Accordi, trattative, strategie. Il mistero sull’eredità di tà di Pippo Baudo non ancora accettata dai due figli, Tiziana e Alessandro, e dalla sua storica segretaria, Dina Minna, ruoterebbe intorno a come spartirsi il patrimonio di oltre 10 milioni di euro. Lo dicono gli amici più stretti e, con toni meno diretti, lo fa intendere il notaio Renato Carraffa che ha redatto il testamento del re della televisione italiana morto lo scorso 16 agosto. Supposizioni, indiscrezioni e chiacchiericcio che potrebbero anche essere stati già superati dalla realtà. Se, come dice il notaio Carraffa, di fronte al quale è stato aperto il testamento lo scorso 9 settembre, tutto questo parlare sull’eredità è «solo fumo». Non rivela quello che tutti si chiedono: a quanto ammonta davvero il patrimonio. Però spiega: «È un testamento semplicissimo. È possibile che gli eredi siano in una fase di trattativa per la suddivisione dei beni. Da me non sono venuti». E svela anche che «gli eredi potrebbero rivolgersi, …
Accordi, trattative, strategie. Il mistero sull’eredità di tà di Pippo Baudo non ancora accettata dai due figli, Tiziana e Alessandro, e dalla sua storica segretaria, Dina Minna, ruoterebbe intorno a come spartirsi il patrimonio di oltre 10 milioni di euro. Lo dicono gli amici più stretti e, con toni meno diretti, lo fa intendere il notaio Renato Carraffa che ha redatto il testamento del re della televisione italiana morto lo scorso 16 agosto. Supposizioni, indiscrezioni e chiacchiericcio che potrebbero anche essere stati già superati dalla realtà. Se, come dice il notaio Carraffa, di fronte al quale è stato aperto il testamento lo scorso 9 settembre, tutto questo parlare sull’eredità è «solo fumo». Non rivela quello che tutti si chiedono: a quanto ammonta davvero il patrimonio. Però spiega: «È un testamento semplicissimo. È possibile che gli eredi siano in una fase di trattativa per la suddivisione dei beni. Da me non sono venuti». E svela anche che «gli eredi potrebbero rivolgersi, per l’accettazione, a qualsiasi altro notaio o anche al tribunale». E chiarisce: «Non sono obbligati a informare me».
Tiziana e Alessandro Baudo
Il caso sulla successione, al momento bloccata, prende forma a tre mesi dall’apertura del testamento con l’ipotesi che il patrimonio sia ben più consistente. L’elenco dei beni del mattatore della televisione è lungo. Solo per 13 conduzioni del Festival di Sanremo avrebbe percepito 800 milioni come compenso (a edizione, ndr) e che a occhio e croce sono già più di 10 milioni. E poi, le case a Roma, i terreni nella sua terra d’origine, la Sicilia, e nel Lazio, lo studio da 7 vani in Prati dove per tutto il pomeriggio di ieri il telefono fisso è risultato fuori posto. Ma ci sono anche, tra i beni, le royalties sulla sua immagine, i diritti d’autore quando come paroliere scrisse da Donna Rosa a W le donne.
I beneficiari indicati dal popolare conduttore tv, scomparso a 89 anni, hanno preferito rimanere in silenzio. Non parla nemmeno Dina Minna, la fedele segretaria rimasta al suo fianco per quasi 40 anni e attaccata da Katia Ricciarelli per essere entrata nell’asse ereditario. Lo fa invece uno degli amici più stretti di Baudo, che non vuole vedere pubblicato il suo nome. Ha una convinzione: «Credo che gli eredi stiano stabilendo, in pieno accordo, i metodi per attuare il testamento, che indica le linee guida. Faccio un esempio, i diritti d’autore non si sa quanto frutteranno in futuro. Ci sono delle cose che si valutano con calma». L’amico del signore della tv è stato anche nella casa di via della Vite, nella quale Baudo è rimasto fino alla fine. In molti giornali viene descritta come una dimora di sei piani «ma c’è una stanza per piano - spiega lui - è una vecchia casa popolare e allora gli appartamenti erano di una stanza. All’ultimo piano c’è la cucina, a scendere camera da pranzo, bagno, stanze da letto. Pippo fece costruire una scala interna. Una casa faticosa ma che lui amava tanto». Ritorna poi sul punto del testamento: «Secondo me non c’è una lite tra gli eredi, stanno semplicemente valutando il valore economico che spetterà a ognuno di loro».