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Nuzzo-Di Biase:“L’ironia ci ha salvato come coppia”

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Il duo comico, insieme da trent’anni, torna a teatro con “Totalmente incompatibili”. E confessano: “Sfruttare la diversità è un beneficio”
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ROMA – Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, trent’anni insieme: prima coppia nella vita, poi duo comico. La scorsa stagione tour sold out, ripartono oggi da Urbino con Totalmente incompatibili; altre 60 tappe (a gennaio, il 22, il 23 e il 24 li aspetta il Teatro Sistina). «L’ironia ci ha salvato la vita» dice lui «Ridere è un avamposto di libertà, fino a quando la gente ride si apre al mondo». Dalla Gialappa’s a Zelig, da Lol a Rip, Nuzzo, pugliese di Tricase e Di Biase, nata in Canada e trasferita in Molise, non cercano il punto di incontro. Studi a Bologna, lui al Dams, lei laureata in Matematica.

Siete un po’ Sandra e Raimondo?

Di Biase: «Magari, è un grande complimento. Comunque io sono Vianello. Amavo il suo cinismo, è nelle mie corde, sono più catt…

ROMA – Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, trent’anni insieme: prima coppia nella vita, poi duo comico. La scorsa stagione tour sold out, ripartono oggi da Urbino con Totalmente incompatibili; altre 60 tappe (a gennaio, il 22, il 23 e il 24 li aspetta il Teatro Sistina). «L’ironia ci ha salvato la vita» dice lui «Ridere è un avamposto di libertà, fino a quando la gente ride si apre al mondo». Dalla Gialappa’s a Zelig, da Lol a Rip, Nuzzo, pugliese di Tricase e Di Biase, nata in Canada e trasferita in Molise, non cercano il punto di incontro. Studi a Bologna, lui al Dams, lei laureata in Matematica.

Siete un po’ Sandra e Raimondo?

Di Biase: «Magari, è un grande complimento. Comunque io sono Vianello. Amavo il suo cinismo, è nelle mie corde, sono più cattivella. Corrado è un finto buono».

Nuzzo: «È la nostra coppia di riferimento, io sono Mondaini».

Corrado è un uomo risolto: gliene dice di tutti i colori e sorride.

Di Biase: «Lui sì, io lo sono meno. L’autoironia è la chiave di tutto, Corrado è zen: uno dei motivi per cui mi piaceva, è che mi placava».

Nuzzo: «A parte che mi sono venuti i capelli bianchi, amo tutto di Maria. Abbraccio anche i suoi difetti».

Prima di diventare compagni, è stata a lungo l’amante.

Di Biase: «Amante fissa. Iniziò così, non spingevo a essere la fidanzata. Cambiava le ragazze di continuo, io c’ero sempre. Feci una riflessione».

Debutto in coppia con la Gialappa. Come andò?

Nuzzo: «La Gialappa è stata una grande scuola, li abbiamo adorati, sceglievano le idee più malsane. In tv cercano sempre la mediazione, loro no. Più di 20 anni fa, Mortality show era la parodia di un reality in cui si vince la riesumazione: stavamo in due bare».

Poi “Zelig”.

Di Biase: «Un mix fra teatro e tv. Recitare agli Arcimboldi di fronte a tante gente è stato bellissimo».

Ora 60 date con “Totalmente incompatibili”.

Nuzzo: «Ci vuole un fisico bestiale e il cortisone per l’abbassamento della voce. In un momento in cui tutto è finto, il contatto a teatro è una magia».

Di Biase: «La gente ringrazia: “Sto attraversando un momento difficile, mi avete aiutato”».

Come lavorate?

Di Biase: «Scriviamo separati e rivediamo i testi, cosa fa più ridere. Insieme ci peggioriamo. Ho la laurea in Matematica, sto diventando discalculica. Siamo diversi e dobbiamo rimanerlo, siamo “totalmente incompatibili”, appunto. Sfruttare la diversità per noi è un beneficio».

È vero che discutete dal teatro fino al primo autogrill, poi pace?

Di Biase: «Ma certo. Se c’è stato un problema ci diamo cinque chilometri per capire come potevamo fare meglio uno sketch. Altrimenti diventa tutto pesante».

Maria ha fatto “Lol” da sola.

Nuzzo: «Tifiamo l’uno per l’altra».

Di Biase: «Tanto abbiamo il conto condiviso, l’altro è sempre presente come autore».

Cosa vi fa ridere?

Nuzzo: «Quando il pubblico non ride alle battute. Non abbiamo paura se si crea il gelo e deraglia lo spettacolo. Siamo più vigili».

Di Biase: «Ci sono comici che hanno timore, in scena cambia la storia».

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