Caro Merlo, solitamente istituzioni vecchie di secoli vengono scardinate da giovani generazioni spinte dalla passione rivoluzionaria. È curioso che a farlo ora sia un ottuso ottuagenario.
Giancarlo Fatteri, La Spezia
Ricordando che la scienza ha spostato la soglia della vecchiaia da 65 a 75 anni, gli uomini più potenti e più cattivi del mondo sono tutti, più o meno, vecchi: Trump 78, l’Ayatollah Ali Khamenei 86, Xi Jinping 71, Putin 72, Netanyahu 75, Erdogan 71… Come dice la canzoncina: “Era meglio morire da piccoli, con i peli del culo a batuffoli, soffocati da tanti turaccioli che vedere ‘sto schifo da grandi”.
Caro Merlo, tanto per chiacchierare: ho 69 anni, nessun intervento estetico e capelli bianchi quasi inesistenti. Ho ereditato questa fortuna da mia madre che, pensi, faceva le meches bianche, “se no la gente dice che me li tingo”. Allora si vergognavano anche le donne, ora solo gli uomini. Io mi godo la fortuna che ho e vado dal parrucchiere due volte l’anno, come a 16 an…
Caro Merlo, solitamente istituzioni vecchie di secoli vengono scardinate da giovani generazioni spinte dalla passione rivoluzionaria. È curioso che a farlo ora sia un ottuso ottuagenario.
Giancarlo Fatteri, La Spezia
Ricordando che la scienza ha spostato la soglia della vecchiaia da 65 a 75 anni, gli uomini più potenti e più cattivi del mondo sono tutti, più o meno, vecchi: Trump 78, l’Ayatollah Ali Khamenei 86, Xi Jinping 71, Putin 72, Netanyahu 75, Erdogan 71… Come dice la canzoncina: “Era meglio morire da piccoli, con i peli del culo a batuffoli, soffocati da tanti turaccioli che vedere ‘sto schifo da grandi”.
Caro Merlo, tanto per chiacchierare: ho 69 anni, nessun intervento estetico e capelli bianchi quasi inesistenti. Ho ereditato questa fortuna da mia madre che, pensi, faceva le meches bianche, “se no la gente dice che me li tingo”. Allora si vergognavano anche le donne, ora solo gli uomini. Io mi godo la fortuna che ho e vado dal parrucchiere due volte l’anno, come a 16 anni, a fare qualche colpo di sole. Mi perdoni le chiacchiere “da parrucchiera”, ma ho una chiosa su Cacciari: se osserva bene ha dei fili bianchi, basette bianche e forse è credibile. Conte invece è proprio un po’ troppo ebano.
Teodora Iannetti, Pescara
Devo anche a Aldo Coppola, il famoso parrucchiere che intervistai nel 2013, quando era ormai malato terminale, l’idea, felicemente radicale, che al mondo non c’è un solo capello tinto che sia contento di sé.
Caro Merlo, tornata a Cannes per qualche giorno ho scoperto che il Comune ha liberato la spiaggia, stretta e lunga, fra La Bocca e la città dei ristoranti storici che stavano lì da qualche decennio. Ora c’è solo qualche chioschetto sul marciapiedi dove vendono caffè, gelati e panini. E la spiaggia, fornita di docce e bagni pubblici, è tutta libera, senza stabilimenti. I ristoranti, almeno cinque, hanno ottenuto una nuova licenza a caro prezzo dentro la città di Cannes dove la spiaggia è più larga e la concentrazione di bar e ristoranti è enorme. Se faccio il paragone con il litorale romano… A Cannes non c’è il Tar del Lazio.
Caterina Salamanca, Ostia
In Costa Azzurra si può restituire il mare a chi lo vuole usare, come nella filastrocca di Rodari: “Ordinanza numero uno: in città non resta nessuno; ordinanza che viene poi, tutti al mare, paghiamo noi”.
Caro Merlo, non so se la ghigliottina la impugni ancora tu o se agisce per libero arbitrio, ma propongo “senza dubbio”, che si traveste spesso in “senza ombra di dubbio” sino alla certezza di “senza nessun dubbio”. Gran finale: “Non dirlo a me”.
Gaetano Urbano, Terlizzi (Bari)
La ghigliottina, ormai libera e indipendente, risarcisce il dubbio, ma salva “non dirlo a me”, che si traveste in “a me lo dici?”, “e me lo vieni a dire a me?” sino a E tu mi vieni a dire che è una vecchia, dimenticata malinconia (1973) di Giorgio Gaber.