Inter-Frosinone 2-0: eurogol di Dimarco e rigore di Calhanoglu, Inzaghi torna in testa alla Serie A
di Franco VanniMILANO — Quello di Dimarco è un gol da golfista. Buca in un colpo su un campo par quattro. Il ragazzo al posto del piede sinistro ha un driver e lo ha liberato da 56,47 metri. La parte della bandierina in mezzo al green l’ha dovuta recitare il povero Turati, milanese come Dimarco, interista come Dimarco, e come lui cresciuto fra i campi delle giovanili nerazzurre e la curva nord. È stato visto e ripreso lo scorso maggio, mentre tifava a torso nudo all’Olimpico nella finale di Coppa Italia, e urlava i cori che dal campo proprio Dimarco scandiva al megafono. Una sorte perfida ha voluto che i due, Federico e Stefano, saranno per sempre uniti dal filmato di una delle reti più incredibili degli ultimi anni, segnata due minuti prima della fine del primo tempo, da dove di solito nemmeno si prova a lanciare i compagni, figuriamoci a tirare.
Dimarco, gol al Frosinone da 56,47 metri
La parabola impossibile è nata tre metri oltre la linea di centrocampo, in una fetta c…
MILANO — Quello di Dimarco è un gol da golfista. Buca in un colpo su un campo par quattro. Il ragazzo al posto del piede sinistro ha un driver e lo ha liberato da 56,47 metri. La parte della bandierina in mezzo al green l’ha dovuta recitare il povero Turati, milanese come Dimarco, interista come Dimarco, e come lui cresciuto fra i campi delle giovanili nerazzurre e la curva nord. È stato visto e ripreso lo scorso maggio, mentre tifava a torso nudo all’Olimpico nella finale di Coppa Italia, e urlava i cori che dal campo proprio Dimarco scandiva al megafono. Una sorte perfida ha voluto che i due, Federico e Stefano, saranno per sempre uniti dal filmato di una delle reti più incredibili degli ultimi anni, segnata due minuti prima della fine del primo tempo, da dove di solito nemmeno si prova a lanciare i compagni, figuriamoci a tirare.
Dimarco, gol al Frosinone da 56,47 metri
La parabola impossibile è nata tre metri oltre la linea di centrocampo, in una fetta cieca di prato schiacciata lungo la linea laterale, probabilmente la zolla della metà campo avversaria da cui la porta si vede peggio. Eppure Dimas, come lo chiamano, ha alzato la testa, ha visto il portiere fuori dai pali e ha liberato quel sinistro benedetto che tante gioie ha dato ai tifosi interisti. «Ho visto Dumfries, poi ho visto il portiere fuori: meno male che è entrata sennò prendevo tanti di questi fischi», ha spiegato Dimarco, ammettendo: «Uno dei miei gol più belli». Un piede che non è solo un piede, ma che come un coltellino svizzero, a seconda della bisogna, sa essere rasoio, cucchiaio o, appunto, bastone da golf. Legno uno. Uno a zero. E l’Inter, come una pallina scagliata nel cielo azzurro, vola di nuovo in testa, dopo il sorpasso prospettico della Juventus, ricacciata a meno due e prossima avversaria di campionato a Torino dopo la sosta delle nazionali.
Il rigore di Calhanoglu
A chiudere il conto ha pensato Thuram all’inizio della ripresa, facendosi stendere in area da Monterisi e concedendo a Çalhanoglu l’occasione di segnare dal dischetto il 2-0 al terzo minuto del secondo tempo. Fra i due gol, al netto del quarto d’ora di intervallo, sono passati cinque minuti. E col raddoppio per l’Inter è cominciata una passeggiata sul prato lunga un tempo. Il bello del golf, a sentire chi ci gioca, è anche quello: camminare a lungo e in santa pace. Unici veri elementi di disturbo sono stati un palo di Cheddira e una botta da fuori da Marchizza. Sconsolato Di Francesco: «Se Dimarco voleva tirare è un fenomeno. Abbiamo preso due gol particolari tra questo e un rigore così così».
Serie A e Champions, percorso perfetto
I nerazzurri dopo la 12ª giornata di campionato si ritrovano così primi da soli a 31 punti, eguagliando il record della stagione 2019/20 con Conte. La differenza è che quattro anni fa il primato arrivò dopo la sconfitta in Champions di Dortmund, questa volta invece impreziosisce la qualificazione agli ottavi arrivata con due giornate di anticipo. Inzaghi si gode lo spettacolo. Molto più che spettatore è stato il Frosinone, che si è difeso e ha attaccato, ha giocato e si è fatto rispettare. Ma quando l’Inter fa l’Inter è un problema per il Manchester City, come ha detto e scritto Guardiola. Figuriamoci per una neopromossa.
Il tabellino di Inter-Frosinone
Inter 2 (43’ pt Dimarco, 3’ st rig. Çalhanoglu)
Frosinone 0
Inter (3-5-2): Sommer 6.5 – Darmian 6.5, Acerbi 6.5, Bastoni 6 – Dumfries 6 (16’ st De Vrij 6), Barella 6.5, Çalhanoglu 7 (36’ st Sensi 6), Mkhitaryan 6.5 (25’ st Frattesi 6.5), Dimarco 8 (36’ st Augusto 6) – Thuram 7 (25’ st Arnautovic 6), Lautaro 6.5. All. Inzaghi 7.
Frosinone (3-4-2-1): Turati 6 – Monterisi 6, Okoli 5.5, Marchizza 6 – Lirola 5.5 (10’ st Ibrahimovic 6), Mazzitelli 6 (34’ pt Brescianini 6), Barrenechea 6 (37’ st Caso 6), Oyono 6 – Soulé 6.5, Reinier 6 (37’ st Jorge 6) – Cuni 5 (10’ st Cheddira 6.5). All. Di Francesco 6
Arbitro: Dionisi 5.
Note: ammonito Brescianini. Spettatori 70.816.