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Sale l’allerta per i soldati all’estero, timori per gli attacchi Houthi

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Crosetto rivela le sue preoccupazioni: “Si apre una crisi molto più ampia. Saranno delicate le prossime 48-72 ore”
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Non più Kuwait: si torna a casa. I 50 carabinieri di stanza all’aeroporto di Baghdad stanno rientrando in Italia. Ricollocati «per evitare eventuali danni collaterali», come ha spiegato ieri il capo di stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. Per gli altri militari operativi in Iraq, in particolare il contingente attivo ad Erbil, a 200 chilometri dal confine iraniano, al momento non sono stati predisposti spostamenti massicci. Così come in Libano, per le truppe inquadrate nell’Unifil. Ma in tutte le basi italiane in Medio Oriente è stata innalzato il «livello di allerta operativa». I protocolli di protezione sono stati aggiornati. «Pronti a ogni scenario», secondo fonti della Difesa.

Perché l’attacco americano contro l’Iran può produrre «un cambiamento radicale dello scenario strategico in Medio Oriente», ragiona il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Si apre «una crisi molto più ampia, la cui evoluzione desta forte preoccupazione» e soprattutto è «ragionevole at…

Non più Kuwait: si torna a casa. I 50 carabinieri di stanza all’aeroporto di Baghdad stanno rientrando in Italia. Ricollocati «per evitare eventuali danni collaterali», come ha spiegato ieri il capo di stato maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. Per gli altri militari operativi in Iraq, in particolare il contingente attivo ad Erbil, a 200 chilometri dal confine iraniano, al momento non sono stati predisposti spostamenti massicci. Così come in Libano, per le truppe inquadrate nell’Unifil. Ma in tutte le basi italiane in Medio Oriente è stata innalzato il «livello di allerta operativa». I protocolli di protezione sono stati aggiornati. «Pronti a ogni scenario», secondo fonti della Difesa.

Perché l’attacco americano contro l’Iran può produrre «un cambiamento radicale dello scenario strategico in Medio Oriente», ragiona il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Si apre «una crisi molto più ampia, la cui evoluzione desta forte preoccupazione» e soprattutto è «ragionevole attendersi», da parte dell’Iran, «una risposta molto più forte, che potrebbe non limitarsi al teatro regionale e coinvolgere obiettivi americani e interessi occidentali in aree sensibili del globo».

Fonti diplomatiche e di governo spiegano che ai piani alti dell’esecutivo è monitorata in queste ore con la massima attenzione la missione Aspides, che opera sotto l’egida Ue al largo dello Yemen. Si temono infatti nuovi attacchi dagli Houthi: il gruppo filo-iraniano aveva già minacciato di tornare a colpire le navi americane nel Mar Rosso in caso di raid autorizzati da Washington contro la repubblica degli ayatollah. Raid avvenuti. Per questo anche in questo teatro operativo la sicurezza dei soldati italiani è stata potenziata. Per Crosetto «le prossime 48-72 ore costituiscono una fase particolarmente delicata», non si possono escludere «azioni ritorsive» da Teheran. Massima attenzione, dunque, anche se i nostri militari «non sono coinvolti nelle operazioni e non rappresentano un obiettivo diretto».

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