Guai a dividere o indebolire quel che unisce l’Italia: lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi in un passaggio dell’omelia che ha pronunciato oggi nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, a Roma, nel corso di una messa dedicata alla Rai per i 70 anni di trasmissioni televisive e 100 di radiofonia dell’emittente pubblica.
L’ethos nazionale e la Rai
"L'ethos nazionale non sarebbe lo stesso, il nostro Paese non sarebbe lo stesso e noi tutti non saremmo gli stessi, senza questi 70 anni di televisione”, ha notato il presidente della Conferenza episcopale italiana. “Un'intera generazione non sarebbe uscita dall'analfabetismo senza la televisione e l'Italia sarebbe stata meno unita senza questo immaginario comune che crea anche quel tanto che ci unisce. Guai a dividerlo o indebolirlo!".
L’arcivescovo di Bologna non ha aggiunto altro, ma nei mesi scorsi la Cei ha criticato a più riprese il progetto di autonomia differenziata portato avanti dal governo di Giorgia Meloni.
I legami nel tempo de…
Guai a dividere o indebolire quel che unisce l’Italia: lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi in un passaggio dell’omelia che ha pronunciato oggi nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, a Roma, nel corso di una messa dedicata alla Rai per i 70 anni di trasmissioni televisive e 100 di radiofonia dell’emittente pubblica.
L’ethos nazionale e la Rai
"L'ethos nazionale non sarebbe lo stesso, il nostro Paese non sarebbe lo stesso e noi tutti non saremmo gli stessi, senza questi 70 anni di televisione”, ha notato il presidente della Conferenza episcopale italiana. “Un'intera generazione non sarebbe uscita dall'analfabetismo senza la televisione e l'Italia sarebbe stata meno unita senza questo immaginario comune che crea anche quel tanto che ci unisce. Guai a dividerlo o indebolirlo!".
L’arcivescovo di Bologna non ha aggiunto altro, ma nei mesi scorsi la Cei ha criticato a più riprese il progetto di autonomia differenziata portato avanti dal governo di Giorgia Meloni.
I legami nel tempo dei like
"La tecnologia che progredisce continuamente chiede proprio quel 'di più' di valore che il servizio pubblico ha come impegno primario", ha detto Zuppi nella sua omelia, “proprio perché pubblico, per tutti, libero da motivi commerciali e interessi di mercato, per aiutare il senso del bene comune, per riannodare il gusto per i legami e per il dialogo in un tempo luccicante di like e di comunanze superficiali e di pollici abbassati, di linguaggi aggressivi, di amici senza amicizia e di nemici che si condannano senza conoscerli".
Amore per Dio e per il prossimo
Per il porporato romano, è necessario tenere “insieme” l’amore “per Dio e per il prossimo. Come i nostri due occhi, servono tutti e due - io ne ho uno che funziona così e così e capisco quanto è importante che funzionino tutti e due - e si completano, uno vede con il cuore e nello spirito e l'altro la concretezza della vita. Amare il prossimo come sé stessi: non contro sé stessi, come se l'altruismo, cioè amare l'altro, fosse limitazione o privarsi di qualcosa. Solo se trovi l'altro trovi te stesso, trovi il tuo io. Fai all'altro quello che vuoi sia fatto a te - ha detto Zuppi - e troverai anche quello che serve a te. L'amore per Dio e l'amore per il prossimo sono intrecciati e indivisibili".