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Aldo Serena, il doppio ex di Inter-Como: “Douvikas sempre lucido in area, Pio merita più cross”

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Intervista all’ex attaccante alla vigilia del match di San Siro
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Aldo Serena a 18 anni ha vestito la maglia del Como in Serie B, e con quella dell’Inter alla sua ex squadra ha segnato due gol. Su Sky, ha raccontato la vittoria dei nerazzurri a Rotterdam. «A San Siro l’Inter dovrà giocare così, alternando blocco basso e pressione alta, con umiltà e coesione. Il Como non perdona».

Cosa può mettere in difficoltà i nerazzurri?

«Da Cunha e compagni hanno un fraseggio corto che destabilizza, ti divide e ti spezza. Parte dal basso, poi interrompe la ragnatela dei passaggi per verticalizzare. Il portiere dell’Inter non dovrà sbagliare nelle uscite».

Il Como può fare il colpaccio?

«Fabregas ci proverà seriamente, anche perché contro l’Inter non ha mai vinto. È un allenatore illuminato. Un minuto dopo il 9-1 a Lens, già lavorava per far dimenticare ai suoi giocatori quel risultato eccezionale».

Prenderà esempio dal Milan nel derby?

«Non prenderà esempio da nessuno, ha la sua idea di calcio. Il Milan è stato bravo a sfruttare un’Inter sfilacciata».

Senza Laut…

Aldo Serena a 18 anni ha vestito la maglia del Como in Serie B, e con quella dell’Inter alla sua ex squadra ha segnato due gol. Su Sky, ha raccontato la vittoria dei nerazzurri a Rotterdam. «A San Siro l’Inter dovrà giocare così, alternando blocco basso e pressione alta, con umiltà e coesione. Il Como non perdona».

Cosa può mettere in difficoltà i nerazzurri?

«Da Cunha e compagni hanno un fraseggio corto che destabilizza, ti divide e ti spezza. Parte dal basso, poi interrompe la ragnatela dei passaggi per verticalizzare. Il portiere dell’Inter non dovrà sbagliare nelle uscite».

Il Como può fare il colpaccio?

«Fabregas ci proverà seriamente, anche perché contro l’Inter non ha mai vinto. È un allenatore illuminato. Un minuto dopo il 9-1 a Lens, già lavorava per far dimenticare ai suoi giocatori quel risultato eccezionale».

Prenderà esempio dal Milan nel derby?

«Non prenderà esempio da nessuno, ha la sua idea di calcio. Il Milan è stato bravo a sfruttare un’Inter sfilacciata».

Senza Lautaro, chi è il vero leader dei nerazzurri?

«Tecnicamente, Thuram. Sa far lievitare la squadra. Come leadership, Zielinski è molto importante. E poi c’è Mkhitaryan, esperto di calcio e di vita».

Pio Esposito ha segnato al Feyenoord. Douvikas è capocannoniere in Europa. Si aspetta che saranno decisivi?

«Pio sa fare benissimo alcune cose, meno bene altre. Per aiutarlo servono velocità sugli esterni e cross. Douvikas è lucido in area, cerca la profondità e non finisce in fuorigioco, perché i compagni lo servono al momento giusto».

Chivu e Fabregas sono giovani allenatori, cresciuti nel calcio in cui si gioca ogni tre giorni. È un vantaggio?

«A differenza dei colleghi più anziani, sanno usare i finali di partita anche per fare prove tattiche e dosare le energie, aiutati dai cinque cambi. E non se ne lamentano».

Chivu non ha parlato alla vigilia, Fabregas sì. Da uomo di comunicazione, che ne pensa?

«Ogni allenatore deve essere fedele al proprio carattere. Mi sembrano scelte coerenti con le rispettive personalità».

Quanto conta vincere oggi?

«Molto. L’Inter deve dimostrare ai tifosi e a se stessa che quella del derby non era la vera squadra. Per il Como sarebbe un altro passo nella crescita, e resterebbe attaccato alla vetta».

Al Como, nel 1979/80, giocò 18 partite. Che cosa ricorda?

«Mi dividevo fra studio e pallone. Quell’anno mi diplomai e capii che potevo davvero fare il calciatore. Come oggi, c’erano una dirigenza seria e le persone giuste in ogni ruolo. Ma eravamo una squadra lombarda, mentre questa è internazionale. Il patron era di Meda, oggi è indonesiano».

Con l’Inter ha segnato anche contro il Como.

«Sia al Sinigaglia sia a San Siro, nell’87/88. Vincemmo 1-0 con un mio tiro di controbalzo da fuori, alla Çalhanoglu».

Come finisce?

«Pronostici non ne faccio. Mi aspetto una partita divertente, in cui ciascuno farà valere le proprie idee, senza troppi calcoli».

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