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“Ore 14 sera”, Milo Infante a passi felpati sul luogo del delitto

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Multischermo / Il programma di Rai 2 spostato in prima serata cavalca l’interesse per i casi “top” di cronaca nera
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Il luogo simbolo ha un’inviata fissa sul posto e un nome da declamare: la roggia di Tromello. A sentirlo potremmo essere (vagamente) nel Trono di spade, la realtà è quella di un angolo di pura desolazione nelle brume della Lomellina. Ma è — forse — il luogo che custodisce i segreti di Garlasco e quindi vale tutto.

A Rai 2 forse si mangiano le mani per aver rinviato la messa in onda in prima serata di Ore 14, il talk crime-giudiziario condotto da Milo Infante che a quell’ora, quella del titolo, raduna ogni pomeriggio gli appassionati del genere. Il tentativo è stato varato l’altra sera ed è andata benissimo, dilatando a quasi tre ore le diatribe sui delitti “top” del nostro tempo. Il metodo targato Milo ha fama di essere più felpato e ragionato, ma per sincerarsene la fatica è improba e forse l’argomento non è così dirimente. Fatto sta che a 24 ore di distanza da Chi l’ha visto e a poche ore dalle Vite in diretta etc. è stato ancora Garlasco — e Pierina Paganelli eccetera — per tutta l…

Il luogo simbolo ha un’inviata fissa sul posto e un nome da declamare: la roggia di Tromello. A sentirlo potremmo essere (vagamente) nel Trono di spade, la realtà è quella di un angolo di pura desolazione nelle brume della Lomellina. Ma è — forse — il luogo che custodisce i segreti di Garlasco e quindi vale tutto.

A Rai 2 forse si mangiano le mani per aver rinviato la messa in onda in prima serata di Ore 14, il talk crime-giudiziario condotto da Milo Infante che a quell’ora, quella del titolo, raduna ogni pomeriggio gli appassionati del genere. Il tentativo è stato varato l’altra sera ed è andata benissimo, dilatando a quasi tre ore le diatribe sui delitti “top” del nostro tempo. Il metodo targato Milo ha fama di essere più felpato e ragionato, ma per sincerarsene la fatica è improba e forse l’argomento non è così dirimente. Fatto sta che a 24 ore di distanza da Chi l’ha visto e a poche ore dalle Vite in diretta etc. è stato ancora Garlasco — e Pierina Paganelli eccetera — per tutta la sera. È andata bene perché è bastato tornare sul luogo del delitto per superare di slancio la concorrenza dei talk politici che, poveri, si affannano, ma più o meno con gli stessi metodi usati sui crimini efferati. Non è mancata l’intemerata-sfogo (seppur con toni, come dire, felpati) di Milo Infante verso chi eccepisce. A Infante sfugge la differenza tra una pagina — su cinquanta, e con le informazioni dentro — e la quantità allucinante di ore televisive nelle quali il ballatoio-crime d’Italia si rispecchia in questi programmi di chiacchiere e ipotesi. Ma finché il gruppone di pubblico affezionato non schioda, ha ragione Milo. Piuttosto, visti i numeri effettivi, il dubbio concreto è che siano sempre gli stessi, che calibrano il proprio tempo televisivo peregrinando da un Ore 14 a un Chi l’ha visto a un Quarto grado, a una Vita in diretta e così via. Interessante, oppure inquietante. Ma che tutto il bailamme inutile venga preferito a una sana serie tv con il colpevole alla fine, rimane davvero incomprensibile.

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“Posso dire anch’io qualcosa di improbabile?” (Selvaggia Lucarelli, Ore 14 Sera).

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