Il Pd domani andrà in pellegrinaggio a Ventotene. Sulla tomba di Altiero Spinelli. Hanno già aderito Avs, Iv, + Europa. «Sento il dovere di rendere omaggio ai padri dell’Europa», ha scritto il deputato Roberto Morassut, lanciando la proposta.
A Bruxelles Roberta Metsola difende il manifesto: «È un pezzo di storia, vi sono le prime tracce dell’idea di un’Europa federale», ha detto la presidente dell’Eurocamera. «L’Europa è stata costruita sulle spalle di molti giganti, compresi italiani. Giovedì ho discusso con Meloni solo di questioni di oggi, non voglio certo mettere in discussione il suo impegno europeo, quello che posso dire è che se vediamo al modo in cui l’Europa si è sviluppata l’Italia è sempre stata al centro».
Matteo Salvini, a Roma, invece ha attaccato l’evento di piazza del Popolo: «Da segretario di partito non ho mai fatto manifestazioni finanziate da enti pubblici. E che quella di sabato fosse una manifestazione politica è come negare che oggi c’è il sole. Le mani…
Il Pd domani andrà in pellegrinaggio a Ventotene. Sulla tomba di Altiero Spinelli. Hanno già aderito Avs, Iv, + Europa. «Sento il dovere di rendere omaggio ai padri dell’Europa», ha scritto il deputato Roberto Morassut, lanciando la proposta.
A Bruxelles Roberta Metsola difende il manifesto: «È un pezzo di storia, vi sono le prime tracce dell’idea di un’Europa federale», ha detto la presidente dell’Eurocamera. «L’Europa è stata costruita sulle spalle di molti giganti, compresi italiani. Giovedì ho discusso con Meloni solo di questioni di oggi, non voglio certo mettere in discussione il suo impegno europeo, quello che posso dire è che se vediamo al modo in cui l’Europa si è sviluppata l’Italia è sempre stata al centro».
Matteo Salvini, a Roma, invece ha attaccato l’evento di piazza del Popolo: «Da segretario di partito non ho mai fatto manifestazioni finanziate da enti pubblici. E che quella di sabato fosse una manifestazione politica è come negare che oggi c’è il sole. Le manifestazioni di parte se le pagano le parti».
Intanto al Senato c’è stato il replay del ring andato in scena mercoledì a Montecitorio. «Il manifesto di Ventotene è uno dei testi più orribilmente antidemocratici che siano mai stati scritti», ha sostenuto il leghista Claudio Borghi. Vive proteste dai banchi del centrosinistra. La renziana Raffaella Paita: «Quello che è accaduto alla Camera è grave per la democrazia e per l’Europa: estrapolare frasi da un manifesto scritto da eroi al confino disonora il Paese». «Attaccare il manifesto - ha detto il senatore di Avs Tino Magni - vuol dire rinnegare la storia e le fondamenta della Repubblica». Per il Pd Dario Parrini «il presidente della Repubblica Mattarella è andato a Ventotene a portare un fiore a chi è stato al confino per difendere la libertà e quello che è il fondamento della nostra Costituzione». Pure il capogruppo del M5S Stefano Patuanelli ha contestato le parole di Meloni, facendo notare come la polemica «sia servita a sviare le divisioni nella maggioranza».
Da destra hanno reagito con urla e contestazioni. «Nel manifesto di Ventotene alcune cose sulla proprietà privata non vanno bene», ha fatto notare Maurizio Gasparri. Il senatore meloniano Alberto Balboni a Un Giorno da pecora: «Si prefigura una Europa dal basso ma una dittatura rivoluzionaria dall’alto, visto che si manifesta esplicitamente sfiducia nella capacità di scelta del popolo e si dice chiaramente che il popolo stesso, non essendo in grado di scegliere, deve esser guidato dall’alto». Il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia Raffaele Speranzon parla di «reazioni isteriche della sinistra».