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Fabregas: “L’Inter è la migliore, ma il Como è già andato vicino a batterla”

Cesc Fabregas 

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Dopo sei vittorie consecutive, la squadra del tecnico spagnolo cerca l’impresa a San Siro. “Non siamo ancora una grande squadra. Arteta è il mio modello”
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Mozzate – “L’Inter è la squadra più forte d’Italia, con un certo margine sulle altre. Noi siamo giovani, abbiamo un’età media di 24 anni. Loro hanno vinto campionato e Coppa Italia e giocato due finali di Champions negli ultimi quattro anni. Hanno grandissimi campioni, noi stiamo cercando di formarli”. Cesc Fabregas presenta così la trasferta del Como a San Siro, dopo la serie di sei vittorie consecutive, conclusa con il 9-1 a Lens: “Contro l’Inter sarà un test per capire quanto siamo lontani da loro. Nelle ultime tre sfide siamo andati vicini a batterli, ma quando alzano il livello sono troppo forti. Vogliamo fare una sorpresa, perché no?”.

Il derby come modello

Fabregas, che nell’estate del 2025 Marotta avrebbe voluto sulla panchina nerazzurra, ha studiato la v…

Mozzate – “L’Inter è la squadra più forte d’Italia, con un certo margine sulle altre. Noi siamo giovani, abbiamo un’età media di 24 anni. Loro hanno vinto campionato e Coppa Italia e giocato due finali di Champions negli ultimi quattro anni. Hanno grandissimi campioni, noi stiamo cercando di formarli”. Cesc Fabregas presenta così la trasferta del Como a San Siro, dopo la serie di sei vittorie consecutive, conclusa con il 9-1 a Lens: “Contro l’Inter sarà un test per capire quanto siamo lontani da loro. Nelle ultime tre sfide siamo andati vicini a batterli, ma quando alzano il livello sono troppo forti. Vogliamo fare una sorpresa, perché no?”.

Il derby come modello

Fabregas, che nell’estate del 2025 Marotta avrebbe voluto sulla panchina nerazzurra, ha studiato la vittoria del Milan sull’Inter: “Il Milan ha fatto tante cose bene, soprattutto ha segnato due gol praticamente nelle prime due occasioni. Ma contro l’Inter non basta andare sul 2-0: Roma, Napoli e Udinese lo hanno fatto, senza riuscire a vincere. Questo dimostra la loro forza offensiva”. Il Como dovrà quindi essere cinico: “Se avremo quattro occasioni, dovremo segnare due gol. Perché loro con quattro occasioni uno o due gol te li fanno sicuramente”.

Thuram, un problema per tutti

Senza Lautaro, ancora fermo per infortunio, il pericolo principale sarà Thuram: “È fantastico. Forte, veloce, attacca la profondità, viene incontro, difende bene. Come si ferma? Non lo so, come non so come si fermi Lewandowski. Serve una prestazione perfetta, con l’aiuto di tutti, non solo dei difensori”. Il Como dovrà però mantenere la propria identità: “Se pensiamo soltanto all’Inter diventa praticamente impossibile”.

Arteta, l’esempio da seguire

Fabregas racconta il rapporto con Mikel Arteta, tecnico dell’Arsenal campione d’Inghilterra: “Quando mi chiesero di allenare il Como, lo chiamai. Non sapevo se fossi pronto. Mi diede un consiglio importante e la fiducia per accettare”. Il club dei Gunners è il suo modello: “Arteta è una grande ispirazione. Il club ha avuto pazienza anche quando arrivava ottavo, nei momenti di tensione. Oggi è un esempio di visione, idee chiare e unità tra allenatore, presidente e direttore sportivo. Nel calcio di oggi manca la pazienza”.

Fabregas non prende più ammonizioni

Il tecnico catalano riconosce la propria crescita: “Mi sento molto più forte nel preparare e leggere le partite. Sono molto più tranquillo in panchina, quest’anno non ho preso nemmeno un’ammonizione. Prima avevo tensione e nervosismo, normali quando inizi”. Anche giocare ogni tre giorni lo ha trasformato: “Mi ha cambiato la vita, come a tutto lo staff. Ma una vittoria o una sconfitta non cambiano il mio giudizio. Vogliamo diventare una grande squadra, ancora non lo siamo. Servono umiltà ed equilibrio”.

Due assenti e due giovani convocati

Oltre ai lungodegenti, Kean compreso, contro l’Inter nel Como mancheranno Chalobah e Assane Diao. Fabregas non vuole rischiare quest’ultimo: “Potrebbe giocare cinque, dieci, quindici minuti, ma sarebbe una forzatura. Ci sono ancora quaranta partite, meglio recuperarlo bene”. Convocati invece i giovani Papaccioli e De Paoli. Sul primo, già utilizzato in Champions: “È un martello, ha una mentalità straordinaria. In allenamento gli ho chiesto di fare l’attaccante e ha corso come un pazzo. I giovani devono sfruttare ogni occasione per dimostrare il proprio valore”.

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