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Cina, il Partito stringe la presa sulle piattaforme digitali

Cina, il Partito stringe la presa sulle piattaforme digitali

La decisione del quinto plenum rafforza le strutture politiche nelle grandi imprese tecnologiche e tra i rider. Algoritmi e big data entrano nella lotta alla corruzione

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Entrare nelle piattaforme, raggiungere i lavoratori delle consegne, usare la tecnologia per sorvegliare il potere. Il quinto plenum del XX Comitato centrale del Partito comunista cinese allarga il perimetro della disciplina all’economia digitale. La decisione, approvata durante i quattro giorni di riunioni a porte chiuse della scorsa settimana, è stata pubblicata domenica sera dai media statali. Mentre Xi Jinping chiede alle imprese di sostenere l’autosufficienza tecnologica, il Partito vuole rafforzare la propria presenza nei luoghi dove si producono innovazione, ricchezza e nuove forme di lavoro. Insomma, la corsa digitale deve restare collegata alla catena di comando.

Il documento riconosce le lacune dell’apparato. "In alcuni settori, soprattutto quelli emergenti, la copertura delle organizzazioni del Partito non è abbastanza completa e il loro lavoro non è abbastanza efficace", si legge. La prescrizione investe direttamente le aziende: "Gli sforzi di costruzione del Partito saranno consolidati e rafforzati nelle imprese non pubbliche, portati avanti in base alle diverse categorie nelle imprese a proprietà mista e potenziati nelle società di piattaforme e nelle imprese innovative ad alta tecnologia". Si interviene sulla gerarchia: "Sarà istituito un meccanismo di adeguamento dinamico per la gestione a un livello superiore delle organizzazioni del Partito nelle imprese Internet". Le cellule aziendali potranno dunque rispondere a organismi politici più in alto.

Le cellule del Partito sono già nelle aziende. Ora devono incidere di più. Il testo chiede una "combinazione efficace delle iniziative di costruzione del Partito con la produzione e le attività operative, l’innovazione e l’imprenditorialità, i servizi sociali e la governance a livello di comunità". Regolatori, autorità di settore e amministrazioni locali dovranno rispondere delle rispettive responsabilità. L’obbligo esplicito di inserire la costruzione del Partito negli statuti riguarda invece le organizzazioni sociali, comprese associazioni di categoria e camere di commercio. Per le piattaforme, il testo stringe i collegamenti tra attività economica e supervisione politica senza prescrivere un’autorizzazione preventiva per ogni scelta commerciale.

Dai vertici aziendali, la decisione scende ai rider, ai corrieri e agli autisti delle piattaforme. Sono i "gruppi nelle nuove forme di occupazione", una forza lavoro mobile e frammentata che sfugge alle forme di organizzazione legate alla fabbrica o all’ufficio. La richiesta è di fedeltà: "Ispireremo le persone di questi gruppi ad ascoltare l’appello del Partito e a seguirne la guida".

Protezione sociale e integrazione politica procedono insieme. Le disposizioni pubblicate in primavera prevedono interventi su compensi, riposo e trasparenza degli algoritmi. Raccogliere le rivendicazioni consente anche di gestire tensioni prima che si allarghino. Negli stessi giorni del plenum, Pechino ha predisposto linee guida per proteggere l’occupazione dagli effetti dell’intelligenza artificiale. La corsa tecnologica deve produrre benefici abbastanza diffusi da sostenere la stabilità.

Il percorso era cominciato nel novembre 2020, con lo stop alla quotazione di Ant Group, il braccio finanziario della Alibaba di Jack Ma. Da lì la campagna di rettificazione aveva investito i colossi digitali, tra antitrust, rischi finanziari e controllo dei dati. La crescita delle piattaforme aveva concentrato ricchezza e influenza in soggetti privati capaci di condizionare mercati e abitudini di milioni di persone. Il potere politico ne ha ridimensionato l’autonomia, chiedendo al capitale di adeguarsi alle priorità nazionali.

Ora quelle imprese servono alla trasformazione del modello economico e alla competizione con gli Stati Uniti. Investimenti e incentivi vengono orientati verso semiconduttori, intelligenza artificiale, robotica e tecnologie verdi, settori dove sviluppo e sicurezza nazionale si sovrappongono. Le "nuove forze produttive di qualità", da ormai due anni mantra di Xi Jinping, devono ridurre le dipendenze esterne e sostituire i motori di crescita indeboliti, a partire dall’immobiliare. Alle piattaforme si chiede di mettere capitali, ricerca e infrastrutture al servizio dell’innovazione industriale.

Già a febbraio 2025 Xi aveva riunito gli imprenditori, con Jack Ma accanto ai protagonisti di Huawei, BYD, Tencent e DeepSeek. Un segnale di sostegno dopo la stretta, mentre le restrizioni tecnologiche americane rendevano più preziose le capacità private. Pechino ha bisogno dell’iniziativa degli imprenditori e chiede loro di esercitarla lungo una direzione stabilita dal centro. Il plenum aggiunge a questo rapporto una rete organizzativa più fitta.

Gli stessi strumenti digitali entrano nella campagna anticorruzione. La decisione prevede "un sistema digitale per l’ispezione disciplinare e la supervisione e una piattaforma di big data per sorvegliare l’esercizio del potere nel settore pubblico". A Zhengzhou, secondo il South China Morning Post, gli investigatori hanno già utilizzato algoritmi per individuare collusioni nelle gare delle imprese statali. A Suifenhe, i modelli di DeepSeek sono stati impiegati contro le frodi previdenziali.

Nel mirino anche le tangenti che cambiano forma. Il testo promette di "combattere risolutamente la corruzione commessa attraverso Internet, valute virtuali, capitali transfrontalieri e blockchain". In vista del XXI Congresso del 2027, quando potrebbe ottenere uno storico quarto mandato, Xi chiede un apparato più disciplinato e capace di attuare le direttive. Alle aziende tecnologiche spetta contribuire allo sviluppo, al Partito assicurarsi che quella crescita non crei spazi sottratti alla sua autorità. Più difficile sarà tenere insieme iniziativa, innovazione e una supervisione sempre più presente.