Governare le IA per lavorare in modo ordinato, organizzato e sicuro. Questo, in sintesi, il messaggio che Zoom ha trasmesso durante l’evento Zoomtopia che si è tenuto a Londra il 4 novembre per mostrare in anteprima cosa rilascerà tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Se lavorare con le IA è ormai un assioma, la governance non è altrettanto scontata, ed è per questo che Zoom ha studiato prodotti diversi gestibili da una console centralizzata che consente alle aziende di avere il pieno controllo sulle attività svolte tramite la piattaforma.
A margine del medesimo evento abbiamo approfondito la visione futura di Zoom con Laura Ball, Global CX AI Sales and Go-to-Market Lead, ossia responsabile globale delle strategie commerciali e di ingresso sul mercato delle soluzioni di intelligenza artificiale per la gestione dei rapporti con i clienti.
Zoom in numeri
Zoom Communications Inc. è una società tecnologica americana specializzata in videoconferenze, comunicazioni aziendali e strumenti di collaborazione basati anche sulle IA.
Fondata nel 2011, in California, dall’attuale Ceo Eric Yuan, Amazon è quotata al Nasdaq dal mese di aprile del 2019 e, durante la pandemia ha conosciuto una crescita di rilievo, passando da 10 milioni di partecipazioni giornaliere alle riunioni a dicembre del 2019 a 300 milioni ad aprile del 2020.
Le “partecipazioni” non equivalgono agli utenti unici, perché uno stesso utente può prendere parte a più riunioni. Inoltre, Zoom non divulga dati sugli utenti attivi. Ha chiuso l’esercizio fiscale 2025 con un fatturato di 4,87 miliardi di dollari e 1,9 miliardi di dollari di utile netto.
Zoom, tra agenti IA sotto controllo e la lotta ai deepfake
Zoom ha presentato cinque nuove funzionalità per controllare l’intelligenza artificiale impiegata nelle attività aziendali e destinati alla piattaforma Zoom Workplace, e alle soluzioni per il rapporto con i clienti.
L’obiettivo è quello di aiutare i comparti che si occupano di IT e di cybersecurity ad avere pieno controllo degli agenti IA che operano nei sistemi aziendali, verificando anche quali dati usano e quali risultati producono.
Il sistema Centralized AI Management, che sarà rilasciato entro la fine del 2026, offrirà agli amministratori un pannello unico per vedere gli agenti attivi, definire politiche valide per l’intera organizzazione, consultare registri delle attività e gestire gli agenti creati dai dipendenti.
Un agente IA è un programma capace di eseguire compiti e sequenze di operazioni con un certo grado di autonomia. La nuova console punta a rendere verificabili attività e autorizzazioni le quali, con l’aumento degli automatismi, diventano più difficili da seguire e rappresentano una sfida per chi deve mantenere sicure le infrastrutture aziendali.
I Custom AI Guardrails sono filtri configurabili che permetteranno alle aziende di stabilire quali informazioni possano comparire nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Un’azienda potrà, per esempio, ridurre il rischio che una sintesi includa dati finanziari riservati oppure contenuti emersi in una riunione strategica e quindi riservata.
Le regole potranno escludere interi set di dati dalle elaborazioni automatiche e richiedere una revisione umana prima della diffusione comunicati ai clienti. Custom AI Guardrails, che verrà rilasciata durante il primo trimestre del 2027, è un’evoluzione delle misure di riservatezza che Zoom consente già di amministrare.
Infatti, le etichette di sensibilità, già disponibili per le organizzazioni con i piani di abbonamento previsti, classificano riunioni e contenuti in base al livello di riservatezza e consentono di applicare regole coerenti.
Possono essere create direttamente in Zoom oppure sincronizzate con Microsoft Purview, il servizio Microsoft per classificare e proteggere le informazioni aziendali. L’integrazione riguarda Zoom Meetings per le videoriunioni e Zoom Whiteboard, la lavagna digitale condivisa.
In questo modo un’azienda può utilizzare nelle riunioni Zoom le stesse categorie di riservatezza adottate per i propri documenti Microsoft 365. La disponibilità dipende dal piano sottoscritto e, per alcune licenze, richiede un componente aggiuntivo a pagamento.
Un ulteriore intervento riguarda Compliance Manager, lo strumento Zoom per gestire conservazione e archiviazione delle comunicazioni aziendali. L’estensione annunciata comprenderà i contenuti prodotti da My Notes, che raccoglie appunti e riepiloghi e da Zoom Canvas, lo spazio collaborativo per creare documenti e materiali di lavoro. Le organizzazioni potranno così includere note, sintesi e documenti generati dall’IA nelle proprie procedure di conservazione e controllo. L’aggiornamento è previsto per gennaio 2027.
La funzione Deepfake Risk Detection analizzerà in tempo reale segnali audio e video durante le riunioni per individuare possibili manipolazioni eseguite con strumenti esterni a Zoom. In presenza di elementi sospetti, il sistema mostrerà una segnalazione accompagnata da un indicatore di confidenza.
Le frodi con voci e video sintetici figurano fra i rischi descritti nelle analisi sulla cybersicurezza aziendale. Zoom presenta il rilevamento come uno strumento di allerta che affianca la valutazione delle persone. L’arrivo è previsto a dicembre 2026 come componente aggiuntivo a pagamento.
In parole spicce, un deepfake in ambito aziendale è un contenuto audio, video o immagine generato o manipolato con l'IA per imitare una persona reale, spesso usato per frodi, impersonificazione di dirigenti o diffusione di informazioni false.
La cybersecurity che gioca d’anticipo
Gli strumenti concepiti da Zoom, oltre a ridurre le superfici d’attacco sfruttate da cyber criminali, rilevano le potenziali anomalie in corso, anticipando quindi i potenziali pericoli. Tutto ciò raggiunge la massima efficacia soltanto se il personale viene formato costantemente per riconoscere le minacce emergenti.
Il futuro di Zoom
Abbiamo cercato con Laura Ball di capire meglio quali saranno le evoluzioni future di Zoom e, verosimilmente, degli strumenti di collaborazione in genere.
Zoom sta passando da piattaforma per comunicare a sistema capace di eseguire attività autonomamente. Quale cambiamento radicale vedranno gli utenti nel 2027?
«Per quanto riguarda il cambiamento trasformativo, si tratta di supportare i clienti sia nell’uso di dati statici utilizzabili tramite IA, sia nell’uso dei dati in tempo reale, per esempio durante le riunioni, fornendo quel livello di contesto che genera azioni concrete tramite gli agenti IA ma anche tramite nuove modalità di lavoro».
Se l’intelligenza artificiale potrà ricordare conversazioni, comprendere esigenze e anticipare richieste, fino a che punto Zoom potrà agire senza che l’utente debba intervenire?
«La visione di Zoom è che ci sarà ancora un ruolo ben definito per gli agenti umani, anche se le loro mansioni cambieranno. Sempre più aziende adottano l'IA come primo punto di contatto nell'esperienza cliente, ma questo non significa che gli umani verranno eliminati. La prospettiva è che lavorino al fianco degli agenti d'IA, richiedendo un riassetto operativo: potrebbero nascere nuovi ruoli o la necessità di affiancare l'IA agli umani per supportarli in tempo reale. Le ore liberate grazie all'IA potranno essere riallocate al benessere degli operatori, alla formazione e al coaching, offrendo percorsi di crescita anziché eliminare posizioni nei contact center».
Microsoft e Google stanno integrando l’IA nelle loro piattaforme di comunicazione. Quale capacità esclusiva dovrebbe convincere un utente a scegliere Zoom anziché Teams o Meet?
«L'approccio di Zoom è fortemente orientato all'IA federata, sfruttando il modello migliore per il tipo di attività da svolgere. Non si tratta di una scelta esclusiva, poiché Zoom si integra e collabora sia con Microsoft sia con Google per consentire agli utenti di operare nella piattaforma che preferiscono.. Tuttavia, l'obiettivo prioritario di Zoom resta quello di offrire la migliore tecnologia d'IA per lo specifico compito che il cliente intende portare a termine».
La strategia di Zoom per la sovranità digitale
La strategia di Zoom per la sovranità digitale punta a garantire alle organizzazioni un maggiore controllo sul luogo in cui vengono conservati ed elaborati i dati, sulle chiavi di cifratura e sull'infrastruttura utilizzata dall'intelligenza artificiale. Attraverso la Zoom EU Infrastructure, l'azienda offre alle imprese e agli istituti scolastici europei la possibilità di archiviare ed elaborare nell'Unione europea diverse categorie di informazioni, comprese quelle relative alle riunioni e alle comunicazioni.
Per le pubbliche amministrazioni, Zoom ha sviluppato un modello a tre livelli che combina infrastrutture europee, gestione autonoma delle chiavi crittografiche e installazione locale di alcuni servizi attraverso Zoom Node, una piattaforma che permette di ospitare riunioni, registrazioni e chat nei sistemi informatici dell'organizzazione. La strategia rafforza quindi il controllo delle organizzazioni sui propri dati e sulle modalità di elaborazione, pur mantenendo dipendenze tecnologiche e operative da Zoom e da fornitori cloud internazionali. Una distinzione rilevante rispetto alla sovranità tecnologica europea, che comprende anche autonomia infrastrutturale, controllo giuridico e riduzione delle dipendenze dai fornitori esteri.