ROMA – “Fino alla fine”, scrive “Lollo” a fine partita sulla lente della telecamera che lo inquadra. Ieri sera si è guadagnato un posto speciale, nel cuore dei tifosi italiani. Non è solo per la vittoria sul numero 2 del mondo, Sascha Zverev, che lo proietta verso una suggestiva semifinale con Carlos Alcaraz, in programma venerdì. È stato il modo in cui è arrivata. Con una prima frazione avventurosa e bellissima, perduta e ritrovata, nel corso del quale Musetti ha annullato 4 set point al tedesco prima di annichilirlo tra smorzate e passanti, in un esaltante tie-break. Sotto 40-0, e poi vantaggio Zverev, ha aggredito il servizio dell’altro, campione in carica: non con l’incoscienza di chi non ha più nulla da perdere, ma con il coraggio del campione certo della propria qualità. Lorenzo ne ha da vendere, di qualità. Il rovescio a una mano, roba da specie in via di estinzione: sono rimasti solo in tre, nel circuito, ed eseguirlo (lui, Tsitsipas e Dimitrov). La palla corta, il pallonetto.…
ROMA – “Fino alla fine”, scrive “Lollo” a fine partita sulla lente della telecamera che lo inquadra. Ieri sera si è guadagnato un posto speciale, nel cuore dei tifosi italiani. Non è solo per la vittoria sul numero 2 del mondo, Sascha Zverev, che lo proietta verso una suggestiva semifinale con Carlos Alcaraz, in programma venerdì. È stato il modo in cui è arrivata. Con una prima frazione avventurosa e bellissima, perduta e ritrovata, nel corso del quale Musetti ha annullato 4 set point al tedesco prima di annichilirlo tra smorzate e passanti, in un esaltante tie-break. Sotto 40-0, e poi vantaggio Zverev, ha aggredito il servizio dell’altro, campione in carica: non con l’incoscienza di chi non ha più nulla da perdere, ma con il coraggio del campione certo della propria qualità. Lorenzo ne ha da vendere, di qualità. Il rovescio a una mano, roba da specie in via di estinzione: sono rimasti solo in tre, nel circuito, ed eseguirlo (lui, Tsitsipas e Dimitrov). La palla corta, il pallonetto. L’eleganza, l’imprevedibilità. Con questo ragazzo, non ci si può annoiare mai. Questa volta, poi. Nel tie-break ha lasciato all’avversario un solo punto. Zverev è uno di quei campioni assoluti – a 19 anni aveva battuto sull’erba un certo Federer – che se non ha mai vinto uno Slam, qualche problema ci deve essere: ancora scosso dal recupero di “Lollo”, il tedesco sul 4-4 del secondo set ha ceduto il servizio. Musetti ha chiuso game, set e partita con una strepitosa volée.
Musetti: “Orgoglioso di avere così tanta gente che mi ama”
"Una partita veramente lottata, tiratissima sono riuscito a restare lì sino alla fine. Come si fa su questa superficie, la terra: lottando sino all’ultimo respiro", ha spiegato al termine dell’incontro. "Sono orgoglioso di avere così tanta gente che mi ama e mi supporta. E di aver staccato il biglietto per le semifinali". Ha spiegato di essere stato in difficoltà all’inizio. "Ma poi ho ritrovato efficacia nel servizio, tornando in partita".
La terza semifinale sulla terra rossa
C’erano tre precedenti, tra i due: 2-1 per Musetti. “Lollo” era arrivato qui a Roma dopo esser entrato per la prima volta nella Top10 (numero 9) e con l’obiettivo di restarci a lungo. Meglio: di continuare in questa irresistibile crescita. Per la terza volta consecutiva, dopo Montecarlo e Madrid, ha raggiunto le semifinali di un torneo sulla terra rossa. Nel Principato, che poi è casa sua – vive lì con la compagna Veronica e il piccolo Ludovico, 14 mesi – aveva perso in finale da Alcaraz: ‘Carlitos’ nel pomeriggio ha superato in due set (6-4, 6-4) a modo suo, e cioè con alcuni colpi di straordinaria bellezza ed efficacia, però pure con le solite amnesie, il britannico Draper.
Paolini contro l’americana Stearns
Jasmine e Sara, Sara e Jasmine: ancora loro, la coppia perfetta. I consigli di Errani hanno fatto ritrovare calma e lucidità alla Paolini, che giovedì alle 15 nella semifinale del singolare affronta l’americana Stearns. Mercoledì le due hanno superato in doppio e sempre al super tie-break, come nel match precedente, il duo Gauff-Eala: giocheranno in semifinale con Andreeva-Shnaider, battute lo scorso anno nella finale per l’oro olimpico a Parigi. "Voglio affrontare Sinner in finale", aveva detto Zverev alla vigilia. Gli è andata male. Ora sono tutti gli italiani a sognare di vedere Jannik in finale con "Lollo”.