La sconfitta di Federer. Caro Roger, sono troppi quei 17 anni di differenza
Gianni Clerici , di GIANNI CLERICI
Tutti noi, che facciamo un mestiere differente dal tennista, abbiamo un modello che vorremmo superare o eguagliare, un modello che ammiriamo o arriviamo a odiare, se ce la facciamo oppure no. Il vincitore della semifinale di oggi, Stefanos Tsitsipas, emozionato fino alle lacrime dopo il suo successo su Roger Federer, ha detto a McEnroe di essersi immaginato di giocare come Federer da quando, a sei anni, l'ha visto in tv.
Non meno emozionato di lui pareva Mac, per una volta uscito dal proprio egocentrismo e in grado di identificarsi - forse assieme a entrambi i protagonisti, come mi disse suo padre John sr "Adesso vuol diventare il primo telecronista". Ma parlo della umana emozione di Mac, per non accennare alla mia, al fatto che abbia pensato, come tutti quelli che non hanno conosciuto Tilden, che Federer sia stato il primo tennista di tutti i tempi. E che per sconfiggerlo ci sia voluto il figlio di un allenatore che ha probabilmente creduto alla leggenda del tennista p…
Non meno emozionato di lui pareva Mac, per una volta uscito dal proprio egocentrismo e in grado di identificarsi - forse assieme a entrambi i protagonisti, come mi disse suo padre John sr "Adesso vuol diventare il primo telecronista". Ma parlo della umana emozione di Mac, per non accennare alla mia, al fatto che abbia pensato, come tutti quelli che non hanno conosciuto Tilden, che Federer sia stato il primo tennista di tutti i tempi. E che per sconfiggerlo ci sia voluto il figlio di un allenatore che ha probabilmente creduto alla leggenda del tennista p…
Tutti noi, che facciamo un mestiere differente dal tennista, abbiamo un modello che vorremmo superare o eguagliare, un modello che ammiriamo o arriviamo a odiare, se ce la facciamo oppure no. Il vincitore della semifinale di oggi, Stefanos Tsitsipas, emozionato fino alle lacrime dopo il suo successo su Roger Federer, ha detto a McEnroe di essersi immaginato di giocare come Federer da quando, a sei anni, l'ha visto in tv.
Non meno emozionato di lui pareva Mac, per una volta uscito dal proprio egocentrismo e in grado di identificarsi - forse assieme a entrambi i protagonisti, come mi disse suo padre John sr "Adesso vuol diventare il primo telecronista". Ma parlo della umana emozione di Mac, per non accennare alla mia, al fatto che abbia pensato, come tutti quelli che non hanno conosciuto Tilden, che Federer sia stato il primo tennista di tutti i tempi. E che per sconfiggerlo ci sia voluto il figlio di un allenatore che ha probabilmente creduto alla leggenda del tennista primo di tutti i tempi.
Ricordo, nel frattempo, che Stefanos mi era parso in grado di vincere la partita sin dal primo set che aveva perduto al tie-break, purché fosse riuscito a superare il complesso d'inferiorità che ha attanagliato, in questi ultimi anni, tutti gli avversari di Roger. Complesso costruito non solo sui suoi straordinari risultati, ma sui colpi, da quando anche il suo rovescio è migliorato, ed è diventato, se non proprio eguale al diritto e alla battuta, un colpo ammirevole, un colpo ormai insolitamente monomane, e capace di essere giocato anche slice, insieme anche a qualche drop. Aiutato infatti da simile rovescio, Federer è riuscito a imporsi in un primo set non troppo dissimile da quello di Stefanos, che è andato al tie-break, dopo esser stato in parità, e tre set point per Tsitsi, con un finale di 13-11 per Fed.
A questo punto, tutti, e anche lo Scriba, hanno ritenuto che Tsitsi avrebbe perduto, senza tener conto di un miglior rovescio ad una mano, e di una arrotata di diritto di un niente inferiore al diritto di Federer. Giungeva invece, con Federer in vantaggio 3-2, un gioco di 16 punti in cui il Divino avrebbe mancato 3 palle break, e il greco mostrato che il suo rovescio sopraffaceva quello dello svizzero per la grande naturalezza. Federer perdeva l'opportunità di due set di vantaggio, in un secondo tie-break, che riapparigliava da 0-3, ma smarriva 3 a 7.
Di qui, dopo più di un'ora di partita, Federer, se interrogato, avrebbe dovuto ammettere che 17 anni di differenza erano molti, forse troppi. Nell'ultimo game del set, quando si immaginava un nuovo tie-break, due diritti sbagliati, più una volè di rovescio affaticata, più un falco negativo, concedevano il break e il il set al giovane. Un altro tie-break avrebbe concluso questo match che avrebbe meritato un 5° set. Era di nuovo Federer a smarrirlo, come il secondo, e a lasciare il suo vincitore alle domande di Mac, insolitamente pronto a lasciare a Tsitsi il ruolo principale. Piangendo il ragazzone ricordava il suo culto per Roger, dall'età di 6 anni. E aggiungeva, forse a ragione, di ritenersi l'uomo più felice del mondo.
Non meno emozionato di lui pareva Mac, per una volta uscito dal proprio egocentrismo e in grado di identificarsi - forse assieme a entrambi i protagonisti, come mi disse suo padre John sr "Adesso vuol diventare il primo telecronista". Ma parlo della umana emozione di Mac, per non accennare alla mia, al fatto che abbia pensato, come tutti quelli che non hanno conosciuto Tilden, che Federer sia stato il primo tennista di tutti i tempi. E che per sconfiggerlo ci sia voluto il figlio di un allenatore che ha probabilmente creduto alla leggenda del tennista primo di tutti i tempi.
Ricordo, nel frattempo, che Stefanos mi era parso in grado di vincere la partita sin dal primo set che aveva perduto al tie-break, purché fosse riuscito a superare il complesso d'inferiorità che ha attanagliato, in questi ultimi anni, tutti gli avversari di Roger. Complesso costruito non solo sui suoi straordinari risultati, ma sui colpi, da quando anche il suo rovescio è migliorato, ed è diventato, se non proprio eguale al diritto e alla battuta, un colpo ammirevole, un colpo ormai insolitamente monomane, e capace di essere giocato anche slice, insieme anche a qualche drop. Aiutato infatti da simile rovescio, Federer è riuscito a imporsi in un primo set non troppo dissimile da quello di Stefanos, che è andato al tie-break, dopo esser stato in parità, e tre set point per Tsitsi, con un finale di 13-11 per Fed.
A questo punto, tutti, e anche lo Scriba, hanno ritenuto che Tsitsi avrebbe perduto, senza tener conto di un miglior rovescio ad una mano, e di una arrotata di diritto di un niente inferiore al diritto di Federer. Giungeva invece, con Federer in vantaggio 3-2, un gioco di 16 punti in cui il Divino avrebbe mancato 3 palle break, e il greco mostrato che il suo rovescio sopraffaceva quello dello svizzero per la grande naturalezza. Federer perdeva l'opportunità di due set di vantaggio, in un secondo tie-break, che riapparigliava da 0-3, ma smarriva 3 a 7.
Di qui, dopo più di un'ora di partita, Federer, se interrogato, avrebbe dovuto ammettere che 17 anni di differenza erano molti, forse troppi. Nell'ultimo game del set, quando si immaginava un nuovo tie-break, due diritti sbagliati, più una volè di rovescio affaticata, più un falco negativo, concedevano il break e il il set al giovane. Un altro tie-break avrebbe concluso questo match che avrebbe meritato un 5° set. Era di nuovo Federer a smarrirlo, come il secondo, e a lasciare il suo vincitore alle domande di Mac, insolitamente pronto a lasciare a Tsitsi il ruolo principale. Piangendo il ragazzone ricordava il suo culto per Roger, dall'età di 6 anni. E aggiungeva, forse a ragione, di ritenersi l'uomo più felice del mondo.