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Terzo mandato: ora lo vogliono anche i sindaci dei Comuni sopra 15mila abitanti

(ansa)
Aperta la porta al tris per i primi cittadini dei piccoli Comuni, l’Anci estende la battaglia. E un fronte politico trasversale vuole estenderla ai governatori
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ROMA – Non può rimanere il limite di mandato per i 736 sindaci delle grandi città. Non sono la riserva indiana dei non candidabili. Aperta la porta al tris per i primi cittadini dei Comuni fino a 15 mila abitanti, l’Anci estende la battaglia. E, a questo punto, il limite dei due mandati consecutivi deve cadere anche per i governatori delle Regioni: è la richiesta di un fronte politico trasversale.

Il decreto-election day ieri ha introdotto la possibilità che un sindaco si candidi per la terza volta consecutiva se il Comune non ha più di 15 mila abitanti. Se ne ha fino a 5 mila, non c’è alcun limite. L’ha voluto la Lega, che infatti lo rivendica.

Però la posta in gioco è l’estensione del tris ai sindaci anche delle città capoluogo. Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco dem di Bari, parla di “vittoria democratica molto importante”. Ma avverte: “Si sana almeno in parte un vulnus che abbiamo sempre giudicato gravissimo, ora andrà esteso ai Comuni più grandi”. Rincara Matteo Ricci…

ROMA – Non può rimanere il limite di mandato per i 736 sindaci delle grandi città. Non sono la riserva indiana dei non candidabili. Aperta la porta al tris per i primi cittadini dei Comuni fino a 15 mila abitanti, l’Anci estende la battaglia. E, a questo punto, il limite dei due mandati consecutivi deve cadere anche per i governatori delle Regioni: è la richiesta di un fronte politico trasversale.

Il decreto-election day ieri ha introdotto la possibilità che un sindaco si candidi per la terza volta consecutiva se il Comune non ha più di 15 mila abitanti. Se ne ha fino a 5 mila, non c’è alcun limite. L’ha voluto la Lega, che infatti lo rivendica.

Però la posta in gioco è l’estensione del tris ai sindaci anche delle città capoluogo. Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco dem di Bari, parla di “vittoria democratica molto importante”. Ma avverte: “Si sana almeno in parte un vulnus che abbiamo sempre giudicato gravissimo, ora andrà esteso ai Comuni più grandi”. Rincara Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, anche lui del Pd, e presidente di Ali-Autonomie locali: “Bisogna riflettere sul fatto che resterebbero esclusi dal provvedimento 736 Comuni sopra i 15 mila abitanti sul totale dei 7.896 Comuni italiani”. In pratica per un decimo dei sindaci resta il divieto del tris.

Già si preparano gli emendamenti, così da trovarsi pronti quando in Parlamento il decreto sarà convertito in legge. Nel centrodestra c’è molto malumore soprattutto sulla partita politicamente più importante che è quella dei governatori. Fratelli d’Italia e Forza Italia sono contrari. Divisioni nelle opposizioni, dove i 5Stelle si mettono di traverso. I tris nelle Regioni riguardano la corsa del leghista Luca Zaia in Veneto, del dem Vincenzo De Luca in Campania, di Giovanni Toti in Liguria.

Alcuni parlamentari appunto sono al lavoro per modifiche al decreto, altri lasciano intendere che ci stanno pensando. Meinhard Durnwalder, senatore della Svp, dice che lui un emendamento per il terzo mandato per governatori e sindaci l’ha presentato al disegno di legge sulle Province, che si è perso nelle nebbie di Palazzo Madama. Lo ripresenterà adesso al decreto-election day. I leghisti sono pronti, anche se il difficile equilibrio nel centrodestra sconsiglia fughe in avanti se non c’è un accordo con Giorgia Meloni sul Veneto. Alberto Stefani, deputato e segretario della Liga veneta, ha depositato una proposta ad hoc sul terzo mandato per i governatori. Non è escluso che possa approfittare adesso dell’apertura sui piccoli Comuni, per rilanciare e accelerare. Stefano Locatelli, responsabile enti locali del Carroccio, commenta: “Bene il tris fino a 15 mila abitanti, Matteo Salvini lo aveva annunciato e la promessa è stata mantenuta. L’importante è che scelgano i cittadini senza imposizioni dall’alto che limitano la democrazia”.

Ci sono molti dem favorevoli. Andrea Gnassi, ex sindaco di Rimini, deputato, è da sempre pro: “Io credo che il limite dei due mandati per i sindaci sopra i 15 mila abitanti e per i presidenti di Regione sia una anomalia”. Dario Nardella, sindaco di Firenze, insiste sull’estensione del terzo mandato a tutti i sindaci “per evitare che ci siano Comuni di serie A e di serie B. Il principio democratico secondo il quale dovrebbe essere il corpo elettorale a voler confermare o meno un sindaco sulla base delle sue capacità e di come ha lavorato, dovrebbe valere per tutti i Comuni”.

Nardella come Decaro e Ricci sono a fine secondo mandato e non possono ricandidarsi il 9 giugno alle amministrative.

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