Ancora una pratica a tutela delle toghe: è la terza in poco più di quaranta giorni. E arriva proprio nel giorno il cui il Guardasigilli Nordio convoca una serrata riunione di maggioranza – dove si affronteranno i contenuti, ma anche il modo di “comunicare” - il tema delle riforme sulla giustizia. Una contromossa, dopo che l’Associazione nazionale magistrati ha annunciato iniziative in tutta Italia per sensibilizzare la “società civile” sui rischi di quei disegni di legge per l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Piccolo significativo record, al Consiglio superiore della magistratura. Dopo le pratiche a tutela già depositate in favore dell'ordine giudiziario (il 24 gennaio, dopo le esternazioni di Nordio che in Parlamento parlò di 'clonazioni' di fascicoli, di indagini 'occulte ed eterne', di 'disastri finanziari' dei pm) e dopo analoga istanza in favore del procuratore di Roma Francesco Lo Voi (sotto violento attacco dopo aver trasferito al Tribunale dei ministri l'indagin…
Ancora una pratica a tutela delle toghe: è la terza in poco più di quaranta giorni. E arriva proprio nel giorno il cui il Guardasigilli Nordio convoca una serrata riunione di maggioranza – dove si affronteranno i contenuti, ma anche il modo di “comunicare” - il tema delle riforme sulla giustizia. Una contromossa, dopo che l’Associazione nazionale magistrati ha annunciato iniziative in tutta Italia per sensibilizzare la “società civile” sui rischi di quei disegni di legge per l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Piccolo significativo record, al Consiglio superiore della magistratura. Dopo le pratiche a tutela già depositate in favore dell'ordine giudiziario (il 24 gennaio, dopo le esternazioni di Nordio che in Parlamento parlò di 'clonazioni' di fascicoli, di indagini 'occulte ed eterne', di 'disastri finanziari' dei pm) e dopo analoga istanza in favore del procuratore di Roma Francesco Lo Voi (sotto violento attacco dopo aver trasferito al Tribunale dei ministri l'indagine sul caso Almasri a carico di Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano), la nuova richiesta di pratica intende tutelare "autonomia, indipendenza e prestigio delle Sezioni unite della Cassazione". Torna a reagire Palazzo Bachelet, con un documento a firma di tutti i togati e tre laici Roberto Romboli (in quota Pd), Ernesto Carbone (Iv), Michele Papa (M5s) dopo l’offensiva clamorosa portata a segno da Meloni, ministri e maggioranza contro il verdetto con cui la Suprema corte ha deciso per il risarcimento a favore di migranti arbitrariamente trattenuti a bordo della nave Diciotti, rinviando alla Corte di Appello per la quantificazione del danno.
I membri togati rilevano che “in seguito alla pubblicazione dell’ordinanza delle Sezioni unite si sono registrati commenti di diversi esponenti politici volti alla delegittimazione della corte e lesivi del prestigio e della funzione nomofilattica della Cassazione. Le espressioni utilizzate (“sentenze ideologiche”, “sentenza vergognosa, invasione di campo indebita”, “decisione frustrante”) adombrano - in maniera falsa e inaccettabile - un asservimento della funzione di legittimità a interessi esterni alla giurisdizione orientati ad imporre un determinato orientamento politico al governo italiano".
Per questo, chiedono “l’apertura di una pratica a tutela dell’indipendenza e del prestigio delle Sezioni Unite civili della Corte di cassazione”. Messaggio netto che cade nelle ore in cui il ministro della Giustizia ospita in via Arenula un vertice di maggioranza con tutti i capigruppo, compresi i vertici delle Commissioni, per ribadire la centralità delle riforme sulla giustizia.
In cima all’agenda, anche in funzione simbolica dopo il flop dell’incontro tra Meloni e Anm, resta l’accelerazione sulla separazione delle carriere tra pm e giudici. Il ddl è già stato approvato alla Camera e ora è in commissione al Senato. Ma sono varie le iniziative che rispondono ad una visione di contenimento della funzione del pm: è avviato verso il voto in aula il ddl sulla stretta sulle intercettazioni, che ha suscitato al contrarietà dei maggiori procuratori d’Italia; va avanti ancora la proposta di legge sul danno erariale, per attenuare il potere di controllo della Corte dei Conti: si inizierà a votare mercoledì nelle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera; e c’è un altro stop che non piace agli inquirenti: la norma per cui i sequestri di cellulari e dispositivi informatici potranno essere sequestrati solo dal gip, e il pm potrà agire solo in caso di urgenza chiedendo in tempi stretti l’autorizzazione giudiziaria. Nordio incontrerà i presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera, Nazario Pagano e Ciro Maschio, e quelli del Senato, Alberto Balboni e Gulia Bongiorno. Al tavolo ovviamente, al fianco del viceministro Sisto, anche tutti i capigruppo, Galeazzo Bignami e Lucio Malan per Fdi, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli per Fi, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo per la Lega.
La riunione si svolge a pochi giorni dallo sciopero dell'Anm e dal nuovo scontro con le toghe dopo la sentenza della Cassazione sul caso Diciotti, mentre a breve si attende il voto (dal no scontato) sulla mozione di sfiducia al ministro Nordio: inizialmente era fissata la data del 13, giovedì, ma col passare delle ore torna l’ipotesi del rinvio.