L’ultimo trimestre dell’anno parte debole sui mercati europei. Pesano i rendimenti dei titoli di Stato elevati e un’inflazione che, a causa dello shock energetico prolungato dovuto alle tensioni nel Golfo Persico, continua a mordere. Sul fronte energetico, i dati sui flussi del petrolio dall’area del Golfo, di poco sotto ai numeri pre guerra, spingono al ribasso i future sul greggio, con il Brent di dicembre che scivola sotto i 100 dollari al barile. Piazza Affari chiude in rosso, male le banche.
Piazza Affari chiude in forte calo
Piazza Affari chiude in forte calo la prima seduta di ottobre, in una giornata di vendite sui listini europei condizionata dalle tensioni sui mercati obbligazionari e dai timori per le ricadute dell'aumento del petrolio sull'inflazione globale. Il Ftse Mib termina a -2,21%, con il comparto bancario tra i principali bersagli delle vendite. A Milano le vendite si concentrano soprattutto sulle banche. Tra i titoli indicati in forte calo figurano Banca Mediolanum (-4,30%), Mediobanca (-4,23%), Unicredit (-4,07%) e Intesa Sanpaolo (-4,02%).
Borse europee tutte negative in chiusura, Madrid -2,28%
Seduta decisamente negativa per le Borse europee, con le tensioni sui mercati obbligazionari a livello internazionale che si riflettono sui listini. Madrid cede il 2,28%, Francoforte lo 0,94%, Londra l'1,73%. In calo anche Parigi che cede l'1,62%, giù anche Zurigo (-1,48%) e Amsterdam (-1,1%).
Spread: chiude in forte rialzo a 118 punti, rendimento Btp decennale al 4,69%
Chiusura in fortissimo rialzo, a 118 punti, per lo spread Btp-Bund, 16 punti sopra l'apertura di questa mattina. A pesare sono le tensioni sui titoli di Stato a livello internazionale, che spingono al rialzo i rendimenti: quello del Btp a dieci anni sul mercato secondario si attesta al 4,69%, mentre quello del Bund tedesco è al 3,52%.
Bce: Draghi, tassi non siano più alti del necessario per stabilizzare inflazione
La politica monetaria deve assicurare che "il percorso dei tassi ufficiali non sia più elevato di quanto richiesto per stabilizzare l'inflazione nel medio termine", evitando di indebolire la crescita più del necessario. Lo ha detto Mario Draghi, intervenendo a Zurigo alla conferenza annuale della banca nazionale svizzera dedicata all'economista Karl Brunner.
Borsa: Milano peggiora sul finale e sfiora -2% con le banche
Borsa: Milano peggiora sul finale e sfiora -2% con le banche
Cambi: euro chiude in calo sotto 1,13 dollari
L'euro chiude in calo sotto 1,13 dollari. la moneta unica passa di mano a 1,1264 dollari (-0,64%) e a 177,68 yen (-0,36%). Dollaro/yen a 157,72 (+0,20%).
Il biglietto verde viaggia vicino ai massimi degli ultimi due mesi.
Wall Street: indici ora in calo (dj -0,5%)
Wall Street: indici ora in calo (dj -0,5%) con rendimenti record Treasury e calo Micron (-2,3%)
La Borsa di Milano amplia il ribasso, con il Ftse Mib che si attesta a 50.507,49 punti, -1,68%
Malgrado l'avvio in territorio positivo di Wall Street, la Borsa di Milano amplia il ribasso, con il Ftse Mib che si attesta a 50.507,49 punti, -1,68%
Wall Street: apre in rialzo (s&p +0,25%) spinta dai titoli tech
Apertura in rialzo a Wall Street, nonostante il nuovo rialzo dei rendimenti dei titoli del tesoro statunitense e del prezzo del petrolio. Micron ha pubblicato utili eccezionali, con un fatturato quadruplicato nell'ultimo trimestre.
Usa, Treasury a 10 anni ai massimi dal 2002
I rendimenti dei titoli del Tesoro Usa hanno toccato i massimi da oltre vent'anni, sulla scia delle vendite sui mercati obbligazionari globali. I T-bond a 10 anni hanno visto i rendimenti toccare i massimi da aprile del 2002, salendo di 4 punti base al 5,3338%: il decennale è un parametro fondamentale per determinare i tassi di mutui, prestiti auto e debiti su carte di credito. Il rendimento del titolo a 30 anni è balzato di 3 punti base al 5,6702%, raggiungendo il livello più alto da luglio del 2002. Il rendimento del titolo a 2 anni è salito di 2 punti base, attestandosi al 4,91%.
Europa riduce il calo coi bond, Brent sopra i 100 dollari
Londra cede l'1,5%, Parigi l'1,1%, Milano lo 0,9% e Francoforte lo 0,8%. I future su Wall Street sono contrastati, con il Nasdaq che avanza dello 0,6%, in scia ai risultati sopra le attese di Micron, mentre il Dow Jones cede lo 0,3%. Rifiatano anche i titoli di Stato nonostante il petrolio continui a galoppare, con il Brent sopra i 100 dollari al barile (+2,4% a 100,37 dollari) e il Wti a 92,2 dollari (+2%).
Btp: crisi petrolio fa impennare attese su tassi, spread vola a 107 punti
L'Inflazione in aumento spinge il mercato a rivedere le proprie aspettative sulle prossime mosse della Bce con molti operatori che scommettono su tre rialzi dei tassi entro la fine del 2027. L'Italia, come altri paesi periferici dell'eurozona, accusa il colpo, con il rendimento del Btp decennale benchmark che oggi si attesta al 4,67% ai massimi dall'ottobre 2023 e lo spread con il Bund a 107 punti, mai così in alto da giugno 2025.
Borsa: Bff Bank -4,8% dopo cessione crediti, mercato guarda a nodi patrimoniali
Pioggia di vendite per bff bank, che scivola del 4,8% a circa 2,6 euro, in una seduta debole per i bancari e con il ftse Mib in calo dell'1,2%. Sul titolo pesa da un lato il contesto generale, ma l'attenzione resta in primis sul percorso di derisking:
Istat, tasso di inattività agosto scende al 32,7%, minimo storico dal 2004
Ad agosto il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni scende al 32,7%, al minimo dall'inizio delle serie storiche (2004). Lo rileva l'Istat segnalando che in questa fascia di età sono inattive 12 milioni 124mila persone con un calo di 21mila unità su luglio e 381mila su agosto 2025. Il tasso di inattività diminuisce di 0,1 punti su luglio e di 0,9 punti su agosto 2025.
Istat, ad agosto -5mila occupati sul mese, +291mila sull'anno
Ad agosto 2026, su base mensile, gli occupati diminuiscono di 5mila unità su luglio e crescono di 291mila unità sull'anno. Lo rileva l'Istat sottolineando che crescono le persone in cerca di lavoro, con 48mila unità in più sul mese e 129mila in più sull'anno. Gli occupati sono 24 milioni 352mila mentre i disoccupati sono 1 milione 591mila.
Diminuiscono in modo consistente gli inattivi tra i 15 e i 64 anni con 21mila in meno sul mese e 381mila in meno sull'anno. Il tasso di occupazione scende al 63,0% (-0,1 punti sul mese) mentre il tasso di disoccupazione sale al 6,2% (+0,2 punti sul mese).
Ancora in rally Technoprobe, giù Ifis
In una Piazza Affari in larga parte in rosso, si salvano i tech con St (+0,9%) e Technoprobe (+2%), in rialzo da giorni. Bene anche Prysmian (+2,1%) con gli analisti di Db che prevedono una trimestrale “solida”, trainata dal business dei cavi per data center. Positive poi Fincantieri (+1,5%) e Campari (+1,2%).
Giù i bancari: in vista della maxi assemblea del 29 ottobre, Mps (-1,2%) precisa che l'approvazione delle due ops su Bpm (-1,9%) e Banca Generali (-1,7%) sarà scissa dall'acquisizione del 13,3% delle Generali (-1,5%) in seno a Mediobanca (-1,6%), la cui fusione garantirebbe - se approvata - una distribuzione straordinaria agli azionisti che lascerebbe all'istituto l'8,8% del capitale del Leone. Intanto, secondo i media tedeschi dopo circa due anni di opposizione, i sindacati di commerz (-1,5%) avrebbero segnalato a unicredit (-2%) disponibilità alla cooperazione. Continua a perdere terreno Banca Ifis (-1,29%), dopo la richiesta di Banca d’Italia di rivedere il cda dell’istituto: da inizio anno il titolo ha perso quasi metà del suo valore.
Europa in rosso tra inflazione e rendimenti bond, a Milano (-1%) si salva il tech
Esordio nel quarto trimestre negativo per le Borse Europee, strette tra rendimenti obbligazionari elevati e un'inflazione in crescita, soprattutto a causa dello shock energetico prolungato dovuto alle tensioni nel Golfo Persico. Una dinamica che preannuncia la possibilità di nuovi rialzi sui tassi, entro l'anno, da parte della Bce come della Fed. Così Milano nelle prime battute viaggia a -1%, Parigi a -1,3% e Francoforte a -1,2%; di umore opposto l'Asia, con il Nikkei che chiude a +3,3%, trainato dai tech sulla scia della trimestrale record dell'americana Micron.Guardando al petrolio, arrivano segnali incoraggianti sui flussi dal golfo persico, che sarebbero tornati nell'ultima settimana su livelli vicini a quelli precedenti al conflitto, spingendo al ribasso il Brent dicembre a 98,5 dollari (-4,5%). Al contrario il Wti sale dell'1,5% a 91,7 dollari.
Eni, completato riassetto Plenitude con aumento capitale da 1,56 miliardi
Eni annuncia di aver completato, insieme agli attuali soci Ares Management Alternative Credit funds ed Energy Infrastructure Partners (Eip), il riassetto della struttura azionaria di Plenitude.
L'operazione è stata realizzata attraverso un aumento di capitale non proporzionale pari a 1,56 miliardi di euro, sottoscritto da Ares per 1,08 miliardi di euro e da Eni per 0,48 miliardi di euro, e riconosce un Equity Value al 100% di Plenitude pre-money pari a 10,75 miliardi di euro (circa 13,1 miliardi di euro in termini di Enterprise Value). A seguito del perfezionamento dell'operazione, il capitale sociale di Plenitude è ora detenuto da Eni (65,03%), Ares (26,24%) ed Eip (8,73%).
Bankitalia ha chiesto la revisione del cda di Banca Ifis
A seguito dell'ispezione condotta su Banca Ifis Bankitalia ha chiesto all'istituto di credito di rivedere la composizione del Cda. "La misura prevista dal piano di rimedio prudenziale concernente la riqualificazione degli assetti di governo societari, anche mediante l'innesto di nuove competenze e professionalità, comporta una prospettica revisione della composizione del consiglio di amministrazione e la nomina di nuovi membri, in prevalenza indipendenti", si legge nella nota emessa da Banca Ifis su richiesta della Consob.
Banca Ifis prende atto delle "criticità" rilevate da Bankitalia nell'ambito della valutazione del credito e nei processi di recupero e valutazione degli Npl ma "ritiene di poter confermare la solidità e correttezza dei propri processi di recupero e modelli di valutazione degli Npl, anche in considerazione del fatto che tali modelli sono stati di recente validati anche da tre primari consulenti esterni indipendenti"
Petrolio in picchiata sui 96 dollari con ritorno afflussi dal Golfo Persico
Una decisa correzione quella dei future sul greggio, che nel contratto Brent di dicembre si portano sui 96,9 dollari al barile (-6,4%); viaggia a 88,9 dollari, invece, il Wti novembre (-1,6%). Il movimento segue la forte crescita delle esportazioni dal Golfo Persico nell'ultima settimana.
Nonostante le tensioni nella regione non accennino a diminuire, “alcune stime collocano i flussi a livelli vicini a quelli precedenti al conflitto tra Stati Uniti e Iran”, secondo gli analisti di Anz research. La società di monitoraggio satellitare Kpler stima che le spedizioni abbiano raggiunto i 12,5 milioni di barili al giorno nella settimana terminata il 27 settembre, appena 1 milione di barili al giorno sotto al livello di riferimento precedente al conflitto. Un dato che secondo Goldman Sachs sale a 23 milioni di barili giornalieri, se si considerano le rotte aggiuntive come quella del Mar Rosso.