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Patrimoniale, Alfonso Gianni: “Anche i super ricchi piangano, lo slogan del 2006 oggi è ancora più valido. E non chiamatelo esproprio proletario”

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Intervista al dirigente di Rifondazione che lanciò con Bertinotti il celebre manifesto con il panfilo
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Alfonso Gianni, dirigente di Rifondazione nel 2006, con Fausto Bertinotti ideaste la campagna “Anche i ricchi piangano”. Non proprio uno slogan vincente, però oggi la patrimoniale torna in auge. Avevate ragione voi?

“Sì, e non è presunzione. Tutto dimostra che la storia è andata dove avevamo previsto. Oggi esistono ricchezze smodate che allargano la forbice della disuguaglianza, è evidente che bisogna andar lì a prendere i soldi”.

Quindi rifareste il celebre manifesto col panfilo, con lo slogan rubato alla telenovela messicana?

“Difendo quel manifesto a spada tratta. Era ironico e autoironico. Si parlava della prossima finanziaria di Prodi che doveva essere ‘lacrime e sangue’. E noi abbiamo deciso di rovesciare la battuta di Petrolini”.

Ossia?

"Dov’è che si pigliano i soldi? Dai poveri che ne hanno pochi ma sono tanti”.

E decideste di far piangere i ricchi.

“Sì ma non si trattava di esproprio proletario”.

Alfonso Gianni, dirigente di Rifondazione nel 2006, con Fausto Bertinotti ideaste la campagna “Anche i ricchi piangano”. Non proprio uno slogan vincente, però oggi la patrimoniale torna in auge. Avevate ragione voi?

“Sì, e non è presunzione. Tutto dimostra che la storia è andata dove avevamo previsto. Oggi esistono ricchezze smodate che allargano la forbice della disuguaglianza, è evidente che bisogna andar lì a prendere i soldi”.

Quindi rifareste il celebre manifesto col panfilo, con lo slogan rubato alla telenovela messicana?

“Difendo quel manifesto a spada tratta. Era ironico e autoironico. Si parlava della prossima finanziaria di Prodi che doveva essere ‘lacrime e sangue’. E noi abbiamo deciso di rovesciare la battuta di Petrolini”.

Ossia?

"Dov’è che si pigliano i soldi? Dai poveri che ne hanno pochi ma sono tanti”.

E decideste di far piangere i ricchi.

“Sì ma non si trattava di esproprio proletario”.

Non andò bene, a parte D’Alema che lo definì il ‘manifesto più cretino che avesse mai visto’, il problema fu che il governo Prodi non resse. Ora Elly Schlein fa cadere il tabù.

"Se ne parla da parecchi anni, ma non si è mai arrivati al dunque. Certo, registro passi avanti rispetto a quando ne parlavamo solo noi di Rifondazione comunista. Vedo degli avanzamenti enormi verso una tassa sui ricchi. Dall’imposta del 2% sui patrimoni sopra il miliardo di dollari dell’economista francese Zucman presentata al G20 su spinta di Lula, a quella dei 150 economisti italiani che vogliono colpire lo 0,1% più ricco del nostro Paese per la parte di patrimonio che eccede i 5,4 milioni di euro”.

È l’agenda TaxTheRich di Oxfam Italia, perché oggi dovrebbe imporsi?

"So bene che quando vai a toccare la borsa, lo scontro di classe diventa acuto. E immagino già la propaganda di Forza Italia e della maggioranza: ‘volete affamare i ricchi’”.

E invece?

“E invece stiamo parlando di tassare solo 50 mila ricchi italiani, con un gettito di 16 miliardi di euro. Esattamente quanto servirebbe al ministro Giorgetti per la sua manovra… per non parlare di un’esigenza di giustizia sociale, oggi tutti quelli che dicono di aver letto Piketty, lo sanno che l’economista francese scrive che il sistema fiscale di una società giusta si dovrebbe basare su un’imposta progressiva sulle proprietà, poi sulla successione, e poi sul reddito?”.

Schlein parla di patrimoniale europea.

"Il livello nazionale e quello internazionale non sono alternativi, ma compatibili. E c’è una proposta del partito socialista europeo a cui potersi agganciare”.

La segretaria dem arriva dopo Bertinotti, Vendola, Fratoianni, Cecilia Strada. Crede che fa sul serio?

"Vedremo, ma già l’aver affermato che una patrimoniale non è un tabù è un passo avanti per il Pd. Tutti dicevamo che spaventavamo gli elettori, evidentemente Schlein non la pensa così. Anche se ora dovrebbe fare una mossa concreta: per esempio un gruppo di lavoro che confezioni una proposta molto puntuale, peschi delle personalità dal gruppo dei 150 economisti, non ne mancano”.

Per far piangere i ricchi o i super ricchi?

“Super ricchi, extra profitti (delle banche, ndr)... Non amo molto queste definizioni, ma capisco che parlare di ‘super ricchi’ mette meno paura e può funzionare di più”.

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