BUDAPEST — C’è un suono che il Governo italiano dovrebbe tenere sempre bene a mente quando parla di Ilaria Salis: il rumore delle catene e del guinzaglio a cui era legata la docente. In quel tintinnare, che rimbombava forte mentre Ilaria scendeva le scale del palazzo di Giustizia di Budapest per tornare in cella, c’è infatti tutta l’ipocrisia di chi oggi dice: «Sbagliato politicizzare» (il minist…