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"I ponti di Sarajevo", tredici registi raccontano la Grande Guerra

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I ponti di Sarajevo è una tipica operazione da festival. Presentato a Cannes in quanto realizzato sotto l'ombrello produttivo-istituzionale del Centenario della Grande Guerra, è un assemblaggio di tredici brevi brani affidati ad altrettanti registi di ogni provenienza europea intorno al comune tema di Sarajevo: città dove scoccò la scintilla della Prima Guerra Mondiale con l'attentato del nazionalista Gavrilo Princip contro l'arciduca d'Austria rappresentante della monarchia asburgica percepita come occupante, e assunta a città simbolo, e martire, della storia del XX secolo e ponte tra est e ovest del continente europeo.

Accanto a quella del fuoriclasse Godard (suggestioni in libertà) figurano due firme bosniache, e una rispettivamente svizzera, francese, bulgara, ucraina, rumena, catalana, tedesca, portoghese. Spiccano, tra gli ermetismi di quasi tutti, i "corti" dei due italiani Leonardo di Costanzo e Vincenzo Marra. Il secondo sullo struggimento di una coppia bosniaca (ma lui musulmano e lei cristiana) che dopo vent'anni a Roma si confrontano sul tornare. E sul rivivere il dolore che si sono lasciati alle spalle.  

I PONTI DI SARAJEVO
Regia di Ursula Meier, Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild le Besco, Sergei Loznitsa, Vincenzo Marra, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde
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