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Gatta sull’abuso d’ufficio: “Un colpo all’etica pubblica. Nordio sarà bocciato dall’Europa e interverrà anche la Consulta”

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Il professore di diritto penale: “Legge incostituzionale. L’abolizione del reato crea vuoti di tutela. Chi denuncia sarà rimandato a casa”
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L’abuso d’ufficio non c’è più. Da professore di diritto penale alla Statale di Milano lei Gian Luigi Gatta ha “bocciato” Nordio per questo. E adesso?

“Lo considero un vistoso passo indietro nel contrasto al malaffare che spingerà amministratori e funzionari ad abbassare l’asticella dell’etica pubblica”.

Quanto vivrà la legge prima di finire sotto la mannaia dell’Europa e della Consulta?

“I profili di contrasto con le convenzioni internazionali e con alcuni principi costituzionali risultano evidenti. Sono sicuro che finiremo censurati dal Greco, il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa, nonché dalla Commissione europea”.

E cosa ci contesteranno?

“Il mancato rispetto degli obblighi di incriminazione assunti in sede internazionale, che riguardano il traffico d’influenze, già contestato dal Greco perché troppo riduttivo, e il nuovo peculato per distrazione che continua ad avere un ambito ristretto rispetto alla direttiva Ue sulla tutela degli interessi finanziari”.

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L’abuso d’ufficio non c’è più. Da professore di diritto penale alla Statale di Milano lei Gian Luigi Gatta ha “bocciato” Nordio per questo. E adesso?

“Lo considero un vistoso passo indietro nel contrasto al malaffare che spingerà amministratori e funzionari ad abbassare l’asticella dell’etica pubblica”.

Quanto vivrà la legge prima di finire sotto la mannaia dell’Europa e della Consulta?

“I profili di contrasto con le convenzioni internazionali e con alcuni principi costituzionali risultano evidenti. Sono sicuro che finiremo censurati dal Greco, il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa, nonché dalla Commissione europea”.

E cosa ci contesteranno?

“Il mancato rispetto degli obblighi di incriminazione assunti in sede internazionale, che riguardano il traffico d’influenze, già contestato dal Greco perché troppo riduttivo, e il nuovo peculato per distrazione che continua ad avere un ambito ristretto rispetto alla direttiva Ue sulla tutela degli interessi finanziari”.

Qual è l’errore più grave che finirà davanti alla Consulta?

“Sono certo che alla Corte potranno arrivare molti ricorsi dei giudici. Il taglio al traffico d’influenze contrasta con la Convenzione di Strasburgo del 1999 con cui era coerente la norma fino a oggi in vigore. Mentre aver soppresso l’abuso d’ufficio crea vuoti di tutela censurabili sia rispetto al diritto dell’Unione, sia al principio costituzionale di buon andamento e imparzialità della Pubblica amministrazione. Ma vedo anche la violazione del principio di ragionevolezza”.

In che senso?

“Perché non si può abolire l’abuso d’ufficio e tenere come reato quello assai meno grave di omissione o ritardo in atti d’ufficio. Se un sindaco assume la sua compagna non potrà più essere punito perché l’abuso d’ufficio non c’è più, ma se non risponde entro 30 giorni alla richiesta d’informazioni di un cittadino su una pratica potrebbe cadere sull’altro reato”.

E questo può essere un altro rilievo di costituzionalità?

“Ne sono certo. Tra 15 giorni, quando la legge entrerà in vigore, nei procedimenti per abuso d’ufficio – solo in Cassazione ne pendono una ventina – e per traffico d’influenze i magistrati avranno davanti tre strade. Archiviare tutto; contestare un reato più grave rispetto all’abuso come il peculato, o meno grave come l’omissione d’atti d’ufficio. O ancora andare alla Consulta o chiedere alla Corte di giustizia del Lussemburgo se la legge Nordio è compatibile con le norme Ue”.

Facciamo una scommessa, chi agirà prima la Consulta o l’Europa?

“Sulla legge Nordio arriveranno prima le reprimende dell’Europa, perché già nel Rapporto sullo stato di diritto c’è un’avvisaglia esplicita sulle nostre lacune legislative. Anche la Consulta può giudicare incostituzionali le leggi che violano gli obblighi internazionali d’incriminazione come ha fatto nel 2022 bloccando il referendum sulla droga”.

Cosa succederà nei tribunali quando cominceranno a cadere le famose 3.632 condanne definitive su cui lei ha insistito in questi mesi?

“Chi è stato vittima di un sopruso da parte di un pubblico funzionario vivrà come una profonda ingiustizia la revoca della condanna pronunciata anche 30 anni fa. Ma c’è di più. D’ora in avanti quando un cittadino presenterà una denuncia ai Cc per un abuso verrà subito mandato a casa”.

Per Nordio ci sono il giudice civile e il Tar…

“Peccato che le cause civili hanno tempi ben più lunghi di quelle penali e richiedono un avvocato e il versamento di un’imposta. E lo stesso vale per il Tar dove solo per fare ricorso bisogna pagare 650 euro”.

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