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Ok del governo al documento programmatico di bilancio dopo il pasticcio sulla manovra

(ansa)

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All’ordine del giorno anche l’autonomia, come chiesto dal vicepremier Salvini in vista del congresso straordinario della Lega
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ROMA – Via libera del consiglio dei ministri al Documento programmatico di bilancio (Dpb), che entro mercoledì 15 ottobre sarà inviato a Bruxelles. L’ok è arrivato poco fa a Palazzo Chigi, in una seduta segnata dal pasticcio sullo schema della legge di bilancio e dall’autonomia, che è uno dei punti all’ordine del giorno.

Matteo Salvini l’aveva chiesto. E Giorgia Meloni ha detto sì: da quanto apprende Repubblica, è infatti attesa già nel cdm di oggi la discussione (e il varo) delle intese sull’autonomia. L’ordine del giorno diffuso dalla presidenza del Consiglio conferma l’indiscrezione. Ma l’esecutivo pasticcia sulla manovra.

Nella comunicazione inoltrata alla stampa compare “l’illustrazione delle linee dello schema” del disegno della legge di bilancio. Sembra un’accelerazione dopo che, poche ore prima, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva parlato di uno slittamento – rispetto alla scadenza del 20 ottobre – perché la finanziaria è appesa alla trattativa sulla flessibili…

ROMA – Via libera del consiglio dei ministri al Documento programmatico di bilancio (Dpb), che entro mercoledì 15 ottobre sarà inviato a Bruxelles. L’ok è arrivato poco fa a Palazzo Chigi, in una seduta segnata dal pasticcio sullo schema della legge di bilancio e dall’autonomia, che è uno dei punti all’ordine del giorno.

Matteo Salvini l’aveva chiesto. E Giorgia Meloni ha detto sì: da quanto apprende Repubblica, è infatti attesa già nel cdm di oggi la discussione (e il varo) delle intese sull’autonomia. L’ordine del giorno diffuso dalla presidenza del Consiglio conferma l’indiscrezione. Ma l’esecutivo pasticcia sulla manovra.

Nella comunicazione inoltrata alla stampa compare “l’illustrazione delle linee dello schema” del disegno della legge di bilancio. Sembra un’accelerazione dopo che, poche ore prima, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva parlato di uno slittamento – rispetto alla scadenza del 20 ottobre – perché la finanziaria è appesa alla trattativa sulla flessibilità per le spese dell’energia con Bruxelles. Poco dopo palazzo Chigi rettifica: nel nuovo ordine del giorno compare solo il documento programmatico di bilancio (Dpb). Spiega che “per un mero errore materiale è stato trasmesso un ordine del giorno del consiglio dei ministri non aggiornato. Si prega pertanto di fare riferimento alla versione aggiornata”. La nota fa riferimento alle parole di Giorgetti: “Del resto era stato lo stesso ministro a chiarire in aula che l’approvazione del disegno di legge di bilancio sarebbe avvenuta in un momento successivo”.

Dietro il pasticcio c’è una bozza dell’ordine del giorno scritta nei giorni scorsi, quando il governo puntava a portare la manovra sul tavolo del cdm di oggi. Il copia e incolla nella comunicazione odierna ha portato all’errore. E a una versione differente dell’ordine del giorno rispetto a quella inserita nella comunicazione in Pdf inviata ai ministri: nell’elenco non figura la legge di bilancio.

Nell’ordine del giorno restano dunque il Dpb e l’autonomia. Sono quattro le regioni che hanno già approvato l’iter nei rispettivi consigli: Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. I governatori sono stati contattati in queste ore. Dopo l’approvazione del Cdm, è atteso l’ultimo passaggio in Parlamento, con voto di ratifica sia alla Camera che al Senato.

Salvini aveva chiesto a Meloni, nelle scorse settimane, un segnale in vista del congresso di fine mese, in cui si ricandida alla guida della Lega, dopo settimane tormentate, per il sorpasso di Vannacci. Il vicepremier ha fretta: anche perché tutti sanno, anche nel Carroccio, che la legislatura è destina a concludersi in anticipo e la Lega per risollevarsi nei sondaggi ha bisogno di almeno un provvedimento forte, visto che il sogno del Ponte sullo Stretto è impantanato tra ricorsi e verdetti sfavorevoli della magistratura.

Oggi dunque il via libera in consiglio dei ministri. Una risposta anche ai malpancisti dell’ala settentrionale del partito. Salvini ieri, al termine del federale, aveva replicato così: “Il nordista sono io”.

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