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La Next Gen del Pd guarda all’onda blu: “Ora dateci spazio”

Virginia Libero 

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Il cerchio magico della segretaria vuole candidare più giovani: in testa Virginia Libero. Tanti gli amministratori under 40
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Hanno attraversato la pandemia, il precariato come normalità, il cattivismo come spirito dei tempi. E nel frattempo sono diventati consiglieri, assessori, sindaci e persino presidenti di Regione. C’è una nuova generazione di politici nel centrosinistra che non ha aspettato il proprio turno. Soprattutto nei territori. E ora bussa alle porte di Roma. Con la speranza che le Midterm americane siano di buon auspicio da questa parte dell’Oceano: per dirlo con le parole dell’editorialista del New York Times Ezra Klein è iniziata l’era del “talento elder millennial”. I trenta-quarantenni come il sindaco di New York Zohran Mamdani, il neo-senatore del Michigan Abdul El-Sayed, il pastore texano James Talarico o la congresswoman Alexandria Ocasio-Cortez, proiettata verso una possibile candidatura presidenziale.

Esistono anche in Italia, basta aguzzare un poco la vista. Con loro, si scalda anche la Gen Z dei nati tra il 1997 e il 2012. Arriveranno in prima linea? «Nel Pd partiamo avvantaggiati pe…

Hanno attraversato la pandemia, il precariato come normalità, il cattivismo come spirito dei tempi. E nel frattempo sono diventati consiglieri, assessori, sindaci e persino presidenti di Regione. C’è una nuova generazione di politici nel centrosinistra che non ha aspettato il proprio turno. Soprattutto nei territori. E ora bussa alle porte di Roma. Con la speranza che le Midterm americane siano di buon auspicio da questa parte dell’Oceano: per dirlo con le parole dell’editorialista del New York Times Ezra Klein è iniziata l’era del “talento elder millennial”. I trenta-quarantenni come il sindaco di New York Zohran Mamdani, il neo-senatore del Michigan Abdul El-Sayed, il pastore texano James Talarico o la congresswoman Alexandria Ocasio-Cortez, proiettata verso una possibile candidatura presidenziale.

Esistono anche in Italia, basta aguzzare un poco la vista. Con loro, si scalda anche la Gen Z dei nati tra il 1997 e il 2012. Arriveranno in prima linea? «Nel Pd partiamo avvantaggiati perché anche la nostra segretaria è una quarantenne», dice sicuro il sindaco di Cesena Enzo Lattuca. Classe 1988, enfant prodige: detiene il record di più giovane eletto alla Camera. Nel 2013, quando vi entrò, aveva «25 anni e quattordici giorni», perché certe date si ricordano con esattezza. Ora a tornare a Montecitorio non ci pensa proprio, ben saldo nella sua Emilia Romagna. Peraltro amministrata da Michele de Pascale, un altro quarantenne (41) con una voce riconoscibile e rilevante anche nel dibattito nazionale. Per Lattuca, lo spazio alle nuove leve nelle prossime liste, «sarà fisiologico» per un partito guidato da una leader che non è stata vista arrivare.

Nell’inner circle di Schlein è una questione su cui già si riflette da tempo (e le piazze di queste settimane, quelle pacifiche, sono state un pungente incoraggiamento). È forte l’intenzione di garantire una discreta rappresentanza di giovani e giovanissimi tra i candidati alle Politiche. Di certo, un posto da capolista nella circoscrizione di Padova è già pronto per la segretaria dei Gd Virginia Libero, 28 anni (potrebbe però scalzare un’altra under 30, Rachele Scarpa, la più giovane eletta nel 2022). Un mix di fattori la garantisce: la leader dem ne ha somma stima e la studentessa padovana ha fatto tesoro della massima “nel bene e nel male l’importante è che se ne parli”. Il suo discorso sui disertori alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia l’ha scaraventata (e quindi anche lanciata) nel dibattito nazionale. E lei ne è uscita più forte di prima, in barba a quello che un altro emergente dem, Paolo Romano, 30 anni, consigliere in Lombardia, chiama «il paternalismo di Stato aberrante che in questo Paese è trasversale». Anche il milanese – 10mila preferenze alle regionali del 2023 – è uno dei volti nuovi del partito (spesso in tv, che non guasta). Allergico, però, alla parola «rottamazione». Perché, spiega, «la rabbia per la rabbia non è utile». Anzi, «servono le competenze di tutti, non possiamo fare da soli, ci basta un posto al tavolo». E in Italia «è più difficile, certo, ma non impossibile», aggiunge Tiziana Elli, assessora del municipio 9 di Milano, basta guardare i suoi profili social per misurarne l’efficacia: «Lo spazio c’è e se non c’è, ce lo prendiamo». Su Instagram e TikTok va alla grande anche Lorenzo Pacini, candidato alle primarie sotto la Madonnina, uno che ha studiato molto bene la lezione di Mamdani.

E sotto il Rubicone? Punto fermo rimane Marco Sarracino, 37enne deputato campano, il più giovane della segretaria nazionale con la delega al Sud e alla coesione territoriale. È cresciuto nei Gd, in parlamento il suo cavallo di battaglia è la proposta di legge per il diritto a restare. In quota “elder millennial” c’è anche Nicola Irto, 44 anni, senatore e segretario regionale del Pd calabrese. In Puglia ci sono Stefano Minerva, 40 anni, già sindaco di Gallipoli e oggi capogruppo dem in Regione. A Taranto si fa strada il vicesindaco Mattia Giorno, 32 anni: nel 2025 ha raccolto 2.249 preferenze, più di qualsiasi altro candidato in città, alla sua prima prova elettorale. E per chiudere la mappatura – a spanne – due nomi in zona Centro Italia: il sottosegretario regionale Bernard Dika in Toscana e a Roma Tommaso Sasso, nell’entourage di Roberto Gualtieri.

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