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Laurie Anderson, l'artista in equilibrio tra due mondi

Tra semplicità e complessità, senza volere per forza trovare una mediazione ma innestando le due cose una nell'altra: è la capacità della musicista e performer americana che dagli anni Settanta continua a stupire con la sua incredibile creatività. Repubblica le dedica una playlist che raccoglie i suoi brani più rappresentativi e che racconta le sue tante anime, da quella calma alla rivoluzionaria, dall'affettuosa alla cervellotica
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Artista, creatrice, performer, ma anche lettrice attenta delle cose della realtà, con i piedi ben piantati nella terra delle cose, mentre la mente le permette di arrivare lontano e di andare oltre, Laurie Anderson racconta di sé mentre parla di noi, del nostro mondo, di quello che abbiamo e quello che potremmo essere.  

Ascoltare la sua musica è in realtà un modo di vederla solo in parte, ma la parte musicale, al di là delle performance che spesso propone anche in Italia, è assolutamente affascinante, come si potrà notare dalla playlist che Repubblica propone su Apple Music questa settimana intitolata semplicemente con il suo nome, Laurie Anderson. Ci sono tutti i suoi brani più rappresentativi, persino l’incredibile O Superman, che in piena era della rivoluzione elettronica arrivò addirittura al primo posto delle classifiche, nemmeno fosse una star del pop. Brano che resta ancora bellissimo, affascinate, …
Artista, creatrice, performer, ma anche lettrice attenta delle cose della realtà, con i piedi ben piantati nella terra delle cose, mentre la mente le permette di arrivare lontano e di andare oltre, Laurie Anderson racconta di sé mentre parla di noi, del nostro mondo, di quello che abbiamo e quello che potremmo essere.  

Ascoltare la sua musica è in realtà un modo di vederla solo in parte, ma la parte musicale, al di là delle performance che spesso propone anche in Italia, è assolutamente affascinante, come si potrà notare dalla playlist che Repubblica propone su Apple Music questa settimana intitolata semplicemente con il suo nome, Laurie Anderson. Ci sono tutti i suoi brani più rappresentativi, persino l’incredibile O Superman, che in piena era della rivoluzione elettronica arrivò addirittura al primo posto delle classifiche, nemmeno fosse una star del pop. Brano che resta ancora bellissimo, affascinate, sorprendente, poetico. Ci sono molte collaborazioni, da quella ovviamente naturale con Lou Reed, suo compagno di vita e di arte, al Kronos Quartet, c’è musica d’avanguardia ed echi di rock, c’è soprattutto una visione dell’arte, attraverso la musica, che è straordinariamente originale e personale, e la playlist permette, soprattutto a chi la conosce poco, di potersi orientare in un universo sonoro ricco e complesso.  

Piccola, minuta, eternamente giovane, con i capelli irsuti e la voce bassa, Laurie Anderson non ha di primo acchito il fisico del ruolo per essere una superstar. E nemmeno l’atteggiamento, quando la si incontra, dell’intellettuale lontana dalle cose mondane. No, sembra, anzi è, esattamente come la sua arte, semplice e complessa al tempo stesso, calma e rivoluzionaria, affettuosa e cervellotica. Si, Laurie Anderson è, con i suoi modi e la sua arte, in perfetto equilibrio tra due mondi, tra due correnti, tra due tensioni e lei, con incredibile efficacia, le tensioni le risolve, i nodi li sbroglia, i contrasti li appiana, e il bello è che non si tratta certamente di un lavoro di “mediazione”, non cerca mai la sintesi tra opposti, anzi, il suo saper esaltare le differenze, all’interno di un’apparente normalità come nel centro di un'evidente operazione d’avanguardia, rende il suo lavoro sempre nuovo, sempre attuale e affascinante, come nel caso di The language of the future.

Non è facile, dunque, definire il personaggio Anderson, parlare con lei è sempre un’avventura, fatta di mille affascinanti divagazioni, di tante finestre e porte che si aprono, come nei suoi spettacoli, dove all’improvviso ci si trova li dove non ci si immaginava di essere. Come potrete notare dalla bellissima intervista su YouTube, “Laurie Anderson interviene: a Life Storytelling”.