Cahill a Montecarlo, l’indizio social dell’incontro con Sinner per pianificare il 2027
di Massimo CalandriJannik ha bisogno di lui: «Darren mi trasmette calma, con lui mi sento al sicuro. È come un secondo padre». E nel momento più delicato della carriera del campione, Cahill è tornato. Non si vedevano da quel pomeriggio di sole a Wimbledon, poco più di 3 mesi e una vita fa. Il supercoach australiano si è presentato a Montecarlo e sì, come un papà lo ha abbracciato forte. Sinner non deve solo guarire dall’infiammazione al ginocchio, deve vincere anche i dubbi sulla data del suo rientro — e in che condizioni? — che lo tormentano. Ieri erano 103 giorni dalla finale vinta con Zverev, che poi è anche l’ultima partita giocata dal numero 1 del mondo. Deve ripartire, fisicamente e mentalmente: nessuno meglio di Darren — fondamentale anche nel periodo che aveva preceduto la sospensione per il pasticcio Clostebol — può aiutarlo. Ci vorrà tempo, non può essere un semplice clic: ma proprio per questo, è ragionevole pensare che il tecnico possa restare per un’altra stagione ancora. Il suo arrivo nel …
Jannik ha bisogno di lui: «Darren mi trasmette calma, con lui mi sento al sicuro. È come un secondo padre». E nel momento più delicato della carriera del campione, Cahill è tornato. Non si vedevano da quel pomeriggio di sole a Wimbledon, poco più di 3 mesi e una vita fa. Il supercoach australiano si è presentato a Montecarlo e sì, come un papà lo ha abbracciato forte. Sinner non deve solo guarire dall’infiammazione al ginocchio, deve vincere anche i dubbi sulla data del suo rientro — e in che condizioni? — che lo tormentano. Ieri erano 103 giorni dalla finale vinta con Zverev, che poi è anche l’ultima partita giocata dal numero 1 del mondo. Deve ripartire, fisicamente e mentalmente: nessuno meglio di Darren — fondamentale anche nel periodo che aveva preceduto la sospensione per il pasticcio Clostebol — può aiutarlo. Ci vorrà tempo, non può essere un semplice clic: ma proprio per questo, è ragionevole pensare che il tecnico possa restare per un’altra stagione ancora. Il suo arrivo nel Principato ha scaldato gli entusiasmi dai tifosi del tennista, e qualcuno ora scommette addirittura su di un rientro in campo prima degli Australian Open. Il volto di Sinner è ricomparso sui manifesti che a Riad annunciano il Six Kings Slam, riprogrammato dal 27 dicembre: solo una trovata pubblicitaria? Orache c’è Cahill, si può sognare.
Meglio la Costa Azzurra o la Gold Coast? Darren preferisce il suo mare australiano, ma sui social ha postato all’improvviso 3 immagini della baia di Montecarlo. Solo qualche giorno prima ne aveva pubblicate 20 dall’Isola dei Canguri, mentre giocava a golf circondato da wallabies. Attenzione: Jannik ha messo un esemplare “mi piace” al post. Questa volta bastano 2 indizi a fare una prova: rieccoli insieme.
L’incubo di Sinner è cominciato l’ultimo giorno di luglio. Il dolore al ginocchio, le visite alla Pshysioclinic di Milan e poi al J-Medical di Torino, la diagnosi allarmante (“sindrome della bandelletta ileo-tibiale”), i trattamenti a base di fisioterapia e onde d’urto, le sessioni in palestra, piscina, gli allenamenti sulla sabbia, poi di nuovo in campo per qualche giorno di scambi con Cobolli e i ragazzi di Piatti ma quella fitta maledetta che si ripresenta, e allora la visita a Lione dal chirurgo ortopedico Bertrand Sonnery-Cotter e le infiltrazioni di Prp, acronimo che sta per plasma ricco di piastrine. Ha deciso di affidarsi (anche) a un professore vecchio amico del suo mentore e manager Alex Vittur: dopo aver visto Herbert Schoenhuber. A Lione gli hanno prescritto 3 settimane di riposo assoluto, meglio un mese: ne sono trascorse appena 2. Era comunque tempo di rivedere Cahill, che già nel 2025 voleva andare in pensione però poi era rimasto, complice una scommessa perduta. Tutto sembrava apparecchiato per un addio a fine gennaio. Da tempo si scommette sul suo sostituto: Juan Carlos Ferrero, Magnus Norman, Carlos Moyá. Voci. E se invece “padre e figlio” decidessero di fare ancora un po’ di strada insieme?