ROMA – Il debito dei Paesi più poveri tra quelli – cosiddetti – “in via di sviluppo” è tornato a essere la ragione centrale del perpetuarsi e del moltiplicarsi della povertà. Lo affermano molti studi e ricerche del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo UNDP. In sostanza si afferma e riafferma che il debito che grava sui bilanci delle nazioni povere – quelle africane in primo luogo – si fa troppo poco e quello che si fa lo si fa troppo tardi per evitarlo.
Il paradosso di essere poveri in Paesi ricchi di risorse. Gli studi tra debito pubblico e povertà si riferiscono a quasi il 20% della popolazione mondiale e al 50% delle persone che vivono in povertà estrema. Persone che, pur vivendo in Paesi ricchissimi di materie prime e abbondanza di generi alimentari, non superano il 3% del PIL globale.
In Congo bloccate le missioni all’estero di ministri e funzionari. Un esempio lampande di tutto questo è scritto in una notizia diffusa dall’Agenza DIRE secondo la quale non ci saranno più missioni all'estero per ministri, dirigenti e funzionari del Congo –l’ex colonia francese con capitale Brazaville - appunto per mancanza di risorse finanziarie. L’unica eccezione ci sarà per il presidente Denis Sassou Nguesso, che invece potrà continuare a viaggiare ed esercitare le sue funzioni durante missioni in altri Paesi. La notizia arriva da Brazzaville, dove l'ex colonnello marxista è al potere dal 1979.
Non bastano più rendite petrolifere e prestiti del FMI. Nel tempo il peso del debito è cresciuto e per coprire viaggi in aereo e hotel a cinque stelle non bastano più né le rendite petrolifere né le promesse di prestiti del Fondo monetario internazionale né gli accordi con la Cina sulla ristrutturazione del debito estero, che per un terzo resta nelle mani di Pechino. Il divieto alle trasferte dovrebbe restare in vigore almeno fino a fine anno. Nei giorni scorsi Sassou Nguesso è volato intanto a Kazan per partecipare al vertice dei capi di stato e di governo dei Brics, l'alleanza fondata da Brasile, Russia, India e Cina, alla quale si sono poi unite sia il Sudafrica che altri Paesi, dagli Emirati Arabi Uniti all'Etiopia.
Un debito di oltre 9 miliardi di dollari. Secondo Pascal Tsaty-Mabial, che a Brazzaville è a capo del partito di opposizione l'Union panafricaine pour la démocratie sociale (Upads), l'economia del Congo soffoca a causa di un debito superiore ai nove miliardi di dollari, equivalente ad almeno il 110 per cento del Prodotto interno lordo. Di recente, anche nella prospettiva di un accordo con il Fondo monetario, Sassou-Nguesso ha annunciato la creazione di "un'alta autorità anti-corruzione". Il suo compito sarebbe contrastare ogni illecito, senza risparmiare "né pesci piccoli né pesci grossi", riducendo anche così gli sprechi.
I 54 Paesi dove ridurre o cancellare il debito significa evitare disastri umanitari. Secondo analisi recenti, sarebbero 54 i Paesi a basso reddito che necessitano di una riduzione urgente del debito pubblico, pena una imminente catastrofe umanitaria, emigrazioni incontrollate e guerre generate da fattori diversi, specie nella regione sub sahariana, nell’America Latina e nei Caraibi. L’aggravamento è dovuto al fatto che i suddetti Paesi emettono debito in dollari e, di conseguenza, subiscono le decisioni prese dagli Stati Uniti.
I livelli di povertà sono regolati dalle decisioni della FED. Per esempio, l’aumento dei tassi d’interesse da parte della FED ha per loro un effetto negativo insostenibile. Da qualche tempo almeno 19 Paesi pagano interessi superiori del 10% rispetto a quelli dei Treasury bond. Queste obbligazioni sono in caduta libera con un deprezzamento del 40-60%. Se si considerano tutte le economie in via di sviluppo, ben 26, circa un terzo, sono classificate “rischio sostanziale, estremamente speculativo o insolvenza”. Il peggioramento della loro situazione economica e sociale è confermato anche da un altro studio dell’UNDP sul Multidimensional Poverty Index MPI. E’ un indice che analizza la povertà combinando il livello del reddito pro capite con i diversi aspetti della vita quotidiana di persone in povertà: l’accesso all’istruzione e alla salute e lo standard di vita come alloggi, acqua potabile, servizi igienici ed elettricità.