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MotoGp, il dilemma Ducati: un poker di campioni, ma non c'è posto per tutti

Enea Bastianini (afp)
Porgo Panigale deve decidere i piloti della squadra ufficiale del prossimo anno: Bagnaia sicuro, si giocano il posto Bastianini - tre vittorie finora - Martin e Miller. Talento, lealtà, fortuna, empatia, ambizione, equilibrio. E gli interessi degli sponsor. Tante tessere da incastrare
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Quattro campioni nel box, ma i posti nella squadra ufficiale del prossimo anno sono solo 2: uno se lo è già preso Bagnaia, e allora chi sarà il suo compagno per le prossime stagioni di MotoGP? Il riminese Bastianini, lo spagnolo Martin oppure l'australiano Miller? Non c'è più molto tempo: entro la fine di giugno la Ducati deve decidere il suo futuro. Talento, lealtà, fortuna, empatia, ambizione, equilibrio. E gli interessi degli sponsor. Quante tessere da incastrare, nel delicato mosaico di Borgo Panigale.

Reduci dal 3° successo della 'Bestia' - e con la vittoria di Bagnaia a Jerez fanno 4 vittorie Rosse nelle prime 7 gare -, vorrebbero solo concentrarsi sul prossimo appuntamento MotoGP: alla fine del mese si corre al Mugello, il cortile di casa. E' una grande occasione per confermare la superiorità della moto italiana, che insegue il titolo piloti da 15 anni. Però ci sono anche delle scelte decisive da f…

Quattro campioni nel box, ma i posti nella squadra ufficiale del prossimo anno sono solo 2: uno se lo è già preso Bagnaia, e allora chi sarà il suo compagno per le prossime stagioni di MotoGP? Il riminese Bastianini, lo spagnolo Martin oppure l'australiano Miller? Non c'è più molto tempo: entro la fine di giugno la Ducati deve decidere il suo futuro. Talento, lealtà, fortuna, empatia, ambizione, equilibrio. E gli interessi degli sponsor. Quante tessere da incastrare, nel delicato mosaico di Borgo Panigale.

Reduci dal 3° successo della 'Bestia' - e con la vittoria di Bagnaia a Jerez fanno 4 vittorie Rosse nelle prime 7 gare -, vorrebbero solo concentrarsi sul prossimo appuntamento MotoGP: alla fine del mese si corre al Mugello, il cortile di casa. E' una grande occasione per confermare la superiorità della moto italiana, che insegue il titolo piloti da 15 anni. Però ci sono anche delle scelte decisive da fare: col rischio di pregiudicare i prossimi risultati. Che rompicapo.

La "cantera" Rossa e i suoi gioielli

Due anni fa la Ducati ha chiuso con l'italianissima coppia formata da Dovizioso (per 3 stagioni in lotta con Marquez per il titolo, sempre sconfitto) e Petrucci, arrivato al posto di Lorenzo, fuoriclasse costato una montagna di soldi ma di fatto una delusione. Facendo attenzione al bilancio, la Rossa ha investito somme relativamente modeste per assicurarsi alcuni giovani di sicuro talento: per la squadra ufficiale ha scommesso su Bagnaia e Miller, inserendo Martin e Bastianini più Marini, fratello di Valentino Rossi, nei team satellite. L'australiano ha vinto 2 gp nella prima parte del campionato passato, Pecco è stato impressionante (4 gp) nel finale. Però il titolo è andato a Quartararo. All'inizio di questa stagione, Bagnaia era dato come favorito numero uno: per ora è andata male, dopo un inizio sofferto il piemontese ha pregiudicato il trionfo di Jerez cadendo malamente domenica scorsa sul circuito Bugatti. Ora insegue a -46, non può più sbagliare. Miller è stato un po' discontinuo, come purtroppo gli capita spesso. Martin ha sgranato un rosario di capitomboli, non è al meglio fisicamente. Marini è veloce ma troppo alto, nel box della squadra (la Vr46 del Doc) cercano ancora una soluzione aerodinamica. E Bastianini? Ha esordito con la vittoria notturna in Qatar, si è ripetuto in Texas e domenica a Le Mans: che campione. Peccato abbia pasticciato nelle altre gare e sia caduto in Portogallo. Ma smettetela di dire che corre con la Ducati più 'vecchia' del paddock.

Bastianini, la moto 'vecchia' è una bugia

Enea effettivamente corre con la Gp21 usata nella stagione passata da Bagnaia, però attenzione: ha ricevuto delle novità tecniche che hanno fatto crescere la moto, mentre le Gp22 (usate da Pecco, Miller, Martin, Zarco, Marini) hanno fatto un passo indietro rispetto alle evoluzioni più recenti, che non hanno del tutto convinto. Insomma: tra la moto della 'Bestia' e quella di Bagnaia non c'è tutta questa differenza, anzi. E poi, il pilota di Rimini da quest'anno corre con il team Gresini, una squadra coi fiocchi superbamente gestita da Nadia Padovani, la vedova di Fausto: può contare su 2 tutor del calibro del capotecnico Alberto 'Pigiamino' Giribuola e il telemetrista Dario Massarin, che avevano già fatto la fortuna di Dovizioso. Carlo Pernat, iconico manager di Bastianini, confessa: "Con la Ducati abbiamo già raggiunto un accordo tra gentiluomini per i prossimi 2 anni: ci daranno una moto factory, il meglio a disposizione, e manterremo i tecnici attuali. Sarà Borgo Panigale a decidere se promuoverci nella squadra ufficiale o meno". Il mosaico comincia a comporsi.

Jack Miller, addio alla Ducati ufficiale

Cominciamo a togliere una tessera: Jack Miller. L'australiano, 27 anni, è un pilota coi fiocchi. E un ragazzo onesto, di cui ci si può fidare. Ha vinto, non abbastanza. Gli manca continuità, e non ci sarà posto per lui nella squadra Ducati del 2023. "Mi piacerebbe continuare con lui a fianco. Sono 4 anni che siamo insieme, c'è una grande amicizia e una collaborazione che ci ha permesso di crescere": l'appello sincero di Bagnaia non sarà raccolto. L'offerta segreta di Borgo Panigale è un contratto annuale in un team satellite come Pramac, che lo accoglierebbe a braccia aperte: ma il manager del Canguro, Aki Ajo, ha buoni rapporti con Ktm ed è possibile che Jack si accordi presto con la casa austriaca. Decisione comprensibile: offrono di più, e per 2 stagioni. Insomma, per un posto rimangono in due.

Martin con Pecco, la Bestia resta in azzurro Gresini?

Uno è Martin, che ha dimostrato di essere incredibilmente veloce vincendo in Austria lo scorso anno e collezionando pole. Però cade un po' troppo spesso, come ieri. Ha dei problemi fisici, che conta di risolvere presto. Piace moltissimo a Gigi Dall'Igna. E se fosse lui, il futuro compagno di Pecco? Domenica, le parole di Bastianini dopo il traguardo ("Volevo fare innervosire Bagnaia e ci sono riuscito") non sono piaciute troppo ai vertici della Rossa: che vuole dei piloti vincenti e pronti a darsi battaglia tra loro, però in un clima sereno. Pecco è un ragazzo sensibile, potrebbe soffrire l'esuberante riminese. Meglio lasciare l'effervescente Bastianini nel "nido" del team Gresini, col massimo delle garanzie dal punto di vista tecnico? Lo sapremo presto. Gli sponsor pagano per avere i migliori, vietato sbagliare. Di sicuro, molte indicazioni arriveranno dalla gara del 29 maggio, al Mugello: con le Yamaha tradizionalmente in difficoltà sulla pista toscana, Marquez in evidente crisi sulla Honda, le Suzuki in pieno marasma, sembra proprio che sarà una sfida tutta tra ducatisti. Con un doppio tesoro in palio.