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Francesca Pascale: “Mi piace Schlein ma mi sento più vicina ai radicali. Candidarmi alle Europee? Lo escludo”

Francesca Pascale

 
Smentite le voci circolate dopo l’endorsement per la segretaria dem: “Non diventerò un soldato del Pd”
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ROMA – Può darsi che gli anni trascorsi accanto a Silvio Berlusconi siano stati una palestra politica. Ma per Francesca Pascale la politica oggi è impegno sociale. Con le minoranze, nella battaglia Lgbtq+. Perciò alla domanda: “Si candiderà alle europee? Gliel’ha chiesto Elly Schlein?”, risponde con una lunga risata.

“Mi telefonano per sapere se scendo in campo. Innanzitutto nessuno me l’ha chiesto e comunque io non ci ho pensato”. Attivista per i diritti civili, moglie della cantautrice Paola Turci, la vita di Pascale ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni berlusconiani e alla militanza in Forza Italia che le aveva fatto conosce il capo, il Cavaliere. Napoletana, 38 anni, verve da “scugnizza”, Pascale non è tipo da diplomazie. Berlusconi ancora vivo, aveva attaccato FI che, a dispetto dell’impronta liberale, si era schierata con la destra di governo contro la registrazione dei bimbi di famiglie arcobaleno. E aveva criticando l’oscurantismo del suo ex partito. Ora di…

ROMA – Può darsi che gli anni trascorsi accanto a Silvio Berlusconi siano stati una palestra politica. Ma per Francesca Pascale la politica oggi è impegno sociale. Con le minoranze, nella battaglia Lgbtq+. Perciò alla domanda: “Si candiderà alle europee? Gliel’ha chiesto Elly Schlein?”, risponde con una lunga risata.

“Mi telefonano per sapere se scendo in campo. Innanzitutto nessuno me l’ha chiesto e comunque io non ci ho pensato”. Attivista per i diritti civili, moglie della cantautrice Paola Turci, la vita di Pascale ha subito una trasformazione radicale rispetto agli anni berlusconiani e alla militanza in Forza Italia che le aveva fatto conosce il capo, il Cavaliere. Napoletana, 38 anni, verve da “scugnizza”, Pascale non è tipo da diplomazie. Berlusconi ancora vivo, aveva attaccato FI che, a dispetto dell’impronta liberale, si era schierata con la destra di governo contro la registrazione dei bimbi di famiglie arcobaleno. E aveva criticando l’oscurantismo del suo ex partito. Ora dice: “È vero mi piace Schlein, ma non al punto di diventare un soldato del Pd”. E comunque se dovesse decidere di candidarsi, desiderio per desiderio, sarebbe disposta a farlo con i radicali. Ma poi aggiunge: “Sì, mi sento più vicina ai radicali, se proprio devo dire. Però non raggiungerebbero probabilmente neppure i voti per un seggio, quindi escludo candidature”. Non si sa se in questo momento o per sempre. Dal momento che mai dire mai.

A dare fiato alle trombe di una candidatura di Pascale alle europee del 9 giugno, è stato Dagospia, sito di gossip e varia attualità, dopo un tam tam partito dal settimanale Oggi. Annunciando la nascita di una onlus, senza scopo d lucro, con l’obiettivo di tutelare le minoranze, starebbe seriamente pensando al salto nelle istituzioni: è scritto. Corteggiata insomma dal Pd, e dopo avere a sua volta fatto l’endorsement alla segretaria dem alla vigilia della grande manifestazione di Milano nel marzo scorso, per la trascrizione all’anagrafe dei figli delle coppie gay e per le famiglie arcobaleno, Pascale è in prima linea nelle manifestazioni e nelle mobilitazioni. Ma ci tiene appunto a rimarcare e ripete: “Non ho nessuna intenzione di candidarmi, non so da dove sia spuntata questa voce e l’articolo che la rilancia, perché non ci sto pensando”.

Per ora ha altri impegni. Poi si vedrà.

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