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Dalla guerra al Covid, la proposta di legge per limitare le fake news. Borghi (Iv): “Un’agenzia contro la disinformazione”

Il deputato di Italia viva, ex Pd, Enrico Borghi

 
L’iniziativa legislativa del senatore di Italia viva, ex Pd, membro del Copasir, per “difendere la nostra società contrastando le attività volte a influenzare il dibattito pubblico con notizie false”. Mantovano intanto vuole unificare tutte le agenzie
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L’ultima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata dall’attacco di Hamas a Israele: come ha documentato l’osservatorio Newsguard decine sono state le fake news veicolate, con tanto di video alterati, fatti circolare anche da account “verificati”. «Il che significa - fa notare Newsguard - che l’utente pensa che siano vere. E che, essendo abbonati paganti al servizio premium della piattaforma, il raggio d’azione dei loro post falsi viene amplificato dall’algoritmo di X». Ha raccolto così migliaia di visualizzazioni la bufala che Israele ha inscenato la morte di un bambino da parte di Hamas, che l’Ucraina ha venduto armi ai palestinesi o che Biden avesse dato agli iraniani 6 miliardi.

Dinamiche simili sono avvenute per la guerra in Ucraina per non parlare di quanto accaduto con il Covid. Ecco perché mentre l’Europa mette in mora X e Facebook, per le fake news che in queste ore stanno circolando sui due principali social, in Italia si torna a parlare di un’agenzia contro la d…

L’ultima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata dall’attacco di Hamas a Israele: come ha documentato l’osservatorio Newsguard decine sono state le fake news veicolate, con tanto di video alterati, fatti circolare anche da account “verificati”. «Il che significa - fa notare Newsguard - che l’utente pensa che siano vere. E che, essendo abbonati paganti al servizio premium della piattaforma, il raggio d’azione dei loro post falsi viene amplificato dall’algoritmo di X». Ha raccolto così migliaia di visualizzazioni la bufala che Israele ha inscenato la morte di un bambino da parte di Hamas, che l’Ucraina ha venduto armi ai palestinesi o che Biden avesse dato agli iraniani 6 miliardi.

Dinamiche simili sono avvenute per la guerra in Ucraina per non parlare di quanto accaduto con il Covid. Ecco perché mentre l’Europa mette in mora X e Facebook, per le fake news che in queste ore stanno circolando sui due principali social, in Italia si torna a parlare di un’agenzia contro la disinformazione. E lo si fa con un’iniziativa legislativa: il senatore di Italia viva, ex Pd, Enrico Borghi, influente membro del Copasir, sta per presentare una proposta di legge per creare un Dipartimento dell’intelligence interamente dedicato alla disinformazione, così come è accaduto a Bruxelles e in altri paesi europei. Il caso più clamoroso è sicuramente delle ultime ore con il commissario europeo del Mercato unico, Thierry Berton, che ha scritto al patron di X, Elon Musk, e a quello di Meta, Mark Zuckenberg, denunciando l’aumento di false informazioni sull’attacco terroristico di Hamas – come era già accaduto nel caso del conflitto ucraino – chiedendo un intervento immediato. Non è solo una questione di forma. Ma di sostanza. Il timore, infatti, è che questo tipo di interventi possano servire ad alterare le elezioni, come qualcuno ha denunciato sia avvenuto in Slovacchia. «La invitiamo – scrive infatti Berton a Musk e Zuckenberg - a informare senza ritardi sui dettagli delle misure che avete preso per mitigare questi “deepfake” anche alla luce della prossime elezioni in Polonia, Olanda, Lituania, Belgio, Croazia, Romania, Austria e Parlamento europeo». E l’Italia? La Lega, come era prevedibile è intervenuta a difesa di Musk contro l’iniziativa dell’Unione europea. E più in generale il governo Meloni non una parola ha pronunciato sul tema disinformazione, in linea con le politiche sovraniste. Da qui l’iniziativa delle opposizioni, anche di fronte al lavoro in senso opposto che sta facendo l’Autorità delegata, Alfredo Mantovano, per una legge della riforma dei Servizi che va in senso opposto: unificare tutte le Agenzie (Aisi, Aise e Cyber) in un’unica struttura. «Un’agenzia contro la disinformazione – sostiene invece Borghi – serve a difendere la nostra società aperta e democratica e le libertà di opinione, individuando, prevenendo e contrastando le attività volte a influenzare il dibattito pubblico con informazioni totalmente o parzialmente false». L’Italia – nel primo semestre del 2023 – è risultata su Facebook e Instagram come la seconda per “fake news” dopo la Francia. «Non parliamo di gente che legittimamente dice la propria opinione, ancorché folle, tipo i terrepiattisti. Qui stiamo parlando di reti organizzate che vogliono condizionare l’opinione pubblica e alimentare false credenze teorie, complottismi, cospirazionismi». «Basta mettere in fila – conclude Borghi – quello che è successo negli ultimi sei mesi. In Slovacchia ha vinto un partito filorusso e antieuropeo, islamofobico e contro i diritti, grazie ad una campagna di disinformazione che andava avanti almeno dall’inizio della guerra in Ucraina. In Francia è stata denunciata con tanto di note ufficiali del governo una vasta rete di disinformazione vicina al Cremlino. In Polonia una trentina di persone sono state arrestate perché facevano parte di una rete di disinformazione che poi è stata impiegata in tentativi sabotaggio delle linee ferroviarie attraverso cui passano i rifornimenti militari diretti all’Ucraina. In Svezia il primo ministro ha denunciato ingerenze straniere nella vicenda dei roghi del Corano, con l’obiettivo di condizionare il voto della Turchia sull’ingresso del paese nella Nato. Qualcuno pensa davvero che, con i dati relativi al nostro paese che ho citato, l’Italia sia immune da tutto questo?».

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