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Bossi, a Pontida l’ultimo saluto. “Saranno funerali di popolo”. Salvini va in visita: “Emozionato”

Matteo Salvini a Gemonio per la morte di Umberto Bossi 

 (lapresse)

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Domani alla messa ci sarà anche la premier Meloni. Gli striscioni davanti all’abitazione. Mercoledì il ricordo a Montecitorio
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GEMONIO (VARESE) – Niente camera ardente, niente processioni, ma il funerale in un luogo simbolo dell’epopea leghista: Pontida, al monastero di San Giacomo. L’ultimo saluto a Umberto Bossi è fissato per domani a mezzogiorno e ci sarà anche Giorgia Meloni. Oltre ovviamente a Matteo Salvini e a quel che rimane del “popolo leghista”.

Non ci saranno i funerali di Stato per il Senatùr, colui che per molti anni ha creduto e perorato la secessione della Padania: a fronte della disponibilità del governo, la famiglia ha declinato. Ma mercoledì pomeriggio ci sarà una commemorazione alla Camera per ricordarne la figura. Per annunciare il funerale del padre, il figlio Renzo ha pubblicato sui social fotografie del passato di militanti sul “sacro pratone”, mentre sventolavano le bandiere storiche della Lega autonomista lombarda, un modo per «condividere l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega».

GEMONIO (VARESE) – Niente camera ardente, niente processioni, ma il funerale in un luogo simbolo dell’epopea leghista: Pontida, al monastero di San Giacomo. L’ultimo saluto a Umberto Bossi è fissato per domani a mezzogiorno e ci sarà anche Giorgia Meloni. Oltre ovviamente a Matteo Salvini e a quel che rimane del “popolo leghista”.

Non ci saranno i funerali di Stato per il Senatùr, colui che per molti anni ha creduto e perorato la secessione della Padania: a fronte della disponibilità del governo, la famiglia ha declinato. Ma mercoledì pomeriggio ci sarà una commemorazione alla Camera per ricordarne la figura. Per annunciare il funerale del padre, il figlio Renzo ha pubblicato sui social fotografie del passato di militanti sul “sacro pratone”, mentre sventolavano le bandiere storiche della Lega autonomista lombarda, un modo per «condividere l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega».

Il giorno dopo la morte all’ospedale di Varese dell’84enne fondatore della Lega Nord, all’ingresso nella “sua” Gemonio hanno appeso questo striscione: “Vota sempre Umberto Bossi”. Oltre a vecchi manifesti elettorali incollati sugli spazi elettorali referendari. “Per sempre figli tuoi”, è lo striscione esposto da giovedì sera sul balcone della prima sede della Lega, in piazza Podestà a Varese, che è stata per anni l’epicentro del sogno lumbard. Uno striscione lungo quasi 5 metri è comparso sul cavalcavia di viale Europa sempre a Varese, ben visibile a chi usciva dall’autostrada Milano-Varese dirigendosi verso il centro città: “Grazie Capo, Padania Libera”. Altro messaggio fuori dall’abitazione: “Saremo sempre i tuoi giovani padani” e una bandiera leghista con “Bossi” nel simbolo, e la dedica: “Ciao Capo, ci hai dato coraggio”.

Nella villetta di famiglia — sette anni fa venne messa in vendita: prezzo 430 mila euro, poi venne ritirata dal mercato — sono arrivati in mattinata Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Economia sempre rimasto legato a Bossi che lo definiva con affetto «un bravo ragazzo»; e Marco Reguzzoni, che fu capogruppo alla Camera della sua Lega, poi uscito per entrare in Forza Italia. Attorno al suo nome si consumò il grande strappo delle Europee del 2024, quando Bossi fece sapere che avrebbe votato per lui e non sul simbolo dell’Alberto da Giussano.

Nel pomeriggio di ieri, invece, si sono visti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e Matteo Salvini, il segretario federale del partito con il quale i rapporti, negli ultimi anni, si erano deteriorati: sovranista il vicepremier, accanito federalista Bossi, troppo diversi per certi versi, ma anche molto simili per altri. Tapparelle chiuse, ingressi assai contingentati — la famiglia ha sempre tutelato la privacy di Bossi, negli ultimi anni provato nel fisico —, neanche i vicini che volevano salutare sono stati fatti entrare. Il popolo della Lega, invece? Qualche curioso, qualche vecchio militante, da contarsi sulle dita di una mano. Il Senatùr era rimasto legatissimo alla sua creatura politica originaria. Nel giardinetto interno che dà sulla porta-finestra principale campeggiano ancora oggi ben due Sole delle Alpi scolpiti sul marmo, simbolo della bandiera indipendentista padana. Un armamentario ideologico relegato in soffitta dal nuovo corso nazionalista salviniano, e anche per questo Bossi da tempo si era virtualmente tirato fuori dalla Lega stessa.

Quanto a Salvini, nel suo studio in via Bellerio il vicepremier non ha mai tolto una foto ingrandita di lui giovanissimo e sbarbato accanto al Senatùr. I selfie ancora non esistevano. Quello di ieri a Gemonio è stato un incontro «molto emozionante, caratterizzato da toccanti riflessioni umane e politiche». E domani si prevede un suo discorso politico e umano.

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