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Riarmo, Pd annuncia il non voto ai decreti spesa alla Camera: “Confronto su personale e assunzioni”

(ansa)

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Dopo i 5 stelle, anche i dem frenano a Montecitorio sull’acquisto delle armi
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Dopo i 5 stelle, anche i dem frenano sul voto alla Camera delle spese per armi. Il Partito democratico annuncia che non voterà più spese per armi se prima non ci sarà “un confronto con il governo anche sul tema del personale e delle assunzioni”: “Non possiamo spendere tutto per investimenti e non per i militari”, dice il deputato del in commissione Difesa Stefano Graziano.

Ieri in commissione è passato un “decreto d’arma” per un miliardo di euro. Il Pd aveva chiesto la presenza del governo, spesso assente anche se in discussione in queste settimane ci sono spese per armamenti per una cifra enorme, pari a 30 miliardi di euro. E dopo la protesta, ieri in commissione era presente la sottosegretaria Isabella Rauti. Il Pd comunque si è as…

Dopo i 5 stelle, anche i dem frenano sul voto alla Camera delle spese per armi. Il Partito democratico annuncia che non voterà più spese per armi se prima non ci sarà “un confronto con il governo anche sul tema del personale e delle assunzioni”: “Non possiamo spendere tutto per investimenti e non per i militari”, dice il deputato del in commissione Difesa Stefano Graziano.

Ieri in commissione è passato un “decreto d’arma” per un miliardo di euro. Il Pd aveva chiesto la presenza del governo, spesso assente anche se in discussione in queste settimane ci sono spese per armamenti per una cifra enorme, pari a 30 miliardi di euro. E dopo la protesta, ieri in commissione era presente la sottosegretaria Isabella Rauti. Il Pd comunque si è astenuto dal decreto in votazione oggi e chiede l’avvio di un confronto sul tema del personale: “Oggi in commissione ci siamo astenuti sugli investimenti da 1 miliardo sui sistemi d’armi perché chiediamo al governo che venga messa sul tavolo una discussione seria tra spese per il personale, spese per l’esercizio e spese per gli investimenti – dice Graziano - non è accettabile che il governo propenda e si preoccupi solo degli investimenti senza pensare al personale delle forze armate e relativi esercizi. Il rapporto dovrebbe essere 50% investimenti, 25% personale e 25% esercizio. Oggi siamo completamente sbilanciati, 50-10-40. Questo non va bene perché significa uno sbilanciamento sugli investimenti a danno dell’esercizio. E questo non lo diciamo noi del Pd, ma lo dicono i capi di stato maggiore delle diverse forze armate audite”.

Cosi i dem lanciano una sorta di campagna e annunciano che non voteranno più i decreti attualmente in discussione. Al momento come detto ci sono spese in votazione per il parere decreti per 30 miliardi: ai 4 miliardi di euro per vecchi programma di ammodernamento di navi, droni e sottomarini, la scorsa settimana si sono aggiunti i 18,6 miliardi per gli Eurofighter (programma che inizialmente prevedeva una spesa di 6 miliardi e poi è triplicato), sui quali hanno polemizzato i 5 stelle. Ma nei giorni scorsi sono arrivati altri 14 decreti di spesa per un totale di 8 miliardi di euro. E dentro c’è di tutto: l’ammodernamento della portaerei Trieste, delle fregate Fremm e di quattro sottomarini; acquisto di droni armati e mortai; lanciarazzi di nuova generazione, carri armati e sistemi antiaereo”.

Conclude Graziano: “In più vogliamo che il governo intraprenda una discussione seria sul benessere del personale delle forze armate che significa stipendi adeguati, pensioni e alloggi, temi che questo governo ha trascurato completamente”.

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