Inter
6 Martinez Si concede passaggi da funambolo senza rete e San Siro mormora. Bel riflesso su Nico Paz.
6.5 Akanji Difende sempre d’anticipo, come faceva ai tempi di Dortmund. Meno brillante in costruzione.
7 Bastoni Più del mancino educatissimo e della visione di gioco da playmaker, questa volta mette in mostra l’abilità di marcatore. Ed è tanta roba.
6.5 Augusto In totale controllo. Si concede un bel tiro da fuori, di quelli che di solito all’Inter vengono lasciati a Calhanoglu.
7 Spence Dopo avere brillato in Champions, si ripete in campionato: finalmente ecco il giocatore ammirato al Mondiale.
7 Barella Una furia in pressing, per togliere aria agli avversari e dare l’esempio ai compagni. Partita da capitano vero.
6.5 Calhanoglu Galleggia fra difesa e centrocampo, nella posizione che Guardiola a Manchester affidava a John Stones. Dalle sue parti non passa niente. Dal 35’ st Sucic sv
7 Zielinski Sfrutta la libertà tattica che Chivu gli concede. Ora è largo in fascia, ora sul fon…
Inter
6 Martinez Si concede passaggi da funambolo senza rete e San Siro mormora. Bel riflesso su Nico Paz.
6.5 Akanji Difende sempre d’anticipo, come faceva ai tempi di Dortmund. Meno brillante in costruzione.
7 Bastoni Più del mancino educatissimo e della visione di gioco da playmaker, questa volta mette in mostra l’abilità di marcatore. Ed è tanta roba.
6.5 Augusto In totale controllo. Si concede un bel tiro da fuori, di quelli che di solito all’Inter vengono lasciati a Calhanoglu.
7 Spence Dopo avere brillato in Champions, si ripete in campionato: finalmente ecco il giocatore ammirato al Mondiale.
7 Barella Una furia in pressing, per togliere aria agli avversari e dare l’esempio ai compagni. Partita da capitano vero.
6.5 Calhanoglu Galleggia fra difesa e centrocampo, nella posizione che Guardiola a Manchester affidava a John Stones. Dalle sue parti non passa niente. Dal 35’ st Sucic sv
7 Zielinski Sfrutta la libertà tattica che Chivu gli concede. Ora è largo in fascia, ora sul fondo a crossare. Il raddoppio interista nasce così. Dal 28’ st Mkhitaryan 6 Ordine e ragionamento.
6 Dimarco Spreca una marea di occasioni sotto porta. Bravo a essere sempre lì, ma la mira non c’è. Dal 43’ st Diouf sv
7 Esposito Duello perpetuo con Ramon, da calcio antico. Alla prima distrazione dello spagnolo, scivola via e segna da un metro. Dal 28’ st Bonny 6 Voglia matta di segnare.
7.5 Thuram Senza Lautaro tocca a lui portare su la squadra, nella pratica e in metafora. Sempre più bomber e sempre più leader. Dal 43’ Pavard sv
7 All. Chivu Il 3-5-2 nerazzurro si conferma la Kriptonite del Como di Fabregas. Bastoni centrale su Douvikas è una scommessa vinta.
Como
6 Sanchez Prende due gol da un passo, che compensa con un paio di parate più belle che difficili.
5 Valle Un rinvio da calcetto del giovedì diventa l’assist per il raddoppio di Thuram. Dal 29’ st Kaiki 6 Tanta corsa.
5 Kempf Ingaggia un duello pericoloso con Barella, a suon di pedate, e ha quasi sempre la peggio.
5 Ramon Esce malconcio dalla sfida fra pesi massimi con Pio Esposito. La sua peggiore prestazione della stagione.
5.5 Couto Spence ha un altro motore. Quando riesce a contenerlo è solo perché è l’inglese a frenare. Dal 29’ st Liberali 6 Tiene la posizione.
5 Perrone In avvio perde un pallone semplice, come non gli capita quasi mai di fare. È la prima crepa nel muro del Como. Dal 1’ st Ricci 6 Occupa la stessa zolla del compagno, ma con più autorevolezza.
5.5 Milla Funziona solo quando anche Perrone è in forma, come certi compagni di doppio dei grandi tennisti.
6 Nico Paz Veste la 10 con spirito di servizio, non come privilegio. Recupera palloni davanti alla propria area, e sono sue le poche occasioni del Como.
5 Da Cunha Zielinski dovrebbe essere suo, ma non sa dove cercarlo. Soffre più di altri l’avvio dell’Inter: smarrito, non capisce i passaggi di Nico Paz. Dal 29’ st Caqueret 5.5 Non incide.
5 Baturina Finora lo avevamo visto vigoroso o stanco, più o meno efficace, ma distratto mai. C’è sempre una prima volta. Dal 1’ st Smolcic 6 Pendolo fra fascia e centro del campo.
5 Douvikas È lui a stare vicino al proprio marcatore, come un tempo faceva Shevchenko. La differenza è che poi il campione ucraino riusciva a scappare.
5.5 All. Fabregas Dopo due stagioni abbondanti in Serie A non ha ancora trovato il codice per decriptare il 3-5-2 dell’Inter.
6 Arbitro Chiffi Partita correttissima, anche oltre la logica, vista la posta in gioco. I giocatori lo aiutano a non sbagliare.