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(ansa)

Oliver Stone: “Farò un film su Trump”

L’annuncio del premio Oscar al Festival di Taormina di cui guida la giuria: “Il presidente Usa è un narcisista pericoloso”
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Taormina -  "Certo che farò un film su Trump: è un individualista narcisista che quando perde diventa pericoloso. Ma, comunque, cosa può esserci peggio di George W. Bush che ho raccontato in W.? Potrebbe essere altrettanto divertente raccontare Donald al cinema. Del resto, che ci fossero presidenti democratici o repubblicani, l'America ha sempre marciato verso la guerra".

Irascibile, caustico eppure simpatico, Oliver Stone ha mollato i pantaloncini gialli e la t-shirt sfoggiati in questi giorni per una giacca blu più adatta al presidente di giuria al Festival di Taormina. O, forse, semplicemente ha recuperato il bagaglio che era rimasto bloccato ad Amsterdam. Lo affianca la moglie Sun-jung Jung, "è la mia Giulietta, piccolina come lei". Non si capisce se il riferimento sia al personaggio scespiriano o alla minuta attrice che fu moglie di Fellini.

Alla rassegna Stone porta il documentario Revealing Ukraine di cui è…
Taormina -  "Certo che farò un film su Trump: è un individualista narcisista che quando perde diventa pericoloso. Ma, comunque, cosa può esserci peggio di George W. Bush che ho raccontato in W.? Potrebbe essere altrettanto divertente raccontare Donald al cinema. Del resto, che ci fossero presidenti democratici o repubblicani, l'America ha sempre marciato verso la guerra".

Irascibile, caustico eppure simpatico, Oliver Stone ha mollato i pantaloncini gialli e la t-shirt sfoggiati in questi giorni per una giacca blu più adatta al presidente di giuria al Festival di Taormina. O, forse, semplicemente ha recuperato il bagaglio che era rimasto bloccato ad Amsterdam. Lo affianca la moglie Sun-jung Jung, "è la mia Giulietta, piccolina come lei". Non si capisce se il riferimento sia al personaggio scespiriano o alla minuta attrice che fu moglie di Fellini.

Alla rassegna Stone porta il documentario Revealing Ukraine di cui è produttore esecutivo (la regia è di Igor Lopatonok) e intervistatore. Non ne vuole parlare prima della presentazione ufficiale, giovedì 4, ma il film - che dovrebbe "mostrare ciò che non viene rivelato sui media mainstream" della crisi in Ucraina, sostanzalmente una versione filorussa della situazione - arriva preceduto dalle polemiche. Tra gli intervistati, Putin e l'oligarca Vicktor Medvedchuv (leader del partito di opposizione ucraino For Life), qui con la moglie Oksana Marchenko, conduttrice tv, it-girl di Dolce e Gabbana. Durante la conversazione Stone, 72 anni, sempre critico sulla politica estera del suo Paese, sottolinea che "i media Usa sembrano i vecchi giornali dell'Unione Sovietica" e aggiunge che "oggi per avere uno sguardo altro sulle notizie seguo le tv russe". Tronca l'obiezione su libertà e indipendenza dei media russi, "non voglio discuterne ora, prima veda il documentario".

Oliver Stone: "I 30 anni di 'Nato il 4 luglio'. Tom Cruise? Si ammalò per il suo impegno"


Il suo Nato il 4 luglio compie trent'anni (si vedrà alla rassegna): due Oscar vinti, uno alla regia di Stone e la consacrazione del divo Tom Cruise. "Voleva fare il film a tutti i costi, aveva 27 anni ed era famoso per Top Gun, si immerse nella parte, trascorse molto tempo sulla sedia a rotelle, sentiva la pressione e si ammalò per questo. Non so se lo rifarebbe: aveva girato altri film, ma mai con questa intensità". Racconta Stone: "Ne sono orgoglioso. In Platoon ero un giovane regista, qui alzai l'asticella tecnica coprendo un periodo di tempo largo, che ruota attorno alla Guerra in Vietnam. L'ho girato per ricordare agli americani cosa era stato quel conflitto dimenticato".

La condizione dei veterani non è cambiata, tanti anni dopo. "Rispetto ad allora i soldati feriti vengono curati meglio e più in fretta ma sono costretti a vivere con il trauma e muoiono giovani, dipendenti da droga e alcol. Il weekend in cui uscì il film gli Stati Uniti invasero Panama. Dopo, ci sono state altre guerre Iraq, Libia, Afghanistan Siria. È pazzesco, un tremendo spreco di soldi e vite. È deprimente vedere quella che potenzialmente è una grande nazione autodistruggersi col sostegno dei media che parlano di patriottismo e libertà".

Per raccontare il ruolo dell'informazione Stone tira in ballo Natural born killers, girato 25 anni fa. "A metà anni Novanta giornali e tv hanno capito che la violenza vendeva e hanno puntato sul sensazionalismo, ricorderete il processo a OJ Simpson. Io raccontavo tutto questo, fui accusato di amare la violenza, che invece mostravo in modo ridicolo e sopra le righe. Quello che il film presagiva è diventato il presente. Oggi viviamo dentro Natural born killers".