Eurolega, Partizan-Milano 75-80: Shields immarcabile, seconda vittoria per l'Armani
di Massimo Pisa , di Massimo PisaUscire vivi dall'inferno dei 19mila. Con il proprio marchio, la difesa, quella che lascia al Partizan di Obradovic 26 punti nella ripresa, dopo i 49 digeriti a fatica nel primo tempo. Lo squillo di Belgrado, zittendo le ugole della Stark Arena, è il primo vero graffio europeo dell'Armani di Ettore Messina, che batte la sua nemesi sul terreno della durezza mentale e della compattezza di squadra. Torna a brillare Shields, batte un vero colpo Davies e Pangos conferma il killer instinct, ma è tutta Milano a costruire l'impresa, ribaltando il meno 11 dell'inizio e il meno 9 al 33'09". Chi non segna difende, chi non brilla fa legna. "Abbiamo avuto un inizio terribile - spiega il coach milanese - in una grande atmosfera e subendo la loro aggressività. Ci siamo adattati con Davies in post basso e impattando la loro fisicità. I giocatori fatto un passo avanti, era importante dopo la sconfitta con Berlino". Soddisfatto anche Pangos:…
Uscire vivi dall'inferno dei 19mila. Con il proprio marchio, la difesa, quella che lascia al Partizan di Obradovic 26 punti nella ripresa, dopo i 49 digeriti a fatica nel primo tempo. Lo squillo di Belgrado, zittendo le ugole della Stark Arena, è il primo vero graffio europeo dell'Armani di Ettore Messina, che batte la sua nemesi sul terreno della durezza mentale e della compattezza di squadra. Torna a brillare Shields, batte un vero colpo Davies e Pangos conferma il killer instinct, ma è tutta Milano a costruire l'impresa, ribaltando il meno 11 dell'inizio e il meno 9 al 33'09". Chi non segna difende, chi non brilla fa legna. "Abbiamo avuto un inizio terribile - spiega il coach milanese - in una grande atmosfera e subendo la loro aggressività. Ci siamo adattati con Davies in post basso e impattando la loro fisicità. I giocatori fatto un passo avanti, era importante dopo la sconfitta con Berlino". Soddisfatto anche Pangos: "Qui si fatica pure a sentirci, ma siamo riusciti a reagire fino al 40'. Perdere capita, volevamo metterci la sconfitta alle spalle". E Shields, da uomo-squadra: "Volevamo fare una gran partita, ognuno ha dato un contributo".
Milano, a Belgrado inizio difficile
L'inizio ad handicap, costante di questo inizio stagione per l'Armani, la manda in buca dopo 4 minuti di estasi "grobara" (13-2), pompata dai lunghi di casa: straripante Lessort su Hines, chirurgico Leday su Melli, mentre la regia di Pangos fatica a innescare l'Olimpia. Un flash di Shields è il primo gesto di reazione, ma serve il cambio del centrocampo per ingranare: ordinato Hall, stellare Baron al tiro (21-17), e servono le prodezze di Madar e dell'altro ex Punter per conservare il vantaggio serbo (27-17) alla sirena. Eccessivo il passivo, pacchiano il deficit a rimbalzo, ma nel secondo quarto l'Armani fa vedere la sua faccia più cattiva. In difesa e nell'area dei bianconeri di Obradovic, dove Davies finalmente fa valere le sue movenze feline. Rientrata sul meno 1, l'Olimpia sbatte sulle riserve di talento dalla panchina di casa: Andjusic, tiratore di lungo corso, firma 9 punti in un amen, il rientro di Pangos non fa gioco e serve un jolly di Tonut, allo scadere, per contenere il passivo sul 49-41.
Shields immarcabile
Milano però è in partita, nonostante il 70% da tre avversario, ed è la più reattiva al rientro dagli spogliatoi. Costruisce addirittura il sorpasso, con una folata di gran carattere di Pangos (49-50) e le folate di uno Shields immarcabile. Dal meno tre, il Partizan reagisce con una nuova striscia di Leday, che ha qualcosa da dimostrare a coach Messina che gli preferì Melli: tocca quota 18 punti al 27' con 4/4 da tre e i serbi tornano su (59-55). Ma proprio Nick, tornato con Hines dalla panchina, gli stampa tripla e stoppata in faccia. E Baron, con tripla più fallo e tiro libero aggiuntivo, rilancia le azioni Armani sul più tre.
Armani, l'allungo decisivo
La partita ora è magnifica e Leday, alla quinta tripla, incendia la Stark Arena per l'ennesimo controsorpasso. Si ritorna al clima dei primi minuti e all'onnipotenza atletica di Lessort che inquina ogni attacco milanese: nei 4 minuti e mezzo di siccità l'Armani incassa un break da 12-0 che la rispedisce nella fossa del meno 9. Messina cambia i lunghi: Davies apre dalla lunetta e Voigtmann chiude il controparziale che spezza il sortilegio, gonfiato da Shields che punisce dall'angolo Nunnally (il peggiore degli ex). Riecco Milano a contatto (71-69), che va sbattere facendo a testate nell'area del Partizan - affollata come la metropolitana di Tokyo - ma ha il merito di riempire la propria, frenando l'emorragia difensiva. Shields dalla lunetta riporta in avanti i suoi, Melli si fa stoppare da Papapetrou la schiacciata del +3, ma adesso l'Armani fa valere la sua legge in difesa. Ancora Davies, sfruttando il bonus con i tiri liberi, per il 73-76 a 48". Ancora Tonut, uomo per le missioni speciali, forza una palla persa pesantissima di Andjusic. E riecco Pangos, che va al ferro per il 73-78 a 22", completando un allungo da 2-16 che ammazza i padroni di casa, che sprecano con Leday la tripla della speranza.
Il tabellino di Partizan-Milano
Partizan - Armani 75-80
PARTIZAN: Leday 23, Lessort 12, Madar 10
ARMANI: Shields 25, Davies 15, Pangos 12, Baron 10