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Stati generali dello spettacolo, Schlein e Zingaretti: "Bisogna difendere la creatività"

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(ansa)

L’incontro a Roma dove sono intervenuti tra gli altri Manuel Agnelli e Tosca. Sul tavolo la proposta di legge di iniziativa popolare a tutela degli spazi e dei festival culturali

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ROMA – Una proposta di legge di iniziativa popolare a tutela degli spazi e dei festival culturali: l'iniziativa è stata lanciata in occasione della quarta edizione degli Stati Generali dello Spettacolo. La proposta verrà depositata in Cassazione nelle prossime settimane e dopo prenderà il via la raccolta delle firme. Agli Stati Generali dello Spettacolo ospitati al Palazzo delle Esposizioni di Roma si sono riuniti esponenti del mondo della musica, del teatro e delle associazioni di categoria con l'obiettivo di promuovere il riconoscimento e il sostegno di realtà fondamentali per la vita culturale del Paese, come live club, piccoli teatri, spazi indipendenti e festival.

"I locali, in particolare i club e i centri culturali quando non sono chiusi sono spesso grandi stanze da affittare ai promoter senza una programmazione artistica interna. In questo modo muore la curiosità dello spettatore che finisce per vedere soltanto gli spettacoli che sa già di poter apprezzare. Si producono spettacoli che non fanno discutere ma che possono fare numero. È uno dei problemi più grandi di oggi: non ci sono più spazi di confronto e di crescita. È fondamentale che questa legge preveda incentivi e facilitazioni burocratiche per far rinascere luoghi di aggregazione e spazi culturali in cui gli artisti possano crescere e sbagliare", ha detto Manuel Agnelli intervenuto con Annarita Masullo, curatrice degli Stati Generali, all'iniziativa insieme a Tosca per il mondo della musica, Daniela Giordano per Unita e Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico, Carlo Parodi (Assomusica), Federico Raserti (KeepOn Live), Marco Trulli (Arci), Emmanuele Curti (Lo Stato dei Luoghi), Massimo Della Pelle (Audiocoop) e Manuela Martignano per gli Stati Generali dello Spettacolo. "Sapete quanto vale il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, quello che sostiene teatri, orchestre, musica, danza, circo, tutto insieme? Meno di 500 milioni di euro per il 2026. Meno di mezzo miliardo. Il solo aumento della spesa militare dell'anno prossimo vale più di tredici volte l'intero fondo per lo spettacolo dal vivo. Quello che spenderemo in un anno per comprare armi basterebbe a pagare quel fondo per quasi quarant'anni", sottolinea invece Tosca. Questa proposta, spiega poi Matteo Orfini, "nasce da una necessità che tutti avvertivamo: rendere meno difficile e più sostenibile la gestione degli spazi culturali. Abbiamo lavorato per costruire un'architettura normativa che permetta di riconoscere queste realtà e garantire loro strumenti di sostegno, dagli incentivi per le ristrutturazioni a quelli per la programmazione. Abbiamo scelto di trasformare la proposta in una legge di iniziativa popolare perché non volevamo limitarci a una rivendicazione di settore. La questione riguarda il Paese, le città e tutti i cittadini non soltanto chi si esibisce negli spazi culturali, chi li gestisce o chi ci lavora. Questi luoghi garantiscono innanzitutto l'accessibilità alla cultura: permettono di ascoltare musica e vedere spettacoli anche a chi non può permettersi i grandi concerti".

Roberto Gualtieri e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein

Roberto Gualtieri e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein

 (ansa)

"La legge sul cinema è stato anzitutto un metodo di lavoro: ci siamo messi all'ascolto degli operatori del settore, di chi nel cinema e nell'audiovisivo lavora e soffre tutti i giorni e grazie a quell'ascolto non abbiamo calato una norma dall'alto ma l'abbiamo scritta a partire dall'ascolto di chi quel cinema ogni giorno lo vive e sa quali sono le difficoltà enormi che il settore ha attraversato in questi ultimi anni" ha detto Elly Schlein intervenendo agli Stati Generali dello Spettacolo. "Ringrazio le forze di maggioranza, siamo riusciti a lavorare bene e arrivare all'approvazione unanime della legge al Senato, cosa che in questa legislatura non è avvenuta quasi mai, è stata una emozione. Cosa fa questa legge sul cinema di cui siamo particolarmente fieri? Introduce l'indennità di discontinuità dalla sua accezione originaria che riguarda tutti i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, non soltanto quelle del cinema e dell'audiovisivo. E sosteniamo i lavoratori del teatro che stanno chiedendo di rinnovare il contratto delle troupe sui set perché non viene rinnovato dal '99, quando era ancora espresso in lire. So che ci sarà il 9 una mobilitazione e noi come sempre cercheremo di fare la nostra parte delle istituzioni perché anche da questo passa il riconoscimento di quel lavoro e della condizione di precarietà che purtroppo ha avuto in questi anni il lavoro culturale”.

(ansa)

"Quando canzoni, film e sceneggiature vengono generati da algoritmi alimentati dalla creatività delle persone, rischiamo di cancellare il valore dell'ingegno umano, senza riconoscere nulla a chi ha prodotto i contenuti originali. Ma qui non è in gioco soltanto il futuro dello spettacolo. Sono in gioco la libertà e la democrazia" ha aggiunto Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo che rilancia: "In Europa dobbiamo intervenire per tutelare i creativi: nessun euro deve andare a opere generate da AI".

Agli Stati Generali ha preso parte anche il Movimento #siamoaititolidicoda che rappresenta molti lavoratori delle troupe dei set cinematografici. Anche per loro c'è in ballo il rinnovo del contratto di lavoro in un momento, spiega il portavoce, Dario Indelicato di grande incertezza: "Dopo tre anni di crisi, la categoria vive oggi uno dei momenti storici più fragili e critici di sempre. Tra ritmi insostenibili, una costante pressione psicologica sui set, la caduta verticale di tutele e diritti e un Contratto incredibilmente bloccato dal lontano 1999, la situazione è ormai giunta al limite della sostenibilità. A tutto questo si somma l'allarmante e imminente minaccia dell'IA, un'invasione tecnologica che rischia di colpire il settore in modo irreversibile".

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