del nostro grande leader. Poi,
Marta Fascina, di cui lei è molto amico, potrebbe essere una carta da giocare?
“Marta sta attraversando un periodo di profonda e lacerante sofferenza, dovuta al fatto di aver perso l’uomo della sua vita. Le modalità del suo impegno politico le deciderà liberamente quando se la sentirà”.
Ma, in quanto ultima compagna di Berlusconi, non dovrebbe avere già adesso un ruolo nel partito?
“Veramente si può pensare che la donna che il presidente Berlusconi ha scelto al suo fianco e da cui si è fatto accompagnare sino alla fine dei suoi giorni, possa sgomitare per un incarico di partito? Ripeto, sceglierà lei a tempo debito il tipo di impegno ed il ruolo da assumere”.
Alla luce dei sondaggi, Fi potrebbe non superare la soglia di sbarramento del 4% alle Europee.
“In realtà in sondaggi testimoniano un trend in costante crescita. L’ultimo ci dà all’11%. Occupiamo uno spazio politico, il centro liberale e riformista, sempre più appetibile, attrattivo e con margini enormi di estensione. Tra la destra identitaria e conservatrice (con cui siamo lealmente alleati) e una estrema sinistra sempre più ideologica, c’è solo Forza Italia”.
Veramente, dopo un’iniziale fiammata dovuta alla morte di Berlusconi, i sondaggi sono crollati. Se dovesse continuare questo trend, FI potrebbe fondersi con Fratelli d’Italia?
“Il presidente Berlusconi ci parlava spesso del progetto di un partito unico del centrodestra. Sul modello dei repubblicani americani o dei tories inglesi. Il Popolo della libertà ha rappresentato un ambizioso tentativo di dar corpo a questo progetto, purtroppo fallito a causa della slealtà di alcuni alleati. Ma quello del partito unico è un ragionamento di prospettiva, non certo attuale. Oggi con Antonio Tajani siamo impegnati a rilanciare l’identità liberale e riformista di Forza Italia, pietra angolare della politica italiana ed un unicum nella storia, nel presente e nel futuro del Paese”.