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“Aveva 25 anni meno di me ma le dissi: Catherine sarò il padre dei tuoi figli”

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In questo brano, tratto dalla sua autobiografia “Una vita pazzesca” il divo racconta il primo incontro con sua moglie Catherine Zeta-Jones: “Avevo letto che le piacevano gli uomini maturi”
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Prima di allora non mi ero mai innamorato di una donna su uno schermo cinematografico. Ma poi vidi Catherine. Ero a casa di un amico, con papà e mamma, a guardare una proiezione in anteprima di La maschera di Zorro. Dopo mezz’ora, una donna straordinariamente bella apparve sullo schermo, perfettamente illuminata, con in mano un parasole. “Wow, chi è questa ragazza?” chiesi ad alta voce. “È incredibile.”

Il suo nome era Catherine Zeta-Jones. La sua grazia, la sua bellezza, il suo fascino, il modo in cui emergeva la sua personalità… Ti teneva col fiato sospeso. Dopo la fine del film, mio padre, mia madre e io non riuscivamo a parlare d’altro. Non avevo intenzione di fare nulla di più. Che diavolo, avevo venticinque anni più di lei! La cosa avrebbe potuto finire lì, finché non lessi un’intervista in cui Catherine diceva che le piacevano gli uomini maturi. Pensai: Ehi, ho una possibilità!

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Prima di allora non mi ero mai innamorato di una donna su uno schermo cinematografico. Ma poi vidi Catherine. Ero a casa di un amico, con papà e mamma, a guardare una proiezione in anteprima di La maschera di Zorro. Dopo mezz’ora, una donna straordinariamente bella apparve sullo schermo, perfettamente illuminata, con in mano un parasole. “Wow, chi è questa ragazza?” chiesi ad alta voce. “È incredibile.”

Il suo nome era Catherine Zeta-Jones. La sua grazia, la sua bellezza, il suo fascino, il modo in cui emergeva la sua personalità… Ti teneva col fiato sospeso. Dopo la fine del film, mio padre, mia madre e io non riuscivamo a parlare d’altro. Non avevo intenzione di fare nulla di più. Che diavolo, avevo venticinque anni più di lei! La cosa avrebbe potuto finire lì, finché non lessi un’intervista in cui Catherine diceva che le piacevano gli uomini maturi. Pensai: Ehi, ho una possibilità!

Qualche settimana dopo, mi trovavo in Francia al Deauville American Film Festival, per promuovere Delitto perfetto, un film di Andrew Davis dove recitavo con Gwyneth Paltrow, Viggo Mortensen e David Suchet. Quando arrivai in hotel, sfogliai la brochure del festival. La proiezione di La maschera di Zorro era prevista per la sera successiva al nostro film! Chiesi al mio addetto stampa Allen Burry di scoprire tre cose: Catherine sarebbe stata presente? In caso affermativo, sarebbe stata da sola? E se fosse stata da sola, le avrebbe fatto piacere bere qualcosa con me? Allen tornò con tre sì. Catherine sarebbe rimasta a Deauville solo per una notte perché il giorno dopo sarebbe partita per girare Entrapment in Scozia. Ma era d’accordo a condividere un drink veloce con me. (Solo più tardi Catherine mi avrebbe raccontato che quel giorno ero già passato accanto a lei nella hall. Stavo portando le mie mazze da golf in camera e non mi ero accorto che fosse lì. Lei si era girata verso suo fratello e aveva detto: “Non mi sembra così interessato a incontrarmi.” Ma se l’avessi vista, mi sarei fermato e l’avrei salutata!).

Finito il mio lavoro di promozione per Delitto perfetto – era l’ultima tappa del nostro tour – decisi che era ora di divertirsi. Ero al bar dell’hotel quando entrò Melanie Griffith, che conoscevo dai tempi di Vite sospese. Con lei c’erano il suo allora marito Antonio Banderas, protagonista di La maschera di Zorro, e… Catherine Zeta-Jones. Prendemmo un drink tutti insieme… e rimasi incantato da Catherine. Era intelligente, divertente, alla mano e, sì, di una bellezza mozzafiato. Sembrava anche molto determinata e sicura di sé. Non sapevo ancora che, prima di La maschera di Zorro, aveva recitato in una serie televisiva di grandissimo successo nel Regno Unito, The Darling Buds of May. Oltre a Entrapment, era già stata scritturata per Haunting – Presenze, diretto dal mio vecchio amico Jan de Bont.

Dopo il nostro drink, loro tre stavano per andare a mangiare un boccone per poi assistere alla proiezione del loro film. Augurai a tutti una buona serata. Poi Antonio mi chiese se volessi unirmi a loro per la cena. Guardai Catherine… e lei disse: “Certo, vieni con noi.” Dentro di me esultavo. Catherine e io eravamo seduti uno accanto all’altra. Più la conoscevo, più vedevo quanto fosse controllata e con i piedi per terra, e al tempo stesso coinvolta in ogni conversazione. Non sono sicuro di aver fatto la stessa impressione quella sera. Quando la cena finì e loro si stavano dirigendo verso la proiezione, le dissi che sarei tornato al bar. “È stato splendido conoscerti. Forse ci vediamo più tardi”.

Solo in quel bar sulla costa della Normandia, mi ubriacai. Un paio d’ore dopo, le porte si aprirono e vidi un miraggio. Era di nuovo Catherine e stava venendo verso di me. Stasera me ne va dritta una dopo l’altra! pensai. Catherine sedette e ordinò da bere con me. Adesso che eravamo da soli, scoprimmo quante cose avessimo in comune – dal compleanno, il 25 settembre, alla passione per il cinema, i viaggi e il golf. Continuammo a parlare fino a tarda notte. Rimasi ancora una volta colpito dalla sua intelligenza, dal suo senso dell’umorismo, dalla sua dedizione al lavoro… Ma sapevo che la mattina successiva doveva alzarsi presto, e la notte stava volando… L’accompagnai all’ascensore ma, invece di augurarle la buona notte, in un momento di follia me ne uscii con questa frase: “Sarò il padre dei tuoi figli”. Catherine mi guardò a lungo e poi mi disse: “Ho letto e sentito molte cose su di te, e immagino che sia tutto vero. Penso sia ora che io ti dica buona notte.” Poi entrò nell’ascensore e le porte si chiusero.

Ora, se anche non doveste credere a nient’altro di quello che vi racconto in questo libro, vi prego di credere a questo: quando dissi a Catherine che sarei stato il padre dei suoi figli, non era uno squallido mezzuccio per fare colpo. Era la verità. Perché, anche se la conoscevo da poche ore, in lei c’era qualcosa di completamente diverso. Era diversa da qualsiasi altra donna avessi mai incontrato. La sua magia andava oltre la bellezza. Ed ero certo, come non lo ero mai stato, che fosse la donna giusta.

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