✕

Paragon, la società israeliana al Copasir: “Mai venduto il software ad attori non statali”

Ascolta l'audio

L’audizione di ieri riapre il caso del programma spia che, secondo quanto Meta ha comunicato, sarebbe stato utilizzato nei confronti degli attivisti di Mediterranea e del direttore di Fanpage
1 minuti di lettura

Paragon non ha mai venduto il suo software ad attori “non statali”. All’estero come in Italia. La sospensione del contratto è arrivata dopo le notizie di stampa che raccontavano l’uso “fuori dalla policy” nei confronti, cioè, di attivisti e di giornalisti. L’audizione della società israeliana di software ieri davanti al Copasir riapre il caso del software spia che, secondo quanto Meta ha comunicato, sarebbe stato utilizzato nei confronti degli attivisti di Mediterranea e del giornalista Francesco Cancellato, direttore di Fanpage. Se infatti – come Repubblica aveva raccontato – è provato che sono state effettuate, con tutte le autorizzazioni del caso, intercettazioni preventive, in un lavoro di contrasto sull’immigrazione clandestina, su Luca Casarini e altri esponenti dell’Ong, resta il caso Cancellato.

Governo e Servizi hanno negato di aver mai ascoltato il direttore di Fanpage. Paragon ieri ha escluso che possano averlo fatto agenzie private perché il software non era e non poteva e…

Paragon non ha mai venduto il suo software ad attori “non statali”. All’estero come in Italia. La sospensione del contratto è arrivata dopo le notizie di stampa che raccontavano l’uso “fuori dalla policy” nei confronti, cioè, di attivisti e di giornalisti. L’audizione della società israeliana di software ieri davanti al Copasir riapre il caso del software spia che, secondo quanto Meta ha comunicato, sarebbe stato utilizzato nei confronti degli attivisti di Mediterranea e del giornalista Francesco Cancellato, direttore di Fanpage. Se infatti – come Repubblica aveva raccontato – è provato che sono state effettuate, con tutte le autorizzazioni del caso, intercettazioni preventive, in un lavoro di contrasto sull’immigrazione clandestina, su Luca Casarini e altri esponenti dell’Ong, resta il caso Cancellato.

Governo e Servizi hanno negato di aver mai ascoltato il direttore di Fanpage. Paragon ieri ha escluso che possano averlo fatto agenzie private perché il software non era e non poteva essere loro in uso. Chi allora? È una domanda che si stanno ponendo anche le procure che indagano sulla vicenda Paragon. La direzione nazionale antimafia ha preso il coordinamento delle indagini nate dalle denunce degli “spiati” in tutta Italia (Roma, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia). Ci sono state già diverse riunioni nelle quali si è fatto un punto e ci si è divisi i compiti su come muoversi. Da quanto risulta a Repubblica, sono in attesa di ricevere alcuni elementi e, a stretto giro, ma non è ancora stato fatto, si procederà con delle richieste di rogatorie per ottenere i dati da Paragon.

I server della società sono infatti all’estero (è uno dei motivi per cui le procure non avrebbero potuto utilizzare il software) e, dunque, da fuori Italia devono arrivare le informazioni per ricostruire una vicenda complessa. Sulla quale proverà a fare un po’ di chiarezza anche il Copasir che nel giro di due settimane dovrebbe consegnare al Parlamento la relazione in cui si fa il punto sulle audizioni e si indicano anche le strade da intraprendere per regolamentare un sistema – quello dei captatori informatici – che invece al momento è assai deregolamentato. È l’obiettivo che si è posto anche Giovanni Melillo, il numero uno della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che, non a caso, ha assunto il coordinamento delle diverse indagini.

Leggi i commenti