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La Juventus ha una fifa viola. A Firenze finisce 2-2. Spalletti: “Affoghiamo in un bicchier d’acqua”

Bremer realizza la rete del definitivo 2-2 (reuters)

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Padroni di casa due volte in vantaggio e due volte ripresi. In rete Pellegrino, Woltemade, Njie e Bremer
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FIRENZE –Con certe squadre bisogna essere di bocca buona e accettare il fatto che tanti gol spesso dipendono da tanti sbagli, dai pasticci di due formazioni imperfette e costruite malissimo in estate, quasi come se chi ha tanti soldi da spendere (Paratici e Carnevali ne hanno avuti quasi più di tutti) giustificasse lo spenderli male, o quanto meno con trascuratezza. Vanoli e Spalletti si stanno arrangiando per dare comunque un senso a due gruppi complicatissimi da allenare e intanto daranno un tono rassicurante a questo 2-2, che permetterà loro di gestire la sosta senza nessuna crisi all’uscio e di lavorare ancora più a fondo su cosa poter sistemare. In ognuno dei quattro gol (Fiorentina due volte avanti e due volte ripresa) c’è stata la collaborazione decisiva delle difese (e anche di De Gea, su quello di Bremer), il pubblico s’è divertito perché la partita non ha mai preso una direzione scontata, vista l’incapacità di quasi tutti di dare continuità alle cose ben fatte. La Juve in ge…

FIRENZE –Con certe squadre bisogna essere di bocca buona e accettare il fatto che tanti gol spesso dipendono da tanti sbagli, dai pasticci di due formazioni imperfette e costruite malissimo in estate, quasi come se chi ha tanti soldi da spendere (Paratici e Carnevali ne hanno avuti quasi più di tutti) giustificasse lo spenderli male, o quanto meno con trascuratezza. Vanoli e Spalletti si stanno arrangiando per dare comunque un senso a due gruppi complicatissimi da allenare e intanto daranno un tono rassicurante a questo 2-2, che permetterà loro di gestire la sosta senza nessuna crisi all’uscio e di lavorare ancora più a fondo su cosa poter sistemare. In ognuno dei quattro gol (Fiorentina due volte avanti e due volte ripresa) c’è stata la collaborazione decisiva delle difese (e anche di De Gea, su quello di Bremer), il pubblico s’è divertito perché la partita non ha mai preso una direzione scontata, vista l’incapacità di quasi tutti di dare continuità alle cose ben fatte. La Juve in generale è stata superiore, ma negli ultimi spiccioli è stato Vicario a negare il 3-2 a Brescianini e Mastantuono. «Affoghiamo in un bicchier d’acqua», si è lamentato Spalletti, bersaglio del pubblico che ha più volte insultato i suoi genitori. Per accontentarsi, sarà essenziale non guardare la classifica o casomai limitarsi a definirla bruttarella, ma non ancora preoccupante.

Kolo Muani finalmente decisivo

La Juve ha cominciato con una rabbia che non le si vedeva da un po’, solo che al primo evento contrario ha preso gol per colpa del famigerato «castello» (non è la prima volta), cioè i migliori colpitori di testa ammucchiati a centro area, senonché spesso gli avversari lo attaccano dall’esterno, sfruttando il mismatch con un non colpitore: il corner di Pedro Gonçalves ha raggiunto Pellegrino sul lato più lontano dell’area e l’argentino, marcato velatamente da Woltemade, che sui colpi di testa ha la risolutezza di un gattino, ha incornato in solitudine e di prepotenza. Il pugnace Pellegrino è stata una delle richieste insoddisfatte di Spalletti nell’ultimo mercato estivo: qui e non solo qui s’è capito perché lo volesse tanto. Però Lucio si sta arrangiando in qualche modo anche con i suoi non centravanti, perché è stato Kolo Muani, che da attaccante esterno sta finalmente funzionando alla grande (in fondo è quello che faceva quando è arrivato a tanto così dal diventare campione del mondo), a trascinare i suoi fuori da una possibile ricaduta nella crisi.

La qualità superiore della Fiorentina

La Fiorentina ha ancora avuto una fase di superiorità, determinata dalla qualità pura dei suoi trequartisti (in quel settore, ne aveva di più della Juve), ma ha finito per dipendere troppo dall’intermittenza di Pedro Gonçalves, mentre al contrario la Juve ha martellato con insistenza la fascia destra, debolmente protetta da João Mario, con Kalulu, McKennie e Kolo Muani, fino a sfondare a colpi di picconate: lo scatto rabbioso del francese, sul quale Viery ha fatto diverse figure barbine, ha favorito la girata da centravanti (sul serio!) di Woltemade. Primo gol in campionato del tedesco e 1-1. La ripresa è andata più o meno nella stessa maniera: la Juve ha regalato un gol, lasciando tutto lo spazio del mondo a Jimenez per il cross e a Njie per la zampata, mentre in area ci si guardava attorno o si svirgolava, e la Fiorentina l’ha restituito quando De Gea s’è mollemente lasciato anticipare da Bremer sul corner di Douglas Luiz. I cambi hanno dato sostanza ed elettricità alla Juve, la Fiorentina è stata sul punto di sbandare ma ha dato gli ultimi due colpi d’ala. Però è giusto che sia finita così.

Fiorentina (4-3-3) De Gea 5, Jimenez 6.5, Dragusin 5.5, Viery 5, João Mario 5.5 – Ndour 5.5, Oulai 6.5 (20’ st Fagioli 6) – Mastantuono 6, Pedro Gonçalves 6.5 (20’ st Brescianini 6.5), Nije 7 (41’ st Gnonto sv) – Pellegrino 7.5 (41’ st Beto sv). All. Vanoli 6.

Juventus (3-4-3) Vicario 6.5 – Kalulu 6, Bremer 6, Lucumì 5 (44’ st Gatti sv) – McKennie 6 (33’ st Ekhator 6), Douglas Luiz 6.5, Koopmeiners 6, Cabal 5 (12’ st Celik 6) – Kolo Muani 7, Woltemade 6 (12’ st Zhegrova 6), Boga 5 (12’ st Alajbegovic 6). All. Spalletti 6.

Arbitro: Colombo 6. Reti: pt 4' Pellegrino, 32' Woltemade; st 9' Njie, 22' Bremer

Note: ammoniti Cabal, Bremer, Oulai, Spalletti, Kolo Muani. Spettatori 22.609.

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