L’Italia della velocità, una superpotenza come gli Stati Uniti. Due staffette azzurre sognano la medaglia olimpica
dal nostro inviato Mattia ChiusanoRIETI – La Giamaica fa di nuovo paura, gli sprinter americani sono frecce già scoccate verso Parigi, forse l’Italia faticherà a rivincere l’oro dei 100 metri ma intanto è andata incontro a una mutazione. Dalla Svizzera alla Sabina, dai 200 di Fausto Desalu, secondo solo dietro a Mennea sui 200 col suo 20’’08, ai test preolimpici del super team di Rana Reider vinti da Marcell Jacobs a Rieti si apre uno scenario mai visto: le staffette veloci azzurre sono diventate due, come solo gli Usa possono vantare. Al quartetto che ha distrutto la concorrenza agli Europei, Melluzzo-Jacobs-Patta-Tortu, si possono aggiungere comodamente l’asso dei 110 ostacoli Simonelli, il vicecampione mondiale della 4x100 Roberto Rigali che domenica ha corso in 10’’19, un tipo da 9’’96 sui 100 come Chituru Ali. Più Desalu, che ancora non ha accettato la perdita del posto dopo essere stato uno dei Fab Four dell’oro della staffetta a Tokyo, e dal meeting di La Chaux-de-Fonds ha mandato un chiaro segnale.
Italia nuov…
RIETI – La Giamaica fa di nuovo paura, gli sprinter americani sono frecce già scoccate verso Parigi, forse l’Italia faticherà a rivincere l’oro dei 100 metri ma intanto è andata incontro a una mutazione. Dalla Svizzera alla Sabina, dai 200 di Fausto Desalu, secondo solo dietro a Mennea sui 200 col suo 20’’08, ai test preolimpici del super team di Rana Reider vinti da Marcell Jacobs a Rieti si apre uno scenario mai visto: le staffette veloci azzurre sono diventate due, come solo gli Usa possono vantare. Al quartetto che ha distrutto la concorrenza agli Europei, Melluzzo-Jacobs-Patta-Tortu, si possono aggiungere comodamente l’asso dei 110 ostacoli Simonelli, il vicecampione mondiale della 4x100 Roberto Rigali che domenica ha corso in 10’’19, un tipo da 9’’96 sui 100 come Chituru Ali. Più Desalu, che ancora non ha accettato la perdita del posto dopo essere stato uno dei Fab Four dell’oro della staffetta a Tokyo, e dal meeting di La Chaux-de-Fonds ha mandato un chiaro segnale.
Italia nuova terra di velocisti
Italia, paese di velocisti: e chi l’avrebbe detto qualche anno fa? Forse è simbolico che l’ultimo test del campione olimpico dei 100 metri prima delle Olimpiadi si sia svolto all’interno dei campionati laziali juniores e promesse, perché la linfa arriva proprio da qui, da quelli come i seicento del Guidobaldi di Rieti, con tutte le culture che rappresentano e le famiglie che la domenica li accompagnano al campo. A correre, e vedere Jacobs, che ha vinto l’oro nel mondo delle mascherine e oggi invece è assediato da fan a cui non nega mai un selfie.
Jacobs più veloce di Xie e De Grasse
Già, ma come sta Jacobs? Ha corso in 10’’08, un passo indietro rispetto al 9’’92 a Turku. «Ma in Finlandia ero arrivato dopo una serie di gare, compresi gli Europei vinti a Roma. Stavolta invece mi sono fermato a lungo per un carico di lavoro in vista delle Olimpiadi, era la prima gara dopo tre settimane». Ha battuto il cinese Xie (10’’09) e l’oro di Tokyo dei 200 Andre De Grasse (10’’11), si è piaciuto per alcune cose, per altre un po’ meno. Ma intanto ha corso tre volte in 24 ore nella simulazione olimpica voluta da Reider. «Mi aspettavo un tempo migliore, ma questo test serviva per capire come avrebbe reagito il fisico: posso dire che i muscoli hanno retto bene. Ora sono pronto per lavorare altre due settimane». Nei prossimi giorni farà un test monstre da 120 metri, sempre a Rieti, guidato da Reider. Nel frattempo, mentre lui correva a 35 gradi, a Parigi ce n’erano 23. «Ho sofferto tanto il caldo e l’umidità, quel clima quasi freddo potrebbe invece essere un’ottima condizione per lo sprint: l’importante è che non piova».
La Giamaica della velocità sta tornando
Da quando Marcell si è avvicinato in Finlandia alla migliore versione di se stesso è cambiato il mondo dello sprint. La Giamaica ha rialzato la testa col 9’’77 di Kishane Thompson, che a Parigi vuole travestirsi da Bolt, per non parlare degli americani con tre sotto 9’’87. Jacobs ricorda bene Tokyo, quindi non ha nessuna intenzione di abdicare: «Alle ultime Olimpiadi gli Usa si presentarono con Bromell leader stagionale, Baker fece 9’’83 in semifinale e si sa come è finita. Mancava la Giamaica, è vero, ma non sono sorpreso, in due anni hanno tirato fuori ottimi talenti. Entrare in finale sarà la parte più difficile. A quel punto cercherò di portare a casa un’altra medaglia. E divertirmi».