✕

Ferrari ridimensionata dopo Gedda. Vasseur: "Non prendiamoci in giro, dobbiamo cambiare"

Il team principal Ferrari Fred Vasseur (ansa)
Le rosse ridotte a quarta forza del Mondiale dopo una gara incolore in Arabia Saudita. Il team principal: "Non basta parlare, la macchina va sul giro secco, ma non riusciamo a estrarne il potenziale in gara". Leclerc: "Non sono sorpreso, c'è tanto lavoro da fare"
2 minuti di lettura

"Non prendiamoci in giro". Fred Vasseur usa un'espressione ancora più colorita, di cui posi si scusa. Ma la sostanza non cambia per il team principal della Ferrari dopo il gp di Gedda che ha reso la rossa la quarta forza in campo persino dietro le strampalate Mercedes: "In questo momento dobbiamo sapere dove stiamo andando e cosa stiamo sbagliando. Ma non possiamo prenderci in giro. Dobbiamo cambiare qualcosa dopo aver capito gli errori e continuare a spingere. Non basta parlare, perché non saremmo certo più veloci".

Ferrari ridimensionata

La SF-23, che nelle sensazioni prestagionali si candidava a un passo avanti rispetto al 2022, e dunque a vincere i titoli, è stata violentemente ridimens…

"Non prendiamoci in giro". Fred Vasseur usa un'espressione ancora più colorita, di cui posi si scusa. Ma la sostanza non cambia per il team principal della Ferrari dopo il gp di Gedda che ha reso la rossa la quarta forza in campo persino dietro le strampalate Mercedes: "In questo momento dobbiamo sapere dove stiamo andando e cosa stiamo sbagliando. Ma non possiamo prenderci in giro. Dobbiamo cambiare qualcosa dopo aver capito gli errori e continuare a spingere. Non basta parlare, perché non saremmo certo più veloci".

Ferrari ridimensionata

La SF-23, che nelle sensazioni prestagionali si candidava a un passo avanti rispetto al 2022, e dunque a vincere i titoli, è stata violentemente ridimensionata dalle prime due piste dell'anno. Zero podi. Problemi di affidabilità (le centraline rotte di Leclerc in Bahrain), entrambi i motori cambiati a Gedda. Ma non è solo questo: è che la macchina è lenta. Consuma le gomme più dure in modo anomalo. E se al Sakhir questo poteva essere attribuito a un asfalto particolarmente aggressivo, in Arabia Saudita le condizioni erano totalmente all'opposto. Anzi: in Arabia Saudita si attendeva la riscossa su una pista favorevole alle rosse. Invece la Ferrari, pur competitiva sul giro secco con Leclerc (2°, poi costretto alla penalità di 10 posizioni per passaggio alla terza centralina), in gara non ha retto il passo degli altri. Non solo delle Red Bull che corrono su un altro pianeta dando almeno un secondo a giro a tutti, ma neanche contro le Aston Martin e persino contro le zoppicanti Mercedes. Carlos Sainz un mesto 6° posto (perse due posizioni rispetto al via), Charles Leclerc 7° dopo una rimonta dal 12° ma senza poter fare di più. Il monegasco, nervoso anche in gara per un ritardo di comunicazione col muretto in occasione della safety car, è piuttosto sconsolato: "Non sono sorpreso che siamo quarta forza, c'è tanto lavoro da fare".

Vasseur: "Non riusciamo a estrarre il potenziale dalla macchina"

La Ferrari deve rivedere le sue ambizioni? E cercare di rimanere aggrappata a posizioni di ripiego? Oppure osare un cambio radicale di progetto? Oltre a essere un processo lungo (ma dopo l'Australia ci sarà un mese di pausa), non è così scontato. La Mercedes, che ha perdurato nel peccato originale del concetto 2022, palesemente sbagliato, è da più di un anno a caccia di correzioni. E ora pare che non bastino più, quasi di certo tra qualche gran premio vedremo una versione rivoluzionata della loro macchina, più simile a quella degli altri. Quanto alla Ferrari, Vasseur continua a difendere la filosofia alla base della SF-23: "Non credo sia un problema di concetto progettuale della macchina, altrimenti non si spiega perché siamo veloci in qualifica. Il fatto è che in gara il distacco con gli altri è grande, il passo con le gomme dure è inaccettabile. Il potenziale della macchina è buono ma non riusciamo a estrarlo".

"Chiederò agli ingegneri di non raccontarci balle"

Non fa più parte della squadra il capo progetto veicolo, lo spagnolo David Sanchez, che si è dimesso dopo il Bahrain anche se il suo passo indietro era già programmato (destinazione McLaren). Il suo ruolo è stato rilevato dall'aerodinamico Diego Tondi. Vasseur, che ha allontanato le voci di altre uscite nei ruoli top, compresa quella di Laurent Mekies, il racing director ("E' e rimarrà un pilastro del team"), ora però dal gruppo dei tecnici, che ha ereditato dalla gestione Binotto insieme alla stessa macchina (il francese ha preso le redini del team il 9 gennaio scorso), pretende non solo spiegazioni ma soluzioni: "Cosa chiederò agli ingegneri? Di non raccontarci balle. Dobbiamo capire perché non andiamo bene e dove sbagliamo, cambiare, spingere". Non c'è più tempo per illudersi.