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Juventus, l'ovazione dello Stadium invoca il ritorno di Del Piero

Del Piero saluta i tifosi della Juve (ansa)
I tifosi rivogliono una figura che incarni la storia bianconera come Boniperti o Bettega: quando la grande tempesta si sarà placata Alex e Juve torneranno a essere una cosa sola
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Non è ancora successo, non sta succedendo ma succederà. Alessandro Del Piero e la Juventus, una cosa sola per quasi vent'anni, torneranno a esserlo quando il quadro generale sarà più definito, e quando la grande tempesta si sarà placata. Non è questione di settimane e neppure di mesi, ma è questione. "Un capitano, c'è solo un capitano" ha cantato lo Stadium sabato sera, davanti al numero 10 che si è inchinato, ringraziando.

Del Piero come Boniperti

Sembrava una chiamata teatrale, la passerella dopo lo spettacolo, nel luogo di quell'indimenticabile addio. I tifosi della Juve rivogliono Del Piero, e rivogliono una figura che incarni la storia bianconera. Come ai tempi di Boniperti e Bettega, come Pavel Nedved, fatte le debite proporzioni. Ed è chiaro che Alessandro Del Piero, a parte Boniperti che pure superò in alcune voci statistiche, surclassa chiunque altro.

I tifosi vogliono un sim…

Non è ancora successo, non sta succedendo ma succederà. Alessandro Del Piero e la Juventus, una cosa sola per quasi vent'anni, torneranno a esserlo quando il quadro generale sarà più definito, e quando la grande tempesta si sarà placata. Non è questione di settimane e neppure di mesi, ma è questione. "Un capitano, c'è solo un capitano" ha cantato lo Stadium sabato sera, davanti al numero 10 che si è inchinato, ringraziando.

Del Piero come Boniperti

Sembrava una chiamata teatrale, la passerella dopo lo spettacolo, nel luogo di quell'indimenticabile addio. I tifosi della Juve rivogliono Del Piero, e rivogliono una figura che incarni la storia bianconera. Come ai tempi di Boniperti e Bettega, come Pavel Nedved, fatte le debite proporzioni. Ed è chiaro che Alessandro Del Piero, a parte Boniperti che pure superò in alcune voci statistiche, surclassa chiunque altro.

I tifosi vogliono un simbolo

Però bisogna essere chiari: Del Piero non è venuto a Torino per tornare alla Juve, non ora, ma per accompagnare i ragazzi della sua accademia calcistica americana, proprio com'era già accaduto qualche mese fa. Ora, però, il quadro societario bianconero si è totalmente rovesciato, in attesa di una stagione processuale, penale e sportiva che non promette di essere rapida né clemente. Se, l'altra volta, Del Piero aveva raggiunto Torino in una situazione juventina stabile, o almeno stabilizzata, ora anche Alessandro deve assistere alla gestione di una crisi mai vista dopo le dimissioni del presidente Andrea Agnelli, di Nedved e dell'intero consiglio di amministrazione. In questo momento, anche se è sempre John Elkann a dettare la linea, al vertice del club agisce un gruppo di tecnici e manager espressione più della finanza e della contabilità, non del calcio. Anche per questo i tifosi bianconeri chiedono un segno, un simbolo (però operativo, non di sola facciata) che possa costituire il ponte tra passato e futuro.

Del Piero, quando sarà verrà per decidere

Alessandro Del Piero ha carisma, competenze e stile juventino, anche se non ha esperienza manageriale. La maturerà a suo tempo, proprio come accadde a Pavel Nedved: e quando sarà ora, il più grande numero 10 della storia della Juve assieme a Sivori, Platini e Roberto Baggio non sarà solo la bandiera da far sventolare dalla balconata della tribuna, ma verrà per decidere. Il fatto che Andrea Agnelli non sia più alla guida del club potrà favorire il nuovo corso, visto che fu proprio il durissimo scontro di potere tra il presidente e il capitano a chiudere la stagione bianconera, e di fatto la carriera, di Alex. Con Agnelli al vertice, Del Piero non sarebbe tornato a Torino: questione di carattere, ombre, forze in campo e permalosità. Ma anche di opportunità.

Ora, John Elkann e il nuovo vertice juventino potrebbero, anzi potranno realizzare ciò che era scritto nel destino dall'istante in cui Del Piero salutò la Juve in quell'ultima esibizione allo Stadium, nel maggio 2012, quando la gara con l'Atalanta fu soltanto la cornice di uno storico momento: Del Piero, la gente e poi tutto il resto, risultato compreso.

L'investitura dello Stadium

L'apparizione del capitano durante Juventus-Verona ha rappresentato un momento dal forte valore simbolico ed emotivo: l'intero stadio, a nome di tutta la tifoseria bianconera sparsa per il mondo (parliamo di oltre 11 milioni di persone), ha formalizzato un'investitura che potrà essere certificata a livello ufficiale soltanto dalla proprietà del club, com'è ovvio, ma che proietta la sua immagine in modo concreto da subito. Non pensiamo che la proprietà e la dirigenza juventine possano ignorarlo. I prossimi mesi chiariranno il destino processuale e sportivo della squadra, e si renderà necessario l'arrivo di un nuovo uomomercato, il manager chiamato a rinforzare la Juventus. Come precisato da John Elkann, primo punto di riferimento della proprietà continuerà ad essere Massimiliano Allegri: toccherà a lui dettare la doppia linea, tra giovani talenti e campioni più esperti, per tornare al vertice del calcio italiano e ritentare la strada della Champions, Uefa permettendo. La sostenibilità dei conti, la presenza essenziale nelle competizioni europee e le trattative per acquisti, rinnovi contrattuali e cessioni segneranno la strada. Finché non sarà il momento di riaccogliere davvero Alessandro Del Piero, di nuovo a casa. Perché i commercialisti saranno anche utili, ma i fantasisti lo sono di più.