ROMA — Volodymyr Zelensky si presenta al Quirinale con la consueta divisa del presidente in guerra, polo maniche lunghe e pantaloni Combat. Sergio Mattarella sorride mentre gli va incontro. «Sono lietissimo di accoglierla nuovamente e le confermo la determinazione dell’Italia a mantenere pieno, inalterato e costante sostegno all’Ucraina, contro l’aggressione della Federazione russa. Lo facciamo per l’amicizia che lega Ucraina e Italia, per il rispetto delle regole della comunità internazionale, contro la pretesa di imporre con le armi la volontà ad un altro Paese, ad un altro Stato. Lo facciamo per la sicurezza dell’intera Europa». Zelensky ringrazia e gli dice: «Deve venire a Kiev, l’ultima volta di un presidente italiano in Ucraina è stato 25 anni fa». «Verrò» gli risponde il Capo dello Stato. Presto verrà definita una data.
In cerca di sponde europee in vista di una trattativa con Putin il leader di Kiev incassa il sostegno italiano. Infatti ha ringraziato Mattarella «per la posizi…
ROMA — Volodymyr Zelensky si presenta al Quirinale con la consueta divisa del presidente in guerra, polo maniche lunghe e pantaloni Combat. Sergio Mattarella sorride mentre gli va incontro. «Sono lietissimo di accoglierla nuovamente e le confermo la determinazione dell’Italia a mantenere pieno, inalterato e costante sostegno all’Ucraina, contro l’aggressione della Federazione russa. Lo facciamo per l’amicizia che lega Ucraina e Italia, per il rispetto delle regole della comunità internazionale, contro la pretesa di imporre con le armi la volontà ad un altro Paese, ad un altro Stato. Lo facciamo per la sicurezza dell’intera Europa». Zelensky ringrazia e gli dice: «Deve venire a Kiev, l’ultima volta di un presidente italiano in Ucraina è stato 25 anni fa». «Verrò» gli risponde il Capo dello Stato. Presto verrà definita una data.
In cerca di sponde europee in vista di una trattativa con Putin il leader di Kiev incassa il sostegno italiano. Infatti ha ringraziato Mattarella «per la posizione chiara dell’Italia», del resto il Quirinale da sempre si batte per «una pace giusta e duratura». Poi, certo, molto dipenderà da cosa ha in mente Trump, che ieri ha aperto ad un summit con Vladimir Putin dopo il suo insediamento. Pensa che la premier la aiuterà con Trump, hanno chiesto a Zelensky? «Mi fido di lei», risponderà al Messaggero.
«Ho avuto un ottimo incontro con Giorgia Meloni, abbiamo un rapporto particolare ed è importante che l’Italia ci sostenga dall’inizio. L’Italia a capo del G7 doveva decidere sui beni congelati della Russia, per noi era importante scongelare i soldi degli oligarchi: ora li stiamo ricevendo. Poi ci avete inviato il sistema di difesa antiaerea», dirà più tardi in un’intervista a Rainews24.
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Mattarella gli presenta i suoi collaboratori. Le due delegazioni si siedono attorno a un tavolo. Per il governo c’è il vice ministro degli esteri Edmondo Cirielli. Zelensky è contento che la conferenza della ricostruzione dell’Ucraina si terrà a Roma, il 10 e 11 luglio. Durante il colloquio si dice disponibile a una trattativa ampia con Mosca, a patto che contempli delle clausole di sicurezza, ovvero delle forze di interposizioni Nato e della Ue che possano scongiurare future aggressioni. «Per noi è molto importante che la pace arrivi quest’anno, noi la vogliamo più di tutti perché stiamo perdendo più di tutti. Ma dobbiamo metterci d’accordo sulle garanzie di sicurezza sull’Ucraina e sull’Europa e che la Russia non torni ad aggredire l’Ucraina come già avvenuto. Putin ha già mentito in passato e ha lanciato una guerra su larga scala, a noi serve che gli Usa facciano pressione sulla Russia per le garanzie di sicurezza. Il sogno di Putin è annientarci del tutto, le garanzie devono assicurare il suo non ritorno. E va fermato altrimenti andrà avanti in altri Paesi europei, questo è il suo obiettivo: la totale influenza sul continente europeo».
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«Un buon incontro», così definirà il faccia a faccia al Colle. «Non siete mai stati indecisi per l’ingresso dell’Ucraina in Europa». In questi anni Mattarella è stato instancabile nel sostenere le ragioni dell’Ucraina. L’ha ripetuto in innumerevoli uscite pubbliche. La concordanza tra i due riguarda anche il ruolo che deve avere l’Europa. Tutto sta cambiando velocissimamente, si rischia un nuovo ordine mondiale che spazzerà le vecchie certezze. Hanno discusso del ritorno dei bambini ucraini rapiti dalla Russia, «migliaia di giovani vite il cui futuro è stato distrutto dalla guerra russa», ha ricordato Zelensky. L’anno scorso, nell’ambito dell’iniziativa Bring Kids Back Ua, l’Ucraina è riuscita a riportare a casa 449 bambini. Gli hanno chiesto se non è stanco dopo tre anni di guerra. «Non posso permettermelo. Devo essere all’altezza del mio popolo. La mia famiglia resta a Kiev. I miei figli stanno passando attraverso questa guerra come tutti gli altri ucraini, scendono nei rifugi quando ci sono i bombardamenti, questa è la nostra realtà. E sono contento che ci stiano perché è d’esempio per gli altri».